Avvento 3 – Giorno 17

di Simone Borri

NicolaZingaretti191217-001

A Roma lo chiamano er sor tentenna. Nel senso che in quanto presidente della Giunta Regionale prima di fargli prendere una decisione campa cavallo. La competenza nel disastro di Roma Capitale sarebbe peraltro ripartita tra lui e la Raggi. La monnezza specialmente l’hanno accumulata in parti eguali.

Inizialmente s’era candidato al Comune, pensando che dopo Veltroni e Alemanno i romani sarebbero stati di bocca buona. Renzi lo accusò di scarso coraggio politico perché non si candidava alle regionali, lui replicò che non era un carrierista. Due anni dopo infatti si candidava alle regionali. La Giunta Polverini era stata travolta da uno dei tanti scandali capitolini, roba di compensi elargiti a politici locali, era il periodo in cui nel Lazio governava di fatto er Batman e Roma sembrava Gotham City. Nicola Zingaretti pensò che dopo Marrazzo e la Polverini i laziali avrebbero avuto anche loro la bocca buona.

Il duo monnezza

Il duo monnezza

Se avesse intrapreso la carriera cinematografica al posto del fratello Luca, nella fiction su Montalbano gli avrebbero dato la parte di Catarella. Invece ha intrapreso la carriera nel PD, pensando che dopo Bersani, Renzi e Martina i sostenitori democratici avessero per forza di cose la bocca buona.

Nel frattempo non ha mai detto o fatto qualcosa per cui rimanere nella storia, è stata la storia a tirarlo dentro. Il suo modello è Forrest Gump, essere nel posto giusto al momento giusto. Essere nella foto ricordo, con il sorriso di chi ha capito solo che deve essere contento, perché ad arrivare dove è arrivato lui persone intelligenti ci lavorano per una vita. E invece è toccato a lui.

Per rimettere insieme i cocci del PD dopo il ciclone Renzi e le elezioni del 2018, alle primarie si presentarono tre personaggi. La buonanima di Stalin, che di partiti e segretari se ne intendeva, li avrebbe definiti utili idioti: Zingaretti Nicola, Martina Maurizio, Gachetti Roberto. Il più utile fu giudicato Zingaretti, che diventò segretario dem poco dopo essere stato rieletto presidente del Lazio. I laziali dovevano avere la bocca davvero buona, come aveva previsto lui. Oppure la legge regionale da lui voluta sulla coltivazione della cannabis per scopi alimentari ed ambientali doveva aver ottenuto risultati imprevisti.

NicolaZingarettiMatteoRenzi191217-001Fatto sta che er sor tentenna, con l’appoggio de er moviola, Paolo Gentiloni, si prese il PD e dette avvio ad una nuova stagione. Quella che lo portò l’estate scorsa a stringere la mano ad un altro che ride a schiovere, come dicono dalle sue parti: Luigi Di Maio. Sì, proprio lui, quello che con Bibbiano, Banca Etruria & c., mai e poi mai. Poi è successo che c’era da mettersi insieme per arginare il fascismo, e giù risate.

Adesso Zingaretti ha il partito, ed anche il governo. I gialloverdi sono diventati giallorosa. Lui aveva promesso a Salvini di andare alle elezioni, ma poi s’é ricordato che i parlamentari con cui partecipare alle grandi manovre della crisi li aveva designati tutti Renzi. Non era una artiglieria a cui era il caso di voltare le spalle.

Dopodiché Renzi uscì dal PD a prendersi una boccata di Italia Viva, e ancora non si è capito se il PD ha avuto più danno da parlamentari che sono usciti o da quelli che sono rimasti nel gruppo. Lui ride, e nel frattempo rilascia frasi storiche come «litigare a questo governo non fa bene» e «dobbiamo avviare una agenda perché questo paese torni a stare bene». A confronto ai suoi, gli aforismi di Giuseppe Conte rivaleggiano con quelli di Voltaire.

NicolaZingarettiLuigiDiMaio191217-001Si diletta anche di politica internazionale, l’ultima sua perla riguarda le elezioni inglesi. In Inghilterra, ha detto, «ha vinto la destra più rozza e ignorante, quella di Johnson».

Vai a vedere e scopri che il premier britannico è laureato in Lettere Classiche all’Università di Oxford, è uno studioso di latino e greco e, quando era sindaco di Londra, ha reintrodotto il latino nelle scuole pubbliche della Greater London. E’ anche uno storico autore di un saggio intitolato: Il sogno di Roma – La lezione dell’antichità per capire l’Europa di oggi.

Nicola Zingaretti, che a Roma ci abita e che più che un sogno ha contribuito a renderla un incubo, ha un diploma da odontotecnico e all’Università della Sapienza, dove si è iscritto alla metà degli anni ottanta, aspettano ancora che vada a dare un esame.

E’ notizia dell’ultim’ora intanto che il governo Conte bis ha tolto dalla manovra finanziaria al voto delle Camere i provvedimenti che riguardavano la cannabis. Che l’età d’oro der sor tentenna stia volgendo al termine?

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


Visualizza gli altri articoli di Simone Borri

Potrebbe interessarti anche ...

Commenta l'articolo