Storia d’amore alla SS. Annunziata

di Barbara Chiarini

Firenze, Piazza Ss Annunziata , Palazzo Budini Gatti già Palazzo Grifoni

Firenze, Piazza Ss Annunziata , Palazzo Budini Gatti già Palazzo Grifoni

Non è sicuramente ai livelli del balcone di Romeo e Giulietta, ma anche Firenze ha la sua finestra che parla di una storia d’amore, di lunghe attese e di fantasmi.

Nei pressi di Piazza Santissima Annunziata, all’angolo con Via de’ Servi, si trova un bel palazzo, un puro esempio di fabbrica fiorentina di spiccata origine rinsscimentale, a mattoni rossi. Si tratta di Palazzo Budini Gattai, già Palazzo Grifoni: i lavori furono avviati  dall’architetto Giuliano di Baccio d’Agnolo (lo stesso responsabile del palazzo  di famiglia a San Miniato) nel 1563 e, dopo la sua morte, furono proseguiti da Bartolomeo Ammannati (nonostante una parte della letteratura lo riferisca erroneamente a Bernardo Buontalenti, il quale si occupò soltanto del progetto del giardino).

Osservando il palazzo dalla piazza si può notare una finestra, posta all’estrema destra ed al primo piano, con una persiana sempre aperta. Per quante volte attraverserete la piazza,  non troverete mai quella gelosia abbassata. Che sia una leggenda o il rispetto di una tradizione nata da un fatto vero, sta a voi soltanto deciderlo.

La storia narra di un’amore fra una giovane dama ed un giovane rampollo appartenente alla famiglia Grifoni. I due, coronando il medesimo sogno d’amore si sposarono  ma  la vita coniugale ebbe presto termine in quanto l’amato sposo venne chiamato alle armi per combattere una guerra a cui ciascun nobile fiorentino non poté  fare a meno di sottrarsi; la moglie porse l’ultimo saluto al marito, affacciandosi da quella finestra e  quindi, lo guardò allontanarsi. Afflitta dal dolore pronunciò un fioretto: «A questa finestra ti aspetterò finchè non tornerai a me» e così fece.

Firenze, Piazza Ss Annunziata , Palazzo Budini Gatti già Palazzo Grifoni

Firenze, Piazza Ss Annunziata , Palazzo Budini Gatti già Palazzo Grifoni

Durante la sua assenza, la ragazza trascorse le intere giornate ricamando e restando sempre seduta su una panca posta vicino a quella finestra, in modo da poter  affacciarsi ad ogni ora per vedere se, per caso, lo sposo avesse fatto ritorno. Ma alla fine di tanta attesa arrivò la notizia che il giovane Grifoni era disperso in guerra e che mai più sarebbe tornato. La sposa non abbandonò il suo fioretto, non volle credere alla triste notizia e continuò imperterrita a guardare la piazza, forte della sua promessa e del suo amore.

 Gli anni passarono e la giovane si fece una vecchia signora ma imperterrita continuò a spiare i movimenti della piazza, sempre piena di speranze, fino al giorno in cui  la morte la colse, proprio lì, davanti alla finestra dove aveva trascorso tutta la sua vita.

La famiglia Grifoni, terminate le esequie, si apprestò a far riordinare la stanza e a chiudere la persiana che era stata per tanti anni l’unico modo di vedere il mondo per quella donna tanto disgraziata.

Fu allora che cominciarono a manifestarsi degli strani fenomeni: i quadri caddero dalle pareti, gli oggetti volteggiarono impazziti per la stanza, i mobili scricchiolarono. 

Fra lo spavento della servitù e l’incredulità dei familiari, in quella stanza non vi fu più pace sino al momento in cui quella finestra non fu riaperta da una serva la quale, probabilmente, aveva compreso che l’attesa non era ancora finita.

Ancora oggi la gelosia resta aperta e nessuno ha manifestato l’ intenzione di chiuderla nuovamente. 

La leggenda di oggi si conclude qui, a voi giudicare quanto i fatti in essa raccontati abbiano avuto un fondamento reale e quanto invece siano stati mero frutto della fantasia popolare.

Per i più scettici  esiste infatti anche un’ altra versione  scaturita dal punto verso cui la statua equestre di Ferdinando I dei Medici (collocata davanti al palazzo) rivolge lo sguardo si dice  che esso coincida con la finestra della camera di una donna di Casa Grifoni amata clandestinamente dal granduca e quindi obbligata dal marito a tenere sempre la finestra chiusa. Anche per questa storia si fa riferimento soltanto a probabili dicerie o poco più perché, come dimostrano alcuni disegni di cantiere, quella parte del palazzo fu ultimata solo nel Settecento. 

Firenze, Piazza Ss Annunziata, Monumento equestre a Ferdinando I dei Medici

Firenze, Piazza Ss Annunziata, Monumento equestre a Ferdinando I dei Medici

Fu forse in quel periodo che nacquero talune chiacchiere, fondendosi con la storia di Lisabetta Capponi, moglie di Pier Gaetano Grifoni la quale , tra gli altri, suscitò gli omaggi amorosi di Horace Walpole, il gentiluomo inglese che spesso ricorda la bella “grifona” nella sua corrispondenza con  Horace Mann.

Concludendo, qualunque sia l’origine della leggenda e qualsiasi  fatto reale  vi sia contenuto o meno, è un dato di fatto che  la finestra in questione ha sempre almeno una persiana socchiusa. 

Alla fine, perché non lasciare che lo spirito di quella giovane donna non possa continuare ad attendere il ritorno del suo amato sposo? Che cosa importa se lo aspetterà per sempre? Del resto, come ripete un nostro antico proverbio, nel quale ciascuno di noi almeno una volta nella vita ha trovato conforto : «La speranza è ultima a morire» !

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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