Flying for me

di Simone Borri

L'esplosione del Challenger

L’esplosione del Challenger

Sono passati 34 anni. Era il 28 gennaio 1986, la gente di tutto il mondo credeva ancora che la corsa allo spazio non avesse dei costi. Aveva dimenticato quelli pagati in termini di vite umane ai tempi eroici e pionieristici dei programmi Sojuz, Mercury, Apollo, e si disponeva ogni volta fiduciosa ad assistere alla televisione alle tappe di questa nuova fase della corsa alla nuova frontiera.

L'equipaggio del Challenger

L’equipaggio del Challenger

Fino a quel giorno. Il volo era stato ritardato di quasi una settimana, a causa di problemi metereologici. Il decollo fu alla fine stabilito per il giorno 28. 73 secondi dopo il distacco dalla rampa di lancio a Cape Kennedy, lo space shuttle Challenger esplose, uccidendo i sette membri dell’equipaggio mentre milioni di spettatori di tutto il mondo stavano assistendo in diretta televisiva.

Non ci furono sopravvissuti.

A memoria di quella tragedia, John Denver avrebbe composto la canzone Flying for me, che da allora risuona nelle nostre orecchie ogni volta che crediamo, come ci aveva invitato a sognare Neil Armstrong in una notte di luglio del 1969, che basti un piccolo passo per l’uomo per portare l’umanità ad un grande balzo, senza pagarne mai il prezzo.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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