Il telefono senza fili

di Simone Borri

Martin Cooper ed il suo primo "cellulare" DynaTac

Martin Cooper ed il suo primo “cellulare” DynaTac

In principio furono Martin Cooper e la Motorola. Il 3 aprile del 1973 avvenne la prima telefonata da telefono portatile. Cellulare, si direbbe oggi.

A New York, Martin Cooper, ingegnere americano di Motorola, di fronte a numerosi tra giornalisti e passanti effettuò la prima chiamata in pubblico con un prototipo di cellulare, il DynaTac (acronimo di Dynamic Adaptive Total Area Coverage). Un aggeggio ingombrante, che pesava 1 chilo e mezzo e aveva una batteria che durava solo 30 minuti e impiegava 10 ore a ricaricarsi.

«Joel, this is Marty. I’m calling you from a cell phone, a real handheld portable cell phone». Quella prima telefonata, indirizzata a Joel S. Engel, capo della ricerca ai Bell Labs (I Bell Laboratories sono un centro di ricerca e sviluppo all’epoca di proprietà della società americana di telecomunicazioni AT&T e attualmente di Nokia, e prendono il nome da Alexander Graham Bell che li aveva fondati), rappresentò il momento cruciale della rivoluzione tecnologica che avrebbe forse cambiato il mondo e coloro che lo popolano più di ogni altra. Concetto fondamentale di quella rivoluzione era che con una chiamata telefonica si raggiungeva direttamente una persona, e non più un luogo in cui essa doveva sostare in attesa per riceverla.

Da quel giorno, Martin Cooper – che nell’ottobre successivo avrebbe presentato la richiesta di brevetto del Radio telephone system, concepito come un sistema di comunicazione telefonica senza fili, wireless appunto é considerato il padre della telefonia mobile.

In seguito Cooper avrebbe raccontato che l’idea ispiratrice del telefono cellulare gli era venuta dalla visione del telefilm Star Trek in cui il Capitano Kirk appariva mentre usava un dispositivo analogo.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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