Un brevetto singolare

di Barbara Chiarini

Mary Phelps Jacobs

Mary Phelps Jacobs

«Il reggiseno? Niente più che un semplicissimo problema di ingegneria»

Howard Hughes

Quest’oggi parleremo del 3 novembre 1914. 

Che cosa mai accadde in questo lontano giorno? Ebbene, miei cari signori, ma soprattutto mie care signore, in questo giorno fu depositato il brevetto di una straordinaria invenzione, tutta al femminile!  

La ricca ereditiera newyorchese Mary Phelps Jacobs, allora appena diciannovenne e attivista per la pace, brevettò il Caresse Crosby: un brevetto oltremodo singolare, perché stiamo parlando del primo modello di reggiseno della storia.

Un’invenzione che cambiò radicalmente il modo di vestire delle donne, costrette fino a quel momento a sopportare scomodi e dolorosi sistemi di contenimento come i corsetti e le stecche di balena.

 I bustini fatti con le stecche di balena

I bustini fatti con le stecche di balena

A balconcino, a fascia, preformato, push-up, a triangolo o idoneo per l’allattamento, il reggiseno, al giorno d’oggi accontenta tutte le donne e non ha più il semplice scopo di sostenere il seno ma ha assunto una nuova valenza e viene utilizzato per valorizzare e completare l’out-fit.

In verità, le sue radici affondano nell’antica Roma e nelle fasce utilizzate, non tanto per sostenere quanto, piuttosto, per comprimere e nascondere le rotondità delle nostre colleghe di un tempo; una funzione diversa da quella che assunse negli anni a venire anche se, un ritorno al tentativo di nascondere per assumere forme androgine, lo si ritroverà  pure nel corso del ‘900.

Fu Vogue,  nel 1907, a proporre il primo reggiseno; il nome era  Backless Brassiere e le sue fattezze erano ancora lontane da quello che sarebbe divenuto in futuro. Ma, appena pochi anni dopo, nel 1914, Mary Phelps Jacobs, stanca dei soliti corsetti, brevettò appunto il Caresse un nuovo indumento nato cucendo semplicemente due parti di stoffa in seta, unite con del nastro rosa e dei cordoncini.

La storia del reggiseno e della sua funzione è variata di decennio in decennio.

Per esempio, negli anni ’20, nel rispetto di una moda che prediligeva le linee filiformi, il reggiseno divenne per le donne lo strumento ideale per nascondere e appiattire il proprio seno, al fine di interpretare appieno quello stile che fu definito alla garçonne.

Il disegno del reggiseno Backless Brassiere

Il disegno del reggiseno Backless Brassiere

La sua evoluzione è stata una corsa continua: prima ha avuto lo scopo di garantire maggiore libertà di movimento, poi, con l’avvento delle pin-up, il reggiseno ha avuto lo scopo di evidenziare questa dote, tutta al femminile e molte sono state le attrici che, utilizzandolo, si sono mostrate in tutto il loro splendore, affascinando e trasformandosi in vere e propri idoli.

Al giorno d’oggi è divenuto uno degli strumenti quotidiani atti a sottolineare e valorizzare l’aspetto femminile di ciascuna donna, anche e soprattutto quella comune. 

Il reggiseno, è sempre stato un oggetto di grande successo da che è stato creato, senza mia essere messo in discussione: visse il suo momento più difficile soltanto nell’epoca dell’emancipazione femminile quando, le donne lo bruciavano affermando, di fatto, non solo la loro libertà e la rottura con il passato, ma il loro diritto alla parità  nei confronti degli uomini.

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Nonostante ciò, questo indumento non venne mai abbandonato ma si ripropose più e più volte aggiornandosi nel design e nei materiali finché, negli anni ’90 nacque il primo Wonderbra (il nome in realtà fu brevettato nel 1935); la cosa fu una vera rivoluzione, al punto che un sondaggio del 2008 effettuato tra 3000 donne inglesi, rivelò che questo reggiseno era considerato la più grande innovazione, mai avvenuta prima, nel settore della moda.

Il reggiseno continua tutt’ora ad aggiornarsi, è diventato oggetto di design,  mostrato e utilizzato per far colpo e apparire da vip e non: lo si mostra, lo si utilizza per valorizzare, per proteggere e sostenere; sportivo, di paillettes, con allacciatura sul davanti o dietro, che esibisca il massimo di un decoltè, oppure castigatissimo; per ogni donna e per ogni occasione esiste quello giusto, basta solo cercarlo… 

E noi donne non ce lo facciamo certo dire due volte!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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