Le api del Granduca

di Barbara Chiarini

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Ci e già capitato in questi giorni, raccontando di leggende e aneddoti fiorentini, di scomodare il granduca Ferdinando I, chiamato in causa per una presunta storia di amore clandestina. Di fatto, anche nella storia che vorrei raccontarvi quest’oggi è sempre il nostro Granduca ad essere il protagonista indiscusso.

Nellarmoniosa perfezione di Piazza Santissima Annunziata, tra tanti gioielli rinascimentali come lomonima Chiesa, lo Spedale degli Innocenti, il Portico del Brunelleschi, Palazzo Budini Gattai (quello della finestra sempre aperta, per intendersi!) ed il Museo Archeologico, vi sono anche due belle fontane in bronzo raffiguranti mostri marini (recentemente restaurate), opera di Pietro Tacca e della sua bottega. Infine, ultima ma non ultima, un’ altra bella statua, lì piazzata a dare sfoggio di se’!

Infatti, come ogni fiorentino sa bene, al centro della piazza troneggia la grandiosa statua equestre del Granduca Ferdinando I. Maestosa, superba e curiosamente simbolica sul suo piedistallo. La sua collocazione non fu ovviamente casuale, ma oltremodo strategica, essendo in questa maniera disposta in asse con Via de’ Servi ( la quale conduce dritta al Duomo) ed al centro della medesima piazza, fronteggiando la Basilica della Santissima Annunziata, a cui la dinastia de’ Medici  rimase sempre molto legata.

FerdinandodeMedici190331-001Il monumento fu commissionato all’esperto scultore Giambologna (Jean de Boulogne, Douai, 1529 Firenze, 1608) quando egli era già piuttosto in la’ con gli anni, probabilmente a seguito del successo riscontrato con la realizzazione del monumento celebrativo a Cosimo I (Firenze, 1519 – 1574) collocato in Piazza della Signoria. Fin dalla fase progettuale il maestro fu affiancato da Pietro Tacca (Carrara 1577 – Firenze 1640), suo valente allievo e in seguito suo successore nella bottega di Borgo Pinti. Il modello in scala reale fu definito nel 1602 e gettato in bronzo nell’autunno dello stesso anno ma l’opera fu portata a termine solo nel 1607 e sistemata nella piazza nell’ottobre del 1608, in occasione delle nozze del principe Cosimo con Maria Maddalena d’Austria.

Ferdinando I deMedici (Firenze, 1549 – 1609) fu prima cardinale della Santa Romana Chiesa dal 1562 al 1587 e poi Granduca di Toscana dal 1587 al 1609. Egli fu un Granduca illuminato, dimostrò in più occasioni di desiderare il bene dei suoi concittadini e le sue opere furono tutte dirette alla corretta organizzazione del Granducato ed al suo sviluppo agricolo.

Sarebbero da menzionare molte sue opere e iniziative che spaziarono dall’ambito artistico fino alla politica estera ma, in questo frangente  mi limiterò a ricordare solo la sua prepotente azione volta a promuovere la formazione di una marina da guerra ducale per sconfiggere le flotte dei pirati che la facevano da padrone nel Mar Mediterraneo. Dovete sapere che il bronzo per realizzare la statua in questione fu infatti ottenuto dalla fusione di tutti i cannoni delle galee turche conquistate dallOrdine dei Cavalieri di Santo Stefano, istituzione nata proprio per combattere la pirateria (come ricorda l’iscrizione nella cinghia sottopancia del cavallo: «De’ metalli rapiti al fiero Trace»).

Ferdinando volle poi che venissero realizzati due cartigli in bronzo (sempre opera del Tacca datati 1640), da affiggere sul basamento della statua. Quello che si trova sul lato corto del solido, (visibile dalla Basilica della SS. Annunziata) attira lo sguardo di ciascun visitatore per la strana decorazione che ritrae una originale scultura: vi avete mai fatto caso? Si tratta di uno sciame di api, perfettamente disposte in una serie di cerchi con lape regina al centro.

Nella simbologia, l’ovvia spiegazione. Le api infatti non sono altro che lallegoria del potere fiorentino. Lape regina sottolinea la centralità del Granduca stesso, mentre le altre,  disposte tutte intorno, rappresentano il popolo fiorentino, laborioso, leale e fedele verso il potere costituito.

apiFerdinando190331-001L’impresa araldica del Granduca è corredata da un motto che meglio lo identifica: infatti nella parte superiore si legge la scritta Maiestate Tantum, cioè Soltanto per (la sua) Maestà (Ferdinando I de’ Medici), ovvero colui che governò Firenze come un’ape regina, circondato dal suo sciame di api, cioè dal suo popolo.

Al di là di ogni allusione, se proprio vogliamo trovare unimplicita, sottintesa ironia, possiamo supporre il rassegnato asservimento dei fiorentini al sovrano di turno; la simbologia delle api assume il chiaro significato della città all’interno della quale persistono benessere, giustizia sociale e ordine, segnato dal perfetto assolvimento da parte di ogni membro del proprio lavoro, dal semplice cittadino (ape operaia), al Granduca stesso (ape regina).

Eccovi dunque narrata la leggenda di oggi.

Proprio perché nella rappresentazione grafica le api, tutte rivolte verso lape regina, sono disposte a circonferenze concentriche e sfalsate tra loro, nasce la favola secondo la quale è quasi impossibile contarle senza tenere il segno facendo uso (per esempio) di un dito!

La leggenda vuole infatti che chi mai sia riuscito a contarle a occhi chiusi, senza toccarle o indicarle, sia stato investito dalla Buona Sorte! 

Non so se ancora oggi questo sia un gioco che i piccoli fiorentini fanno ma, quando io ero bambina, ricordo di essermi divertita molto cercando di contarle. Ogni volta che lo facevo, però, mi tornava un numero diverso! E pensare che se avessi azzeccato quello giusto, avrei ricevuto un bel dono da mio nonno, vale a dire che anche io avrei ricevuto la mia buona dose di Fortuna, se non altro per quel giorno !

Certo che Firenze, ha davvero tante storie da raccontare, tra tanti eventi realmente accaduti oppure storie originate della fantasia popolare: anche questa è una leggenda curiosa che stuzzica e induce a mettere alla prova l’abilità personale.

Ma quante saranno queste api di Ferdinando? D’ora in poi, se passerete da Piazza Santissima Annunziata,  dovrete cimentarvi pure voi nell’arguto calcolo!

Volete un aiutino? ebbene, secondo fonti  molto attendibili, pare che siano novantuno (a meno che una, nel frattempo, qualcuna non se ne sia volata via!).

Ai più volenterosi il mio sincero augurio: Buona Fortuna !!!

Firenze, Piazza Ss Annunziata, veduta prospettica

Firenze, Piazza Ss Annunziata, veduta prospettica

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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