We’ll meet again

di Simone Borri

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Vera Lynn, ieri ed oggi

La sua canzone più famosa era ritornata in auge una decina di anni fa, dopo che una sua raccolta era stata ripubblicata. Anno 2009, The very best of Vera Lynn raggiunse il ventesimo posto nella classifica dei dischi più venduti in Gran Bretagna. E valse alla sua autrice uno dei record più singolari, oltre alla conferma di un’immoralità che già possedeva. Con i suoi 92 anni di allora scalzò dal primo posto del più anziano in classifica nientemeno che Bob Dylan, precedente detentore con i suoi modesti 68 anni.

VeraLynn200407-002Come Dylan, Lynn era ed è uno pseudonimo. Vera Margaret Welch assunse il cognome Lynn come nome d’arte in onore della nonna paterna. Nata a Londra il 20 marzo 1917, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, ha fatto in tempo non soltanto a diventare una icona della Seconda ma, ben 103 anni dopo (è ancora viva e vegeta, Dio salvi Vera Lynn insieme alla Regina) anche a sentirsi rievocare a proposito da un’altra importantissima e famosissima donna inglese: la sovrana del suo paese, che in quanto a longevità – pur essendole seconda – anche lei non scherza, con i suoi 94 anni.

Nella Seconda Guerra Mondiale, se i tedeschi si immalinconivano sulle note di Lili Marlene, gli inglesi facevano altrettanto su quelle di We’ll meet again, registrata da Vera pochi mesi prima che il conflitto scoppiasse e destinata a diventare il ritornello prediletto per milioni di tommies che lasciavano le famiglie per andare al fronte.

Ci rincontreremo ancora, era un auspicio che ottant’anni dopo la regina Elisabetta ha rievocato ed è tornata a rivolgere ai suoi connazionali che fronteggiano una nuova ora più buia, anche se di tipo completamente diverso.

Il brano del giorno, dedicato a Vera Lynn e ad Elizabeth Windsor.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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