Storia delle Olimpiadi: Parigi 1900

di Simone Borri

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Pierre de Coubertin aveva ridato vita al più nobile dei miti dell’Antica Grecia, quello delle Olimpiadi. Ma aveva subito chiarito alla Grecia moderna che, eccezion fatta per la prima edizione la cui disputa ad Atene era quasi un atto dovuto, a partire dalla seconda i Giochi sarebbero diventati un fatto planetario (almeno in prospettiva), e pertanto la loro sede ogni quattro anni a partire dal 1900 sarebbe stata assegnata ad una città diversa.

Olimpiadi200126-001Il barone francese fu eletto presidente del C.I.O. alla scadenza del mandato del greco Demetrios Vikelas, e si dette da fare subito per realizzare la propria idea di Giochi itineranti. Si trattava di scegliere la sede della prima edizione del nuovo secolo. Per quanto animato dalle migliori intenzioni e dallo spirito più olimpico che ci fosse in giro all’epoca, De Coubertin era pur sempre un francese. E non esiste francese nella cui anima non risieda una dose per quanto variabile di sciovinismo. Favorì quindi fatalmente nell’assegnazione della edizione successiva a quella di Atene la capitale del proprio paese. La fiaccola accesa dal braciere perpetuamente acceso nel tempio di Olimpia uscì dunque per la prima volta nella storia dell’umanità dai confini della Grecia e prese la direzione della Francia.

I Giochi di Parigi del 1900 furono un fiasco pressoché totale, finendo per diventare una manifestazione di contorno nel quadro dell’Expo che si teneva in quella città nello stesso periodo. Per quanto de Coubertin si sforzasse di mantenere alle Olimpiadi carattere di internazionalità e di ellenismo (giungendo perfino a progettare uno stadio che riproducesse sul suolo francese il Panathinaikos di Atene), le autorità francesi lo avversarono grandemente, finendo per ridurre l’evento ad una celebrazione della grandeur nazionale.

La gara di tiro alla fune del 1900

Discipline estemporanee: la gara di tiro alla fune del 1900

Fu avversato tutto ciò che era di provenienza straniera, dallo stesso spirito di Olimpia al concetto di educazione sportiva derivante dai colleges americani e britannici. Fu consentito di gareggiare ad atleti (anche se non non ufficialmente) professionisti, in spregio alla Carta Olimpica appena approvata. Furono scelte modalità organizzative tali da scoraggiare tutti i partecipanti non francesi, come ad esempio la scelta di gareggiare solo di domenica (il che tagliava fuori tutti gli atleti appartenenti a confessioni religiose di ispirazione protestante). Furono introdotte nell’ambito delle competizioni alcune gare da saltimbanchi come il tiro al piccione vivo, il tiro alla fune ed il nuoto ad ostacoli.

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Charlotte Cooper

Unica innovazione positiva, rispetto alla prima edizione ateniese, fu l’apertura alle donne, che per la prima volta nella storia del mondo poterono cimentarsi in gare sportive internazionali. La prima donna a vincere un titolo olimpico della storia fu l’inglese Charlotte Cooper, nel tennis. Le prime medaglie d’oro olimpiche della storia italiana vennero vinte da Antonio Conte (Scherma – sciabola per maestri d’armi) e Gian Giorgio Trissino (Equitazione – salto in alto). Nelle gare di corsa veloce, prevalse il primo di una lunga serie di figli del vento americani, Alvin Kraenzlein, che vinse le gare dei 60 m, dei 100 m ostacoli, dei 200 m ostacoli e del salto in lungo.

Nel complesso fu un’edizione assolutamente deludente, tanto da far dire allo stesso de Coubertin che fu «un miracolo che il movimento olimpico sopravvivesse a questa manifestazione». Le Olimpiadi di Parigi si chiusero il 28 ottobre 1900, oltre sei mesi dopo la loro apertura, avvenuta il 14 maggio, a causa del loro inserimento nel quadro delle manifestazioni dell’Expo. La Francia vinse largamente il medagliere sugli Stati Uniti, 25 medaglie d’oro a 19, con la Gran Bretagna terza a 15. Non ci fu cerimonia di chiusura, come non c’era stata di apertura.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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