Trieste, la prima tramvia

di Simone Borri

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Il 30 marzo 1876 la città di Trieste inaugurò il primo servizio di trasporto pubblico d’Italia. Il fatto era che a quell’epoca Trieste non faceva parte dell’Italia, politicamente, ma dell’Impero Asburgico d’Austria – Ungheria, di cui era il porto principale.

La città sotto Franz Joseph, il penultimo imperatore della casata, viveva una nuova fase di espansione economica proprio grazie al fatto di essere di nuovo la porta principale dell’Impero verso il mare ed i suoi commerci (Venezia era da poco ricongiunta all’Italia, dopo la breve parentesi di sottomissione all’Austria tra il Trattato di Campoformio del 1797 e la Terza Guerra di Indipendenza del 1866). Le autorità imperiali e la municipalità valutarono correttamente dunque la necessità di dotare la città di un adeguato servizio di movimentazione urbana di persone e merci.

Dopo una fase sperimentale affidata alle vecchie carrozze a trazione animale, che si rivelarono inadeguate (oltre ad essere in via di superamento nelle principali capitali europee e nel Nordamerica), il servizio fu affidato ad una società belga che aveva avuto l’intuizione geniale di sostituire le tradizionali carrozze con dei vagoni che assomigliavano a quelli dei treni che ormai da mezzo secolo stavano percorrendo i continenti. E che in breve tempo avrebbero consentito di sostituire la trazione da parte dei cavalli con quella alimentata dall’elettricità, mettendo in strada i successivi tram che avrebbero piede con il nuovo secolo.

La Società Triestina Tramway inaugurò la sua prima corsa la mattina del 30 marzo 1876, lungo il percorso Via Battisti – Rotonda del Boschetto, con corse regolari durante tutto l’arco della giornata e ad una frequenza di una ogni quarto d’ora. Il capoluogo giuliano si sarebbe ricongiunto all’Italia soltanto il 3 novembre 1918, ma si sarebbe portato dietro il primato indiscutibile di aver istituito il primo servizio di trasporto pubblico della nazione. E non sarebbe stato il solo, poiché com’é noto l’Ospedale pediatrico Burlo Garofalo della città, istituito nel periodo asburgico il 18 novembre 1856, avrebbe battuto sul tempo l’istituzione dell’Ospedale Meyer di Firenze, che pur essendo già all’epoca una città italiana avrebbe visto la struttura venire alla luce soltanto il 24 settembre 1891.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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