Pittore o burlone?

di Barbara Chiarini

BUONAMICOBUFFALMACCO.2020.01.04-01

Come in tutte le categorie di persone, anche tra gli artisti sono esistiti dei burloni e, nella nostra Firenze del 1300 ve ne fu uno in particolare; un pittore, famoso soprattutto per realizzare tabernacoli che pare, però,  passasse più tempo a burlarsi del prossimo che non a dipingere!

Il suo nome era Buffalmacco Buonamico. Un nome tanto strano e tanto buffo da far pensare a un personaggio inventato per una fiaba; invece, cari lettori, Buffalmnacco è realmente esistito anche se, probabilmente pagò cara la sua mania di fare burle, visto e considerato che poche delle sue pitture sono giunte fino a noi!

Buonamico Buffalmacco

Buonamico Buffalmacco

Scherzi a parte (!), stiamo parlando di un artista che solo recentemente ha acquisito una personalità precisa e questo grazie a delle ricerche che da poco tempo gli hanno attribuito l’esecuzione di  affreschi importanti quali il Camposanto di Pisa, vale a dire uno dei più importanti momenti della storia dell’arte italiana.

Secondo Giorgio Vasari egli fu allievo di Andrea di Ricco, detto Tafo; da altre notizie documentarie sappiamo anche che egli risultava iscritto nella Matricola dei Medici e degli Speziali di Firenze, nel 1315.

Pertanto si deduce che l’artista della nostra storia odierna potrebbe essere nato intorno al 1290-95. Ancora, dalle testimonianze di Lorenzo Ghiberti sappiamo di una sua attività artistica a Firenze presso la Cappella Spini, a Badia a Settimo (dove si conserva un’iscrizione con la data 1315), come anche nel Convento delle Donne a Faenza (intorno al 1314-1317). Queste notizie sarebbero confermate dalla documentazione d’archivio che lo vide iscritto all’Accademia delle Arti  a Firenze tra il 1315 e il 1320, mentre dopo il secondo decennio del secolo, Buonamico Buffamacco non fu più citato in alcun altro documento.

Sempre il Vasari, ci ragguaglia sulla sua attività artistica a Bologna, ad Assisi, ad Arezzo e a Pisa. Ma soltanto nel 1974, lo studioso d’arte Luciano Bellosi, fu in grado di identificare Buffalmacco come l’autore degli straordinari cicli di affreschi nel Camposanto di Pisa. 

Pertanto possiamo concludere che, seppure con notizie frammentarie, egli sia stato un artista piuttosto operoso e di grande abilità ma resta un fatto altresì veritiero che, il motivo per cui egli fu maggiormente famoso al suo tempo, non siano state le sue opere bensì i tantissimi scherzi da lui rivolti a molti fiorentini: insomma, un altro modo per conquistare quella “immortalità” preclusa, per lungo tempo, per suoi meriti artistici!

Ed infatti, ad onor di cronaca,  in qualità di burlone, il nostro Buonamico di fama ne ebbe, eccome!  Boccaccio fece di lui uno dei suoi protagonisti letterari e lo ricorda in ben quattro novelle del suo capolavoro, Il Decamerone e anche Roberto Sacchetti lo ricordò quale orditore di beffe ingegnose, ordite ai danni dei creduloni e degli sciocchi, insieme al suo inseparabile amico Bruno!

Il Trionfo della Morte, Camposanto Monumentale, Pisa

Il Trionfo della Morte, Camposanto Monumentale, Pisa

Per dare un’idea di quale fosse lo spirito sagace e arguto del nostro simpatico Buffalmacco, vorrei ricordare un episodio su tutti. Protagonista una povera donna che, oltre a cucinare e sfaccendare tutto il giorno, veniva obbligata dal marito a lavorare al telaio fino a tarda notte; il continuo battere del telaio disturbava il sonno di Buffalmacco, che abitava nella casa accanto.

