L’orribile kharma della Fiorentina

di Simone Borri

Fiorentina191201-001Ci dev’essere un kharma negativo che incombe sulla squadra di calcio di Firenze. Passano le proprietà, i tecnici, i giocatori, e ci ritroviamo puntualmente a fare gli stessi discorsi sulle stesse partite, perse alla stessa maniera, e sulle stesse stagioni complicatesi in un modo che francamente era impronosticabile ad inizio campionato ed è tutt’ora incomprensibile quando siamo nei pressi del giro di boa natalizio ed i punti sono addirittura meno di quelli dell’anno scorso, ultima annata della vituperata gestione Della Valle.

Se non la ami quando perde, non c’è pericolo tu la ami quando vince. Era una delle battute che circolavano ieri sera per sdrammatizzare quello che potrebbe anche dimostrarsi nel prossimo futuro (prossimi impegni: Torino, Roma e Inter) come il momento d’avvio di un nuovo psicodramma viola. La gestione Commisso, è bene dirselo chiaramente, non è partita nel migliore dei modi.

Fiorentina-Lecce è una partita che abbiamo visto un sacco di volte. Una partita che la squadra gigliata dovrebbe fare sua con le buone o con le cattive, avendo sicuramente a disposizione il tasso tecnico (pur non eccelso) perché ciò accada. E invece esce dallo stadio tra i fischi e con le spalle piegate dal fardello di una crisi a tutti i livelli, tecnica, atletica, psicologica, manageriale, societaria.

Sugli spalti, ognuno – c’è da giurarselo – ha già pronta la sua ricetta. Via Montella, via Pradé, via tutti i giocatori, via Chiesa, via il babbo di Chiesa. Nessuno ancora nomina Commisso, il re non si tocca, non è ancora nudo anche se ci sembra francamente che si presenti ogni volta con l’abito meno adatto alla stagione. In serata il patron conferma il mister, ed è una decisione che, drammaticamente, è tanto comprensibile quanto pericolosa.

La Fiorentina, diciamolo subito, va sotto con il Lecce non certo o non solo per colpa del suo allenatore. Gli rientrano tutti gli squalificati, ma stanno fuori Pezzella (operato allo zigomo, ne avrà per un mese) e Chiesa, il quale accusa un riacutizzarsi della malattia che l’aveva tenuto fuori a Verona, diplomatica o reale che sia. L’incontro in settimana con il boss non deve avere sortito più effetti di quelli con il fisioterapista sociale, e più non aggiungiamo.

In ogni caso, il duo RiberyVlahovic pare più che sufficiente per regolare la pratica Lecce ed aprire per il verso giusto il calendario dell’Avvento. Certo, la difesa senza Pezzella ed il centrocampo con il solo Castrovilli sembrano sempre più risicati. Ma questo passa il convento dopo una campagna acquisti durata i pochi giorni dopo Ferragosto.

Sono partite, dicevamo, che abbiamo visto un sacco di volte e mai abbiamo saputo con certezza come commentarle. Te le rigiri tra le mani, cerchi di stabilire paragoni che aiutino un minimo ad inquadrarle. Ti ricordi inevitabilmente di un Fiorentina – Pescara del primo Montella, i viola travolgenti, gli abruzzesi fanalino di coda, nove occasioni da gol spaventose per i padroni di casa, ospiti che alla fine se ne vanno con i tre punti. Altra roba, altri tempi, anche se ieri sera le occasioni messe in fila dai nostri eroi sono state almeno otto, quattro per tempo.

Fino a poche settimana fa, se Milenkovic tirava in porta suonava a morto per gli avversari. Se Castrovilli inventava, qualcuno di sicuro trasformava. Adesso non va dentro nemmeno ad allargare i pali, a Vlahovic trema la gamba e si strozza in gola l’urlo per ben tre volte ed il portiere ospite Gabriel sembra quasi la riedizione del mitico Perin tra i pali di quel Pescara.

Minuto 43, di nuovo lo stadio di Firenze in ansia per un suo giocatore

Minuto 43, di nuovo lo stadio di Firenze in ansia per un suo giocatore

La serata è infausta, malgrado la grazia di due rigori per il Lecce che né l’arbitro Piccinini né l’addetto Var Calvarese vedono o rivedono. In mezzo, oltre al gol di La Mantia destinato comunque a condannare la Fiorentina, c’è la brutta, bruttissima pedata di Tachtsidis sulla caviglia di Frank Ribery. Fa male, malissimo, non tanto per la botta e l’uscita dal campo, ma per le possibili conseguenze. Il giocatore viene portato subito a fare accertamenti, ma sembra che l’infortunio sia serio. E se questa squadra, oltre a Chiesa perso nelle sue crisi fisico – esistenziali deve fare a meno anche del suo fuoriclasse francese, allora i rintocchi delle campane si fanno più cupi.

Serataccia anche per Dusan Vlahovic

Serataccia anche per Dusan Vlahovic

Fischia il Franchi alla fine una Fiorentina che non ha saputo nemmeno pareggiare il gol del Lecce, che adesso l’ha quasi raggiunta in classifica e che passerà avanti se non ci inventiamo qualcosa nel trittico infernale di partite che ci aspetta. Fischia il popolo viola allo stadio, e quello a casa si chiede se la domenica non ci sia qualcosa di meglio da fare che rovinarsi il fegato. In questo senso, tra Della Valle e Commisso non pare esserci una gran soluzione di continuità.

Sulle colpe del capro espiatorio predestinato Montella bisogna andarci cauti. Il mister non si inventa nulla di particolarmente efficace in questo scorcio di sua seconda esperienza fiorentina, ma va detto che neanche la società si è inventata nulla nel mettergli a disposizione una squadra non diciamo per vincere qualcosa ma almeno per far dimenticare l’encefalogramma piatto del recente passato. Sull’alternativa Gattuso si può discutere a serate intere. A parte il fatto che il boss non pare aver voglia di pagare due stipendi, non vorremmo che l’alternativa si dimostrasse efficace quanto quella di Mihajlovic dopo Prandelli.

Caro mr. Commisso, grazie per il nuovo centro sportivo. Vorremmo tanto vedercisi allenare dentro una squadra che torni ad essere vanto e gloria di questa città. Veda lei che può fare.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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