Loro lo sanno che è Natale ?

di Barbara Chiarini

La copertina del disco “Do They Knou it’s Christmas?” , 1984

La copertina del disco “Do They Knou it’s Christmas?” , 1984

Protagonista di oggi è una canzone simbolo del Natale che è nata e viene riconosciuta da tutti anche come un indimenticabile progetto benefico.

A metà degli anni ’80 la grave situazione dell’Etiopia era una notizia presente su tutti i media: all’instabilità politica che si trascinava da decenni si era aggiunta una feroce carestia che nel 1983 stava decimando  la popolazione locale. Bob Geldof, così come molti altri telespettatori, rimase sconvolto nell’assistere al reportage mandato in onda dalla BBC, nell’autunno del 1984; quindi decise che qualcosa andava fatto.

Il leader dei Boomtown Rats si convinse che la pubblicazione di un singolo, il cui ricavato sarebbe andato interamente in beneficenza, avrebbe potuto almeno in parte aiutare la popolazione, stremata dalla fame. Scartata l’idea di realizzarlo con la sua band (per diversi motivi che qui non staremo a menzionare), egli  si rivolse allo scozzese Midge Ure, cantante degli Ultravox, il quale si mostrò interessato al progetto.

L’intenzione  di entrambi era quella di lanciare nelle hits mondiali un brano natalizio il cui ricavato dalle vendite avrebbe poi potuto essere interamente devoluto, in beneficenza. 

Ma, per realizzare questa idea, non c’era troppo tempo; Natale era alle porte!

Dunque i due si spartirono il lavoro: Geldof scrisse il testo, mentre Ure musicò quella che sarebbe diventata la celebre Do They Know It’s Christmas?.

Una volta messa su la canzone, Bob Geldof approfittò di un’intervista radiofonica per lanciare il progetto e chiedere il contributo di altri artisti della scena pop. Non era una cosa che si faceva allora comunemente: le case discografiche dovevano ancora cimentarsi nel filone delle supercollaborazioni, dei musicisti da mettere insieme, dei duetti, dei dischi pieni di ospiti. C’erano sempre stati i concerti, è vero,  con molti ospiti, da Woodstock in giù,  qualche supergruppo rock, ma nulla di simile era mai stato concepito prima di questo momento.

Comunque, i molti  artisti a cui fu rivolta questa inusuale richiesta, risposero affermativamente, ben lieti di contribuire alla straordinaria iniziativa. 

Foto di gruppo dei cantanti che parteciparono all’iniziativa benefica

Foto di gruppo dei cantanti che parteciparono all’iniziativa benefica

Nacque così la Band Aid, il più celebre super-gruppo della storia della musica britannica: furono reclutati i Duran Duran e gli Spandau Ballet, gli U2 e i Wham, le Bananarama e i Culture Club, gli Style Council e gli Heaven 17, oltre chiaramente ai Boomtown Rats e gli Ultravox, che parteciparono tutti più o meno con gran parte dei componenti. Si aggiunsero poi anche Paul Young,  Bowie, Paul McCartney, Phil Collins, i quali, con la loro presenza, aumentarono ulteriormente il tasso artistico e soprattutto carismatico dell’iniziativa.

Ure e Geldof si rivolsero a Trevor Horn per la produzione della canzone: l’ex  Buggles, non potendo partecipare per altri impegni già fissati, aprì però loro gratuitamente le porte dei suoi studi londinesi, il 25 novembre. La produzione fu quindi affidata allo stesso Ure, che si trovò a occupare i Sam Studios assieme ad una  folta schiera di colleghi ( ben 36!): il leader degli Ultravox si dedicò alle tastiere, mentre Phil Collins fu destinato alla batteria e John Taylor, dei Duran Duran, si mise al  basso.

Nessuno dei tanti partecipanti a Do They Know It’s Christmas? aveva avuto modo di sentire la canzone prima delle sessioni di registrazione  e questa non rappresentava certamente una  situazione ideale: pertanto le nostre amate pop stars si trovarono a dover seguire le istruzioni guida del produttore al momento. Per tutti non fu cosa facile: non vi fu il tempo per imparare la propria parte, ogni cosa venne generata dalla improvvisazione e, paradossalmente, questa limitazione, fu il segreto del successo!

I componenti di Band Aid, non erano amici tra loro, né volevano esserlo ma, per una volta, gli egoismi e le rivalità furono messe da parte. Tutti si dissero contenti di avere contribuito all’iniziativa anche perché  aveva permesso loro di staccarsi dall’idea imperante che le pop-stars non pensassero altro che a sé stesse: i più giovani trovarono invece  la possibilità di fare qualcosa di concreto per qualcun altro; un evento che non si era mai verificato, con un semplice singolo.

Durante le frenetiche ore trascorse in sala d’incisione, venne realizzato un video per commemorare l’evento e mandare il brano in rotazione su MTV. Responsabile delle riprese fu Nigel Dick, già autore di alcuni clip dei Boomtown Rats.

Alcuni cantanti impegnati nelle registrazioni del brano

Alcuni cantanti impegnati nelle registrazioni del brano

Si racconta che  Nigel venne convocato praticamente senza preavviso negli studi di Horn e anch’egli dovette improvvisare, un po’ come tutti quel giorno! Utilizzando soltanto due  telecamere, riuscì a riprendere le varie fasi della registrazione e realizzò  quel video che, per la sua spontaneità, è rimasto impresso nella memoria di molti di noi!

Pubblicato il 3 dicembre, dopo soli tre giorni di presenza nei negozi,  Do They Know It’s Christmas? divenne il più grande successo di sempre della storia britannica, un vero record che rimase imbattuto per più di dieci anni, fino a quando non  venne scalzato dalla versione celebrativa di Candle in The Wind di Elton John, eseguita per la morte della Principessa Diana.

In seguito al successo di Do They Know It’s Christmas? (14 milioni di dollari incassati) nel 1985 uscì con lo stesso intento benefico We are the Word, scritta da Michael Jackson e Lionel Richie e realizzata dagli artisti statunitensi: anch’essa si rivelò un enorme successo e permise di alleviare in parte la situazione etiope.

Anni dopo, Bob Geldof confesserà di essersi sentito responsabile per avere realizzato una delle più brutte canzoni mai realizzate nella storia della musica; una canzone scritta appositamente per colpire e quasi brutalizzare il pubblico, mettendolo di fronte alla sofferenza di una popolazione dell Africa.

Bella o brutta che sia stata, certamente servì allo scopo!

E quando arriva Natale, da incompetente quale sono, ammetto con tutta franchezza che, invece, io amo ascoltarla, poiché ancora oggi viene riproposta un po’ ovunque !

Povero Bob, temo che anche lui sarà costretto a farlo, come me! 

 

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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