Quella scala per il paradiso

di Barbara Chiarini

Il gruppo musicale Led Zeppelin

Il gruppo musicale Led Zeppelin

«Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico ed il profondo senso di rispetto che nutriamo verso la sua famiglia ci hanno portato a decidere – in piena armonia tra noi ed il nostro manager – che non possiamo più continuare come eravamo». 

Poche righe quelle che scrissero la parola fine alla parabola musicale dei Led Zeppelin, una pietra miliare della storia del rock e una band tra le più innovative in assoluto, capace di far convivere generi distanti come heavy, blues e folk.

Dopo la tragica morte del batterista John Bonham (ucciso dal vizio dell’alcool), per Jimmy Page (chitarrista), Robert Plant (voce e armonica) e John Paul Jones (bassista e tastierista) fu come se un capitolo della vita si concludesse in maniera definitiva ed il resto del gruppo non riuscì più a trovare i giusti stimoli per andare avanti. 

Quello che fecero fu un annuncio choc per milioni di fan, una grave perdita per gli amanti in genere della musica rock, pubblicato (forse casualmente o forse no) ad un anno esatto di distanza dall’ultimo album In Through The Out Door.

Per tutti coloro che hanno amato la loro musica restano memorabili dodici anni di carriera vissuti alla grande, con ben otto album (il nono, Coda, verrà pubblicato dopo lo scioglimento) premiati da 10 Dischi d’ Oro, 90 di Platino e quattro di Diamante (unico gruppo a riceverlo in carriera, assieme a Beatles e Garth Brooks).

Di quei ragazzi, tanto geniali, quanto ribelli, ci restano le sonorità graffianti di brani immortali quali Black Dog e Whole Lotta Love, accanto a melodie struggenti come quella che abbiamo scelto di farvi ascoltare nella nostra rubrica Un brano al Giorno: l’intramontabile Stairway To Heaven: indubbiamente, una delle migliori canzoni rock mai prodotte, dal ritmo entusiasmante e dal testo impeccabile. La transizione dal rock lento e acustico al rock ritmato è semplicemente troppo bella per essere vera.

Stairway to Heaven è una di quelle canzoni facenti parte di un album senza titolo, che per tale motivo è stato impropriamente chiamato Led Zeppelin IV: pubblicato nel 1971, al suo esordio cambiò la prospettiva del rock per sempre. 

E quella canzone ha fatto meraviglie in tutto il mondo, restando la più richiesta in radio per tutti gli anni ’70.

I Led Zeppelin ospiti al Kennedy Center Honor.

I Led Zeppelin ospiti al Kennedy Center Honor.

In realtà, nessuno è stato in grado di decifrare il vero significato del brano; buona parte della critica ha sostenuto che si trattasse di una canzone sulla speranza ma la band fu sempre riluttante a raccontare al pubblico cosa significasse realmente.  La sua bellezza sta infatti nell’alchimia che si genera ogni volta che la si ascolta: ciascuno di noi può interpretarla in base al proprio stato d’animo, senza nessuna restrizione.

Il pezzo inizia con una melodia rilassante, costituita da una miscela tra chitarra acustica e flauto, qualcosa di davvero paradisiaco all’udito. Poi Robert Plant comincia a cantare e qui si compie il resto della magia: durante tutto il brano, chitarra acustica e chitarra  elettrica diventano una mente unica.

I testi sono molto ricercati e con un’ intensità infinita: ad un tratto si inserisce un flauto, aumenta il tempo vocale e partono i tamburi, un esempio di tecnica sublime! Ci sono cicli, alti, bassi, tastiere, battute straordinarie fino a che Plant non intona l’ultima strofa: a questo punto la melodia della canzone quasi cambia e precipita come se fosse avvolta in una spirale in discesa (ed è in realtà è praticamente così) per arrivare a concludersi con una delle frasi musicali  più riuscite di sempre : «And she’s buying a stairway to Heaven». 

Fine.

 

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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