L’ Epifania, tutte le feste si porta via!

di Barbara Chiarini

I Re Magi in cammino per Betlemme

I Re Magi in cammino per Betlemme

L’Epifania è la festa cristiana che celebra la rivelazione di Dio agli uomini nel suo Figlio, il Cristo ai Magi. Infatti, in greco, Epiphàneia, significava apparizione o rivelazione.

La Chiesa Cattolica festeggia il giorno dell’Epifania il 6 gennaio.

L’origine di questa festa è antichissima, sembra risalga al II secolo d.C. Inizialmente ricordava il battesimo di Gesù, e pare che fosse celebrata dalla Setta degli Gnostici Basilidiani. Questi credevano che l’incarnazione di Cristo fosse avvenuta al suo battesimo e non alla sua nascita.

Una volta eliminati gli elementi gnostici, l’istituzione della Festa dell’Epifania fu poi adottata dalla Chiesa Cristiana Orientale. Soltanto verso il IV secolo l’Epifania si diffuse in Occidente, e fu adottata anche dalla Chiesa di Roma nel V secolo.

 L’Epifania viene celebrata in Italia con molte usanze e tradizioni popolari, sicuramente meno marcata di quelle del Natale, ma non per questo meno affascinante: infatti, la notte dell’Epifania è ritenuta altrettanto magica: si dice addirittura che in questa notte gli animali parlino, nelle stalle come nei boschi. 

Ogni regione ha le proprie leggende di varia origine ma la figura popolare certamente più famosa e anche più misteriosa è quella della Befana; la vecchietta che durante l’anno abita nelle caverne e che a cavallo di una scopa magica porta i regali la notte tra il 5 e il 6 gennaio.

Si dice che ella scenda per i camini o, date le moderne case di città, pare meglio dire che ella scenda giù dalle cappe: porta doni e dolciumi ai bambini buoni ma a quelli che sono stati cattivi, invece, porta soltanto del carbone.

Si racconta anche che, nel caso in cui qualcuno tentasse di osservarla mentre deposita i regali, incapperebbe in guai seri!

Insomma, l’usanza della Befana è molto sentita ovunque, soprattutto a Roma, dove si dice abiti fra i tetti di Piazza Navona. Ed è in quel quartiere che infatti ogni anno, durante il periodo natalizio, abbondano in ogni strada e vicolo le bancarelle con i vari Babbo Natale e Befane, che girano per la piazza facendosi fotografare con i bambini, per magari invogliare i genitori ad acquistare giocattoli nei vicini negozi.

EPIFANIA.2020.01.06-02

Tornando alle nostre curiosità, suppongo che non tutti sappiano, ad esempio, che la Befana è conosciuta con nomi diversi da regione a  regione: a Modena ella viene chiamata la Barbasa, a Pavia, semplicemente  la Vecchia; la Redodesa o Marantega a Venezia, la Berola a Treviso e via dicendo: redigere un intero elenco sarebbe cosa lunga dunque non preoccupatevi di conoscerli tutti; sempre della stessa persona stiamo parlando! 

 Ma certamente esiste un proverbio che tutti gli italiani, dal Nord al Sud conoscono fin troppo bene. Esso recita così: «L’Epifania, tutte le feste porta via».

E qual è l’origine di codesto modo di dire? Ebbene, questo proverbio popolare, a sfondo religioso, si riferisce al viaggio che i Re Magi, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, intrapresero da Oriente per arrivare a Betlemme.

Volevano portare al Bambin Gesù oro, incenso e mirra. L’oro per omaggiare la sua regalità, l’incenso per ricordare la sua divinità e la mirra per sottolineare la sua umanità, ma non conoscevano la strada: dunque bussarono alla porta di una vecchina e la invitarono a unirsi a loro, però  ella si rifiutò.

Anche senza il suo aiuto i Re Magi il 6 gennaio arrivarono a Betlemme e omaggiarono Gesù: la vecchietta, pentitasi fortemente di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli. Ma tutto fu inutile, non incontrò mai più i tre sapienti né, tantomeno, il Prescelto.

E così cominciò a bussare ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.

Da quel giorno sono passati millenni ma la Befana non si arrende, cerca ancora il bambino speciale… portando con sé i doni ma anche la fine delle feste!

Dunque amici miei cari, in un modo o nell’altro, stasera dovrete essere preparati! Avete fatto i bravi o i cattivi? Perché la Befana, anche stanotte, passerà a fare visita a tutti, e non ci sono scuse: grandi o piccini riceveremo quel che meritiamo, dolcetto o carbone!

Un consiglio, pero vorrei darlo: comunque siate giudicati dalla Vecchia, cercate di non prendervela troppo! Abbiamo un intero nuovo anno davanti per tentare di rimediare alle nostre eventuali marachelle e, soprattutto, qualora dovesse capitarvi di incontrarla, mi raccomando: non mancate di indicarle la strada!

EPIFANIA.2020.01.06-03

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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