Così una mattina il pittore, stanco di questa situazione, si armò di una lunga cannuccia e ne riempì tutto il suo interno con del sale; poi la passò attraverso una finestra socchiusa fino a raggiungere con la lunghezza della canna il piano dei fornelli, nella cucina della povera donna. Sopra vi stava bollendo un pentolone pieno di minestra. A quel punto egli, soffiandovi all’interno, vi fece cadere dentro tutto il sale. 

Il risultato fu che, giunta l’ora di cena, il marito della donna non poté certo mangiare la sua zuppa, perché la pietanza risultò essere eccessivamente salata; non scoprì  nulla della burla  giocatagli da Buffalmacco. Gli fu altresì chiaro, però, che la propria moglie, per poter cucinare a dovere, di giorno doveva essere ben sveglia o altrimenti, ci sarebbero state parecchie altre sere in cui egli avrebbe rischiato di andare a dormire a stomaco vuoto! Dunque, con buona pace di Buffalmacco, da quella sera la povera donna poté riposare come tutti gli altri vicini di casa!

Gli scherzi di Ser Buffalmacco erano tutti di questa portata, istruttivi e senza recar particolare danno a persone o cose ma, tra i tanti che ne ordì, ve ne fu uno il quale, ahimè, non risultò essere una burla come le altre e, purtroppo, si concluse assai tragicamente.

Siamo nel 1304, durante le feste di Calen di Maggio: come era usanza, allegre compagnie e brigate di giovani organizzavano feste per tutta la città.

Firenze, Ponte alla Carraia

Firenze, Ponte alla Carraia

I popolani di Oltrarno, detti Sanfrianini dal nome del Borgo di San Friano (oggi divenuto San Frediano) in cui abitavano, fecero un bando per annunciare a tutta Firenze che «chiunque avessi voluto sapere notizie dell’altro mondo, altro non avrebbe avuto da fare che recarsi, il dì di Calen di Maggio, in sul ponte alla Carraia o d’intorno all’Arno».

La notizia incuriosì un gran numero di fiorentini i quali accorsero a vedere come I Sanfrianini avrebbero rappresentato il mondo dell’oltretomba.

Buffalmacco, ideatore e organizzatore di quello spettacolo, era intenzionato a fare una rappresentazione infernale così realistica e paurosa da far venire i brividi a tutti.

Anche secondo le cronache riferite da Giovanni Villani, la fantasia di Buffalmacco in quella occasione si era dimostrata davvero eccezionale; purtroppo però il Ponte alla Carraia, sul quale si era accalcata una folla incredibile, era fatto di legname appoggiato sulla muratura con cui invece erano costituiti i piloni. Accade così che le assi del ponte, sotto l’enorme peso della folla, cedettero in più punti ed il ponte crollò; moltissime persone annegano in Arno e tante altre perirono, cadendo sui piloni del ponte o sulle barche che passavano sotto.

Addirittura il Villani concluse la cronaca di quella tragedia con questa riflessione: «..Così che moltissime persone che erano andate lì per vedere come era fatto l’altro mondo, fini’ che a vedere l’altro mondo ci andarono davvero».

Dopo questa burla, trasformatasi in tragedia, Buffalmacco  non si fece piu vedere in giro e non ordì piu scherzo alcuno: visse i suoi ultimi giorni in solitudine ed in estrema povertà: morì pressoché disconosciuto da tutti, senza amici, senza nessuno  che si sia prese cura di lui in vecchiaia.

I suoi resti sono conservati nel chiostro chiamato Delle Ossa dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, nel centro di Firenze.

Di lui così fu scritto: « A 68 anni fu dalla Compagnia della Misericordia, essendo poverissimo e avendo più speso che guadagnato, per essere un uomo così fatto, sovvenuto nel suo male in Santa Maria Nuova, Spedale di Firenze; e poi morto, nell’Ossa come altri poveri seppellito, l’anno 1340».

Firenze, Ospedale di Santa Maria Nuova, Cappella delle Ossa

Firenze, Ospedale di Santa Maria Nuova, Cappella delle Ossa

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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