Ora basta

di Simone Borri

GiusepepConte200427-003

C’è grande aspettativa e grande stanchezza nel paese, quando Giuseppe Conte comincia a parlare alle ore 20,20 del giorno in cui dovrebbe annunciare la cosiddetta e benedetta fase 2. Dovrebbe, il condizionale è d’obbligo. Bastano poche parole in realtà per capire che il professore foggiano si conferma una volta di più epigono del grande Tomasi di Lampedusa: tutto deve cambiare, ma solo perché nulla cambi.

L’ultima ordinanza dell’ultimo dei Gattopardi ci mette poco a deludere milioni di connazionali che, ancora confidando in una soluzione legalitaria della vicenda #iorestoacasa, si sintonizzano su RAI1 per sentirgli dire quelle poche ma magiche parole: si può uscire di casa, si può tornare a lavorare ed a vivere.

Giuseppe Conte resta il fidanzato d’Italia per quella parte di popolazione che in casa ci può restare all’infinito, perché la sua rendita di posizione – comunque determinata – glielo consente. Gli altri, chi si deve guadagnare un pane sempre più incerto, alle 20,25 sono già disperati. E si domandano magari che senso ha avuto festeggiare il giorno prima la Liberazione da una dittatura se il giorno dopo è questa democrazia a toglierti ogni diritto, come neanche il Duce forse si sarebbe sognato di fare.

GiusepepConte200427-001Le Petacci d’Italia e i percettori di redditi di cittadinanza stamattina rinnovano i loro elogi sperticati all’Uomo della Provvidenza, che ci terrà in casa al sicuro dalla Peste nera del ventunesimo secolo. Gli altri cominciano a chiedersi dove sta il confine tra uscire di casa il giorno 4 prossimo venturo con entrambi i piedi ancora dentro l’area tecnica della legalità, o non piuttosto con almeno uno dei due se non tutti e due magari anche al di là.

E’ stato un combattente della libertà, del resto, l’ex partigiano Sandro Pertini, il più amato dei nostri presidenti della repubblica (quanta differenza con la maschera impassibile a qualsiasi emozione che sovrintende da cinque anni a questa parte a qualsiasi distacco della nostra classe politica dal sentimento dei cittadini, il Mattarellum senza fine che la Prima Repubblica ha lasciato in eredità alle successive) a dire che un governo illegittimo è lecito combatterlo con ogni mezzo.

Un uomo solo (sempre più) al Quirinale

Un uomo solo (sempre più) al Quirinale

Il presidente beneamato faceva riferimento finale del suo aforisma alle pietre ed alle mazze. Ognuno giudichi per sé se sia il caso di arrivare a tanto, o se ci siano ancora altri passi da compiere prima per dichiarare compiuto questo nostro calvario nazionale. Certo é che sulla illegittimità del governo Conte bis a questo punto non è più lecito avere dubbi. Spacciare il MES con cui ha aggirato il Parlamento (al quale non è parso vero tra l’altro di farsi aggirare) per un successo della sua diplomazia europeista ed un regalo al paese è veramente troppo. Passi la farsa dei contributi via INPS alle categorie in difficoltà (600 euro e prestiti vari garantiti, si fa per dire, dallo Stato: pochi, maledetti e chissà quando), ma il prestito forzoso ed oneroso europeo con su scritto solidarietà da Bruxelles, quello proprio no. Quello da solo vale un processo di Norimberga, e ricordiamocene quando sarà il momento.

Nel frattempo, riaprono alcuni negozi in ordine sparso, ma non escono ancora di casa i clienti, se non con l’ultima versione della autocertificazione, che ormai vale quanto le giustificazioni più o meno contraffatte che portavamo a scuola. L’economia va a puttane (in senso metaforico, perché neanche le signorine in questione possono esercitare al momento, surrogate semmai dai siti porno eccezionalmente gratuiti), e ci resterà almeno fino a giugno, quando probabilmente sarà troppo tardi per fare ripartire le attività produttive di un paese che fonda il suo benessere sul turismo e le attività ad esso connesse.

