One for you, one for me

di Simone Borri

The La Biondas today....

The La Biondas today….

La Febbre del sabato sera aveva appena sdoganato la disco music. Nel 1978, i sopravvissuti ad un decennio tra i più pesanti della nostra storia (talmente pesante da averci fatto vivere pesantemente anche i nostri momenti migliori, i nostri adorati cantautori, la poesia dei nostri anni di crescita, in cui tutto avrebbe dovuto sembrare poetico per definizione) si ritrovarono tutti in discoteca a ballare, alla faccia della musica più impegnata e del piombo di quegli anni.

Erano testi improbabili, di poesia ce n’era giusto quel tanto che serviva ad andare a tempo con la musica, di spessore c’era nient’altro che la storia di tutti i giorni di ragazzi che appena si rendevano conto di affacciarsi ad una storia personale, con la S finalmente minuscola. Quello che contava era ballare, lasciando ideologie, pose ed etichette fuori dalla discoteca.

Michelangelo & Carmelo La Bionda erano due estroversi compositori, che avevano scritto brani per i personaggi più disparati, da Mia Martini ad Amanda Lear, che avevano suonato con personaggi ancora più disparati, da Eugenio Finardi a Fabrizio De André. Nel 1978 arrivò il loro momento. Un momento tale che ancora adesso vengono ricordati come i fondatori della italo disco music.

Il loro apogeo fu questa One for you, one for me. Non chiederci la parola, avrebbe detto Eugenio Montale, vincitore tre anni prima del Premio Nobel per la letteratura. No, la parola non potevi chiedergliela, e nessuno del resto gliela chiedeva.

La musica sì. Tanta. E loro non la fecero mancare. Ancora oggi a sentire il loro attacco le gambe, per quanto invecchiate, si mettono in movimento da sole.

Formidabili quegli anni.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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