Here comes the sun

di Simone Borri

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Quest’anno l’equinozio di primavera, ovvero il giorno che segna ufficialmente l’inizio della bella stagione, è caduto oggi 20 marzo, alle ore 4,50 italiane. In anticipo di qualche ora rispetto al solito, alla data scelta per convenzione del 21 marzo, perché il 2020 è un anno bisestile.

Anno bisesto, anno funesto, diceva un vecchio detto. Vai a dargli torto….. pare proprio che  questo inverno del 2020 ce lo ricorderemo finché campiamo, e se lo ricorderanno i libri di storia. Così come si ricordano dell’inverno 1918-19, quello della spagnola.

L’unico conforto per ora è che l’inverno è dunque appena finito. Non è un auspicio poetico o esistenzialista, ma epidemiologico. Il Covid19 come tutti i virus dovrebbe risentire del cambio di stagione. L’innalzamento delle temperature dovrebbe fare male a lui e bene a noi.

Speriamo. Intanto siamo alle prese con la scelta del brano del giorno.

Il primo giorno di primavera dei Dik Dik? Troppo malinconico. Troppe nuvole nel cielo.

Maledetta primavera di Loretta Goggi? E’ appena arrivata, aspettiamo a maledirla, ci serve che funzioni e bene.

Un chimico di Fabrizio De André? Per carità di Dio, già siamo alle prese con tanti cattivi pensieri e suggestioni complottiste.

Spring affair di Donna Summer? Macché, di questo passo chissà quando ci torniamo a ballare.

La mitica Mattinata fiorentina di Alberto Rabagliati? Abbiamo ancora negli occhi l’agghiacciante filmato di Firenze deserta. E le bambine son tutte chiuse in casa.

La Canzoncina di primavera del disneyano Bambi? Al massimo può andar bene per chi stamattina ha figli piccoli e al decimo giorno di clausura già non sa cosa fargli fare, piazzandoli alla televisione.

Sara di Antonello Venditti? Mi tenta molto, ma non vorrei far innervosire Sara, che a questo punto pur di uscire di casa tornerebbe volentieri perfino a scuola.

Ma ecco….. un raggio di sole si posa sulla mia tastiera…. un’idea suggestiva, quanto semplice…..

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La celebre copertina di Abbey Road, l’album che contiene il brano di oggi

1969, una pessima annata per George Harrison, che soffriva più degli altri Beatles la situazione conflittuale che stava portando allo scioglimento del gruppo. Nella primavera di quell’anno, vuole la leggenda che si trovasse a casa dell’amico Eric Clapton, a provare dei brani. Durante una pausa, in giardino, fu investito da un raggio di sole ed ebbe l’idea di questa che è una delle sue più belle canzoni.

Sembra facile, un brano da corso di chitarra acustica, arpeggio e plettro. E’ un capolavoro della musica e della poesia.

Here comes the sun. Ecco il sole che arriva. E speriamo sia vero.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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