Christmas (Baby please come home)

di Simone Borri

Prima regola: mai esporlo alla luce forte, che lo irrita, e soprattutto quella del sole, che lo ucciderebbe; Seconda regola: mai bagnarlo né dargli acqua da bere; Terza regola: mai nutrirlo dopo la mezzanotte.

Prima regola: mai esporlo alla luce forte, che lo irrita, e soprattutto quella del sole, che lo ucciderebbe;
Seconda regola: mai bagnarlo né dargli acqua da bere;
Terza regola: mai nutrirlo dopo la mezzanotte…..

Natale è già nell’aria. La musica natalizia comincia a risuonare sulle radio. Anche noi apriamo il Calendario dell’Avvento musicale con il primo dei brani dedicati alla festa più attesa dell’anno.

Phil Spector

Phil Spector

Quello che abbiamo scelto per oggi è un brano dalla storia particolare. Fu scritto nel 1963 da Phil Spector, leggendaria figura di produttore – compositore – musicista dell’era degli anni ruggenti del rock. Dalle Crystals alle Ronettes, da Tina Turner a John Lennon a Leonard Cohen, ai Rghteous Brothers dal Concerto per il Bangladesh di George Harrison a Let it be, l’ultimo album dei Beatles, i successi prodotti e/o composti da Spector non si contano.

Nel ‘63 compose questo gioiellino con Ellie Greenwich come coautrice. Doveva essere l’ennesimo successo, ma a volte il destino si mette di mezzo in modo bizzarro. La canzone uscì il 22 novembre del 1963, e come tutti sanno quel giorno in America successe qualcos’altro che monopolizzò l’attenzione dei suoi cittadini, allora e per diverse settimane a seguire. Inizialmente affidato alla voce di Ronnie, la moglie di Phil e una delle vocalists delle Ronettes, il disco fu per forza di cose un flop.

Cantava una storia semplice, da sogno americano: la moglie che chiede al marito quando torna a casa, perché senza di lui non sarebbe un vero Natale. Peccato che in occasione del peggior Natale della storia degli U.S.A. la gente stava scoprendo che il sogno si era improvvisamente infranto, e nessuno aveva voglia di stornelli natalizi.

Darlene Love

Darlene Love

Dopo quelle tragiche feste, Spector chiese a Darlene Love, vocalist delle Crystals, di riprovarci. Il brano fu tra l’altro  leggermente modificato, e fnalmente prese il volo nelle classifiche, fino a diventare con il tempo uno dei classici natalizi. Molti autori di nome ne hanno eseguito delle cover in tempi più o meno recenti, da Mariah Carey a Michael Bublé, da Cher a Bruce Sproingsteen a Jon Bon Jovi.

Con tutto il dovuto rispetto, noi continuiamo a preferire la versione della Love. Anche perché è quella che fa da colonna sonora d’apertura a uno dei film più straordinari di tutti i tempi. Nel 1984 infatti Joe Dante la volle come track dei titoli di testa del suo Gremlins, l’apologo del mito di Frankenstein riadattato ai nostri tempi; della natura che si rivolta contro l’incauto essere umano che maneggia forze più grandi di lui; del Natale come celebrazione a rovescio, che può trasformarsi in un momento di tristezza e di sofferenza per coloro che non se la passano bene, sono soggetti alla depressione e rievocano proprio in questi giorni momenti ancora più infelici delle loro vite.

Zach Galligan nei panni di Billy con il gremlin Gizmo

Zach Galligan nei panni di Billy con il gremlin Gizmo

L’apologo di tutto ciò che nel bene e nel male rende meno scontate le nostre vite, per quanto siano accompagnate fino alla fine di questo mese dalle più deliziose musiche natalizie di sempre.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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