In prigione, in prigione

di Simone Borri

EdoardoBennato200509-001

L’Italia alle prese con la Fase 2, che per qualcuno rischia di essere più letale del Coronavirus. Almeno a quello che si sente in giro. Non c’é che dire, l’unico organismo veramente resistente a qualsiasi epidemia nel nostro paese è la burocrazia, insieme a quella cosa che ci ostiniamo a chiamare giustizia. Se Vincenzo Gioberti rinascesse oggi, intitolerebbe il suo libro Delle multe e sanzioni immorali e incivili subite dagli Italiani.

Il brano del giorno che ci viene in mente è dunque un brano della stagione, dell’epoca. Lo scrisse Edoardo Bennato più di quarant’anni fa, 1977, album Burattino senza fili, la storia rivisitata di Pinocchio, la storia (proprio come nelle intenzioni recondite di Collodi) di ciascuno di noi, in questo Paese dei Balocchi.

Edoardo è stato colui che è andato più vicino di tutti a farci sentire il rock’n’roll anche come roba nostra. Ed è stato sicuramente tra tutti i nostri cantautori quello che avrebbe dovuto farci riflettere di più.

Da quel lontano 1977 certe sue canzoni sono semmai diventate ancora più di attualità. Ascoltate attentamente le parole di questa, oltre a ballare presi dal suo ritmo scatenato.

Andrà tutto bene? Forse, chissà…..

La sensazione è che, in attesa della Fase 3, possiamo andare tutti a finire…..

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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