La luna di miele è finita

di Simone Borri

Vincenzo Montella: i nodi al pettine? (non solo per colpa sua)

Vincenzo Montella: i nodi al pettine? (non solo per colpa sua)

Gemelli diversi. Il Verona da ieri sera è all’ottavo posto, uno dei migliori risultati di sempre per l’Hellas a questo punto della stagione. Ottavo posto in coabitazione con il Parma, un’altra squadra che ha rischiato di suonarle alla Fiorentina e più o meno allo stesso modo: prendendola di infilata come una nidiata di tordi. La squadra che tagliava a fette le difese avversarie giocando di rimessa con due lame di coltello come Ribery e Chiesa già non esiste più. La Fiorentina lascia al Bentegodi ben più dell’ottavo posto: lascia le sue certezze rimaste e quel poco di reputazione che aveva messo insieme.

Per leggere correttamente tutto ciò, spunti e angoli di visuale ce ne sono quanti se ne vuole. A cominciare dalla sfortuna, che la priva di German Pezzella dopo appena quattro minuti lasciando la difesa in balia delle sue croniche assenze di schemi. L’autore del fallo (non sanzionato) é – udite, udite – quel Samuel Di Carmine, ex promessa viola e fiorentino doc, che non contento al minuto 66 affonda la sua ex squadra (si parla dell’ormai lontano 2006) e apre ufficialmente la crisi della gestione Montella.

Di Carmine segna il primo gol in serie A contro la sua ex squadra, 13 anni dopo

Di Carmine segna il primo gol in serie A contro la sua ex squadra, 13 anni dopo

Il quale Montella, per quanto la formazione da lui messa in campo abbia capo e coda fino ad un certo punto (la mossa di Vlahovic schierato lì davanti da solo assomiglia a quella altrettanto polemica di Joshua Brillante a Roma nel 2015, come a dire «avete visto? lo volevate? eccolo!»), può parlare tuttavia senza troppa mancanza di fondamento di assenze pesanti. A Castrovilli e Pulgar, squalificati, ed all’infortunato centrale argentino, si aggiunge all’ultimo momento quella più clamorosa di tutte.

Radio Spogliatoio parla di un Federico Chiesa che chiede al mister di non giocare, ed infatti si guarda tutta la partita dalla panchina, fino alla débacle finale senza che lui o chicchessia battano ciglio a proposito anche di un suo pur tardivo impiego. La nave affonda, il capitano se la guarda dal molo.

La stessa Radio parla di condizioni fisiche e mentali non adeguate, ed è la versione ripresa dal tecnico in conferenza stampa. Con meno aziendalismo del previsto, e del resto a Vincenzo Montella la frecciatina della verità scappa sempre, o prima o dopo. Ai giornalisti che gli chiedono quanto stia influendo nell’atteggiamento del giocatore (e della famiglia) la vicenda che lo vede al centro del prossimo calciomercato e la scarsa o nulla voglia di rinnovare con la Fiorentina, il mister risponde con un «faccia come vuole» che vale quanto o più di una pubblica sconfessione. A Daniele Pradé che vorrebbe riportare il tutto nell’ambito di un normale bollettino medico (leggera pubalgia) c’é da pensare che alla fine non abbia creduto nessuno.

L’affaire Chiesa è una bomba innescata che rischia di far saltare in aria tutto e tutti, a Firenze. E’ una grana annunciata, peraltro. Il giocatore sarebbe andato via mesi fa, e Commisso lo trattenne con gran sfarzo mediatico ma probabilmente complicando – con il senno di poi – le cose a se stesso ed alla sua neonata società controllata che si occupa di calcio nella città notoriamente più difficile del mondo.

Vien voglia di sottoscrivere il giudizio lapidario di Montella, faccia come vuole. Se lo attira più andare a fare la sicura riserva a Torino (a nulla vale l’esperienza pluriennale di Bernardeschi, a quanto pare, né tantomeno l’esperienza dello stesso padre, che ai suoi tempi si guardò bene da accettare sirene milanesi o torinesi, e perciò fu sempre titolare fisso nelle squadre dove si accontentò di giocare, Fiorentina compresa), che vada. Fatti suoi, i fatti nostri sono quelli di saperlo per tempo e poter spedire Pradé a fare una campagna acquisti vera, non la parodia inscenata l’estate scorsa.

E' scoppiata la bomba Chiesa? Federico come bernardeschi e Montolivo?

E’ scoppiata la bomba Chiesa? Federico come Bernardeschi e Montolivo?

Dice, sei troppo duro con il diesse. Abbiamo due punti in meno dell’anno scorso, alla stessa data. Qualcuno dovrebbe semmai spiegarci in virtù di quale ragionamento sportivo o societario dobbiamo accettare da Commisso cose per cui abbiamo criticato aspramente Della Valle.

Infatti, non dobbiamo accettarlo e non lo accettiamo. A scorrere i social network da ieri sera i toni si sono un po’ irrigiditi verso il magnate venuto dall’America e gli argomenti sono meno accomodanti, concilianti, giustificatori. La luna di miele è finita, ed il ritornello torna – per ora come un’eco in lontananza – a suonare sul vecchio motivo e con le vecchie parole: bisogna spendere.

Altrimenti, si dice chiaramente che non si può e la finiamo con le sceneggiate dei palazzi della borsa e dei greyhound tinti di viola.

A Firenze non abbiamo bisogno di queste cose, di spettacolo ne offre a sufficienza la nostra città ogni giorno. Chi viene qui viene per essere all’altezza di tutto ciò. Non chiediamo a nessuno di vincere nulla. Soltanto di porre fine a questa promenade di mediocrità che sembra non avere più fine.

P.S. Bello quel segno rosso sul viso di tutti, giocatori e tecnici, a ricordare la giornata contro la violenza sulle donne. Ed anche, già che ci siamo, quanto giocano meglio a pallone le donne viola rispetto agli uomini.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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