Le Palle di Firenze

di Barbara Chiarini

Lo stemma dei Medici nella versione di Lorenzo il Magnifico, con il giglio di Francia in alto e sei palle complessive, sormontato dalla corona ducale aggiunta da Cosimo I

Lo stemma dei Medici nella versione di Lorenzo il Magnifico

Un turista in visita a Firenze potrebbe sorprendersi nel notare un bel po’ di … palle in giro per la nostra città. Già perché le «palle dei Medici», come le chiamano i fiorentini, sono dappertutto: sugli spigoli, sulle facciate dei palazzi, persino nelle chiese, sempre a gruppi di 6, 7 o persino 11!

Maliziosi che siete, non pensate male. Naturalmente mi riferisco allo stemma del più importante casato fiorentino! Girando per Firenze è impossibile non vederlo. È uno scudo costellato da bisanti  o araldiche  (per dirlo in gergo) che poi altro non sono che degli elementi sferici, tondeggianti, simili appunto a delle palle!

Tutta la città di Firenze è praticamente disseminata di stemmi araldici ma soprattutto di quelli della famiglia che è stata per tre secoli almeno la sua regnante: si tratta del famoso scudo con palle rosse in campo doro, vale a dire lo Stemma Mediceo. Il fatto curioso è che veramente, girando per la città, si potranno trovare molte armi medicee che contano un numero di palle spesso differente. Esso ha infatti origine dubbi e, per di più, buona parte dei dati che ci sono pervenuti hanno assunto il più delle volte i contorni di una leggenda.

Lo stemma di Lorenzo il Magnifico sormontato dalla tiara papale in occasione della ascesa al soglio di suo figlio Giovanni con il nome di Leone X

Lo stemma di Lorenzo il Magnifico sormontato dalla tiara papale in occasione della ascesa al soglio di suo figlio Giovanni con il nome di Leone X

Se da principio infatti, il numero della palle nello stemma fu pari ad undici, Giovanni di Bicci lo portò a nove; il figlio Cosimo il Vecchio, onorato dai fiorentini come Pater Patriae, lo ridusse a otto ed a sua volta suo figlio, Piero il Gottoso, arrivò a diminuirlo a sette: quest’ultimo previde pure un’ulteriore modifica, imponendo che la palla centrale fosse di colore azzurro con sopra disegnati tre gigli dorati, in onore dei  Reali di Francia.

Un’altra riduzione delle palle si ebbe con Lorenzo il Magnifico che da otto le portò a sei, mettendo quell’azzurra caricata con le insegne reali, in testa e facendo assumere alle palle un aspetto triangolare.  Subito dopo,  Cosimo I le riportò in formazione ovale, aggiungendovi la corona ducale.

Insomma, cari lettori, davvero «un gran girar di…. sfere e di incrociar docchi », dato che girando per Firenze capita di trovare queste forme araldiche dai diversi numeri anche disposte l’una vicino allaltra (come per esempio nel corridoio della sagrestia di Santa Croce dove si fronteggiano in bella mostra due stemmi medicei, uno ad otto palle ed uno a sei).

Quanto alla derivazione del motivo delle sfere come elemento caratteristico dello stemma mediceo, esistono poche certezze e molte supposizioni.

Un primo tentativo è stato quello di mettere in connessione le palle con il cognome della famiglia, generalmente individuato come indizio del mestiere svolto dalla famiglia, almeno in origine: sulla base  di questa ricostruzione, lo stemma dei Medici si origina dal ricordo del suo capostipite in epoca medievale il quale, in quanto medico, aveva creato per somministrare i medicinali ai propri pazienti,  delle pillole dalla forma rotonda e di colore rosso vivo.

La supposizione di un capostipite medico ha dato poi origine a piu leggende. Tra le tante una vuole  che questo progenitore della famiglia Medici, abbia risanato da una grave infermità lo stesso imperatore Carlo Magno,  applicandogli sul corpo delle coppette di propria invenzione, per salassarlo. Limperatore, riconoscente per essere stato salvato, gli avrebbe quindi accordato la licenza di apporre le suddette coppette (aventi forma tondeggiante, simili a sfere) sul proprio stemma familiare.

Un’ altra leggenda che circolava allepoca del principato per nobilitare le origini della famiglia regnante di Firenze, narra invece  che i Medici discendessero dal mitologico semi-dio Perseo e pertanto le palle dello stemma rappresenterebbero i pomi da lui raccolti negli Orti delle Esperidi (da osservare infatti che in tutti i giardini e orti delle ville medicee toscane si sono sempre coltivati agrumi!)

Suggestiva anche un’altra storia che allude al fatto che lorigine dello stemma si debba ad un certo Averardo deMedici, cavaliere condotto in Italia da Carlo Magno il quale avrebbe ucciso in duello un gigante che infestava il Mugello. Con la morte del mostro, avrebbe quindi ottenuto non solo vasti possedimenti terrieri in quella provincia, ma anche il privilegio di ritenere come suo stemma le impressioni fatte nello scudo dalla mazza ferrata che il gigante adoperò in sua difesa.

Tralasciando le molte altre leggende e venendo ad ipotesi più verosimili, possiamo ricordare come, in araldica, le palle di uno stemma stiano di solito a rappresentare il numero dei nemici uccisi in battaglia da colui il quale poi le assunse come propria insegna. I Medici avrebbero quindi dato avvio al proprio numero di sfere grazie ad un qualche soldato che, nel corso di una battaglia o di una guerra ancora più importante quale ad esempio una Crociata, avrebbe ucciso undici nemici in una sola volta (ricorderete infatti quasi certamente il numero di palle  con cui in principio si decorò lo scudo)

Lo stemma corporativo dell'Arte del Cambio

Lo stemma corporativo dell’Arte del Cambio

In ultimo, ma non ultimo, gradirei  infine riferire  a voi tutti l’ipotesi che, fra quelle rammentate dalle fonti storiche, pare essere la più veritiera e meglio documentata ovvero che lo stemma mediceo alluderebbe alla floridissima e fortunata attività di banchieri svolta dalla famiglia Medici in epoca rinascimentale. In questo contesto, le palle dello stemma altro non sarebbero che delle monete. Questa supposizione sarebbe suffragata dalla somiglianza dellarme medicea con quella dellArte del Cambio: lo stemma di tale arte consisteva infatti di uno scudo a fondo vermiglio cosparso di bisanti dorati, ragion per cui appare del tutto coerente che una famiglia – arricchitasi con i propri banchi di cambiavalute – mutuasse in qualche misura il proprio stemma, ispirandosi a quello della Corporazione corrispondente. Pertanto, i Medici non avrebbero fatto altro che invertire i colori dello stemma dell’ Arte di appartenenza,  per creare il proprio.

Dopo tante storie, pare quasi ironico ricordare come le pluricitate palle dello stemma mediceo siano col tempo divenute, com si suol dire,  causa ed effetto di molti soprannomi!  Ecco perchè i fautori del principato arrivarono a richiamare i propri partigiani al grido di «Palle, palle!», come ci viene narrato a proposito della sommossa popolare sortita contro la famiglia dei Pazzi (rea della celebre congiura del 1478 per la quale i sostenitori del partito mediceo vennero appunto chiamati palleschi !).

Dunque, cari lettori, adesso che ve le abbiamo elencate tutte, siete liberi di scegliere la versione che più vi aggrada: dalle arance alle pasticche, fino anche alle monete.

Tanto, per noi fiorentini D.O.C. , quelle resteranno sempre e comunque … le Palle dei Medici !

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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