Avvento 3 – Giorno 7

di Simone Borri

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L’Italia apprende di avere un problema di fermo biologico la sera del 14 novembre 2019. Siamo a Bologna, si apre ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni regionali dell’Emilia Romagna. E’ atteso Matteo Salvini a sostegno della candidata governatrice di centrodestra, la leghista Lucia Borgonzoni. Il luogo della convention è il mitico PalaDozza, dove normalmente la domenica giocano Virtus e Fortitudo, glorie cestistiche del capoluogo emiliano.

Mattia Santori

A Piazza Grande, un evento in contrapposizione convocato quasi in sordina, mette di fronte bruscamente il paese al fenomeno della sardina. I promotori sono quattro ragazzi di belle speranze, tra i quali spicca da subito come leader Mattia Santori, collaboratore fino a quel momento sconosciuto della rivista Energia. Sul suo profilo si legge: Analista di politiche energetiche e infrastrutturali. Si occupa di osservare le evidenze economico-scientifiche in chiave di sostenibilità ambientale e sociale, con particolare riguardo ai processi di partecipazione ed inclusione nelle politiche pubbliche.

Tradotto in italiano, il Santori è uno che collabora con la rivista a suo tempo fondata da Romano Prodi, per lo più intervistando lo stesso Prodi. Cofondatore della rivista è Alberto Ciò. Il nome non è nuovo, essendo quello di colui che mise a disposizione un appartamento di sua proprietà perché vi avesse luogo nella primavera del 1978 la famosa seduta spiritica con cui l’allora sottobosco democristiano intese partecipare alla ricerca di Aldo Moro, rapito dalle BR. Nume tutelare e garante della pubblicazione è Sabino Cassese, costituzionalista per tutte le stagioni, soprattutto quelle in cui si tratta di giustificare azioni politiche che nella Costituzione, insomma, non é che ci rientrerebbero poi tanto.

Comunque sia, quando a Piazza Grande Santori prende il megafono e arringa la folla proclamando orgoglioso «guardate quanti siamo, stiamo stretti come le sardine!» sembrerebbe un clamoroso e spontaneo flash mob destinato alla storia. «L’Emilia rifiuta la narrazione di Salvini!», proclama entusiasta ancora il Santori ai microfoni apertigli sollecitamente dalle televisioni in quota alla maggioranza giallorossa, che a reti pressoché unificate celebrano e beatificano fin da subito la manifestazione ed il movimento delle #sardine a cui sembra aver dato i natali.

Il web intanto si scatena

Il web intanto si scatena

L’area che sostiene il bis Conte cerca da tempo disperata qualcosa da opporre alla irresistibile ascesa di Salvini, alla valanga di centrodestra, alle piazze italiane dove sono sparite tutte le tonalità rosse, sostituite da quelle più o meno azzurre. Nella narrazione introdotta da Santori, le #sardine sono un movimento spontaneo e genuino, che va incontro ai problemi della gente. Pazienza se sembrano più frutto degli esperimenti di Houdini che della aggregazione di un rassemblement politico reale. In piazza, non c’é traccia infatti di un programma di cui discutere, l’unico comun denominatore è l’avversione per Salvini, gridata a squarciagola.

La cosa si ripete a Reggio Emilia, 6.000 come a Bologna, e soprattutto a Ferrara, dove le sardine sotto il Palazzo Ducale rievocano il più celebre dei miracoli di Cristo, andandosi a posizionare (come attestano le foto ricordo dell’evento) addirittura sull’acqua del fossato che circonda il palazzo. A Firenze in Piazza Repubblica fanno gente come Caparezza l’ultimo dell’anno. Ma è qui che appaiono le prime incrinature nella rappresentazione: stavolta non c’é photoshop che tenga, chi passa da quelle parti constata che molti sono migranti e gente comunque venuta chiaramente da fuori e in quella piazza qualcuno deve averceli portati avvalendosi di una organizzazione che non è quella certamente messa su da quattro ragazzi pieni di testosterone ed entusiasmo.

sardine191207-004Non passa giorno nel frattempo che Santori appaia in video, e secondo le migliori tradizioni sia della sinistra di partito a cui dice di fare riferimento ideologicamente (il PD, se non addiritttura il vecchio PCI) che di quella movimentista e ribellista a cui vistosamente si ispira nei comportamenti (I 5 Stelle), non ci sono due giorni a fila in cui dica le stesse cose (a dirla tutta, non ci sono neanche due giorni a fila in cui dica cose di senso in qualche modo compiuto). Un giorno rifiuta l’entrata in politica, un giorno prefigura uno schieramento delle sardine a favore del PD. Nel frattempo incassa sempre più interessati consensi, ultimo dei quali in ordine di tempo quello dell’indimenticato ex presidente del consiglio Mario Monti.

Prodi intanto tace, ha imparato a farsi vedere in pubblico il meno possibile da quando era a capo dell’Ulivo e rivaleggiava per carisma e simpatia con Massimo D’Alema. Non tacciono invece gli intemperanti della neonata base movimentista, che tra un vaffanculo a Salvini e uno sputo al sindaco di Massa – passando per esternazioni deliranti come quella secondo cui sono in piazza per eliminare il razzismo dal governo (saranno contenti di saperlo Conte e soprattutto Zingaretti) – chiariscono delle prospettive della fauna ittica che si ritrova nelle piazze antisalviniane più di tante comparsate ai talk show della mattina televisiva.

sardine191207-003Ma Santori non demorde. Basta che non gli chiediate nulla su questioni politiche concrete. Per il resto, le supercazzole che sono patrimonio culturale e professionale della sinistra che gli ha fatto scuola dimostra di padroneggiarle già tutte. E dimostra anche la sicurezza di chi sa di avere comunque alle spalle una organizzazione più efficiente di quella che è apparsa (o voluta apparire) finora. Per Roma, l’ultima delle 25 piazze a cui Santori dice di essere stato invitato – manco fossero serate del Festivalbar – sono convocate addirittura 150.000 persone.

Ci vorranno molti pullman per trasportare tutti i prodi (ci si perdoni il gioco di parole) dalle pescherie di appartenenza fino a quell’ultima piazza dove tenteranno di cancellare il record di Antonello Venditti: bombe o non bombe (nel senso renziano del termine), sono arrivati a Roma?

Ci vorrà anche qualcuno un po’ più esperto con il photoshop. Hai visto mai che qualche sardina finisca a camminare sul Tevere?

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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