25 aprile: tanta gente in strada, tante bandiere rosse, nessuna mascherina

25 aprile: tanta gente in strada, tante bandiere rosse, nessuna mascherina

Il cittadino ligio al dovere resta dunque seduto sul divano. Altri invece possono permettersi di uscire senza incorrere nelle previste e durissime sanzioni per chi viola il coprifuoco continuato. La bandiera rossa per esempio è una autocertificazione omnicomprensiva, a quanto pare, visto che il giorno 25 appena trascorso con essa in mano diversa gente ha potuto scendere in strada senza nemmeno il corredo della mascherina (diventata in molti casi peraltro nuovamente irreperibile, al pari del famoso feroce Saladino delle figurine Perugina anni 30, a meno di non rivolgersi al mercato più o meno nero o alle versioni fashion distribuite da certe Regioni). La bandiera rossa evidentemente permette tutto, come sanno principalmente a Bologna e a Roma, dove sabato scorso centri sociali, figuranti di ogni colore dell’ANPI e consorterie varie del PD hanno potuto andare in giro indisturbati. Cantando Bella ciao, ovviamente, e insultando i fascioleghisti come va di moda adesso anche in certi siti istituzionali.

Allo stesso modo spacciatori di droga e bande varie di migranti (quelli che il governo pensa di regolarizzare perché la nostra economia ne ha bisogno) si scontrano più o meno ogni sera nei centri abitati delle nostre principali città, senza che nessun rappresentante delle Forze dell’ordine paia in grado di fermarli.

GiusepepConte200427-002Ma forse le due suddette categorie ed il regime particolare di cui beneficiano rientravano in qualche ordinanza precedente che ci siamo persi. In quella che riguarda noialtri cittadini normali, il premier ha messo sul tavolo il prodotto dell’ingegno dei suoi consulenti (siamo a quota 450 ai vari livelli della pubblica amministrazione, stipendiati da Pantalone). Del resto, se paghi a peso d’oro un Ricciardi e un Colao, poi qualche soddisfazione gliela devi dare e almeno qualcuna delle stupidaggini che hanno detto la devi tradurre in provvedimento coattivo nei confronti della cittadinanza inerme.

Il prossimo step, il 18 maggio o quando sarà, pare destinato ad essere il domicilio coatto per gli anziani, che non potranno uscire di casa forse mai più per non essere vittime del covid19. Molto meglio morire con il sole a scacchi che si riflette pallido sul volto, meglio ancora se lontano dai tuoi cari (che ancora non possono uscire di casa nemmeno per venirti a seppellire, se non a uno per volta e distanziati).

Dice, ma sei critico perché sei di parte. No, sono critico perché mi dispiace perdere tutto ciò che mio nonno e mio padre mi avevano lasciato in eredità, a prezzo di sacrifici immensi. E tutto questo perché alcuni figuri hanno trovato il modo di perpetuare il loro potere senza dover mai rendere conto a nessuno e senza avere più un freno nella Costituzione e nelle Leggi.

centrodestra200427-001E sì, sono di parte, perché credevo che il consenso popolare al centrodestra dimostrato dal paese negli ultimi anni valesse qualcosa, in una democrazia. E oltretutto mi tocca rammaricarmi adesso non solo del consenso popolare disatteso (come del resto avviene dal 2011), ma anche del fatto che questa opposizione si sta dimostrando ridicola e sostanzialmente connivente con il regime. Nessun governo ha mai mollato volontariamente il potere, nessun popolo se lo è del resto mai visto regalare (come sapevano bene quelli che nell’ANPI ci stavano perché avevano fatto davvero i partigiani), nessuna opposizione lo ha mai conquistato sui social network, facebook, twitter, instagram. Dispiace dirlo (almeno a chi scrive), ma Salvini e Meloni sembrano come quei principi delle favole confinati in un castello o in una grotta da un incantesimo, e non sanno evidentemente loro per primi come venirne fuori.

Noi meno di loro. Una cosa sola è certa, tutto il mondo si appresta a riaprire i battenti, consapevole che è il solo modo di convivere con il virus, costi quello che costi. Dobbiamo convincerne anche noi, finché siamo ancora vivi.

Ora veramente basta, signor Giuseppe Conte.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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