Titanic

di Simone Borri

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Il brano di oggi è in qualche modo obbligato. Anche se con la storia che raccontiamo – e soprattutto con la storia e la leggenda che ci tramandiamo da generazioni – c’entra poco o nulla. L’album a cui il brano dà il titolo uscì nel 1982, tre anni prima che Robert Ballard e i suoi droni subacquei riconsegnassero i relitti del Titanic alla scienza, spazzando via ogni fantasia.

FrancescoDeGregori200415-002Ma a Francesco De Gregori serviva una metafora della assurda divisione della società in classi e del disastro incombente sull’umanità proprio a causa del progresso che doveva renderla più libera e migliorarne le condizioni di vita. E cosa di meglio della favola morale del Titanic?

L’album contiene una trilogia di canzoni, completata da L’abbigliamento di un fuochista e da I muscoli del capitano. Ma è nella bailada omonima dal ritmo sudamericano che De Gregori concentra tutta la suggestione del suo racconto. «La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento».

E’ un De Gregori in stato di grazia – l’album conteneva, tra le altre, anche La leva calcistica della classe ‘68 – che racconta a modo suo la più affascinante delle tragedie del ventesimo secolo, con poca attenzione alle luci ed all’architettura della grande nave e molta alle migliaia di storie che si avviavano a conclusione nei suoi saloni, corridoi, sottoponti e cuccette.

«E gira, gira, gira, gira l’elica, e gira e gira che piove e nevica, per noi ragazzi di terza classe, che per non morire si va in America»

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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