La crisalide del Rock

di Barbara Chiarini

Il chitarrista Jimi Hendrix (27 novembre 1942-18 settembre 1970)

Il chitarrista Jimi Hendrix (27 novembre 1942-18 settembre 1970)

James Marshall “Jimi” Hendrix, ovvero la chitarra che fece la storia del rock. Il musicista di Seattle che mutò completamente e irreversibilmente  l’approccio alla chitarra elettrica, lo strumento che era stato il principe incontrastato del rock (almeno fino all’avvento del sintetizzatore) e comunque, quello che più di tutti, fin dagli inizi, ha dato a questo genere quel marchio adrenalinico e un po’ selvaggio, quel quid che lo caratterizza da ogni altra espressione musicale.

Impossibile immaginare un pezzo rock senza chitarra! Perché il rock è nato e cresciuto con la chitarra a far da padrona e non ci  sono delle eccezioni che confermano la regola!

Con il suo strumento, Hendrix ha compiuto una rivoluzione quasi copernicana.

Hendrix fu un ciclone che attraversò la scena del rock, proprio perché questo è stato e resterà il genere musicale dove il suono, l’immagine e la forma contano più del contenuto: un fattore che verrà evidenziato sempre di più col passare degli anni, sia con l’avvento dell’elettronica, sia con l’evoluzione dell’iconografia rock.

Hendrix è stato, allo stesso tempo, un eccellente chitarrista ritmico e un grande solista, un precursore per molti a seguire nella storia della musica: paradossalmente, il suo essere solista, è forse stato il lato più sterile della sua arte, seppure anche il più vistoso.

Jimi Hendrix

Jimi Hendrix

Molti dei suoi  followers hanno talvolta mal interpretato il messaggio lasciato da Jimi, portando al limite il modo di suonare la chitarra elettrica, tralasciando quasi del tutto la sostanza della  musica (che, invece, va ben oltre l’eseguire assoli in quantità). 

Il fatto che Hendrix suonasse la chitarra con i denti, dietro la schiena o le desse fuoco (!), oppure che abbia perentoriamente voluto distorcere addirittura l’inno americano al Festival di Woodstock nel 1969 non ha, di fatto, chiarito le idee a buona parte del grande pubblico.

Resta un dato di fatto che egli fu un’icona dei suoi tempi e il più grande chitarrista della storia. È morto che aveva 28 anni e ne aveva vissuti da rockstar neanche quattro.

La sua vita si concluse tragicamente. Era il 18 settembre 1970: Hendrix fu trovato riverso sul letto di una stanza del Samarkand Hotel di Londra, stroncato da una dose eccessiva di barbiturici. Da allora è stato un susseguirsi di omaggi alla sua memoria, ma anche di insinuazioni sulla sua morte, considerata misteriosa, come un po’ tutte quelle delle rockstar. Come in vita, anche dopo la morte il grande chitarrista nero è stato manipolato da impresari senza scrupoli. Hendrix, infatti, fu uno degli artisti più spremuti dall’industria discografica, che continuò a pubblicare a getto continuo ogni sua sorta di esecuzione (come ad esempio l’imponente The Jimi Hendrix Experience, un box di hit ed inediti assemblato dalla Hendrix Foundation, ovvero dal padre di Jimi, Al). 

Ma al di là del valore dei suoi dischi, il musicista americano segnò la storia del rock inventando un nuovo stile di suonare la chitarra, uno stile vulcanico, che ruppe con la tradizione e aprì nuove frontiere alla sperimentazione sugli strumenti musicali in genere. 

Oggi, per la nostra rubrica un brano al giorno, vogliamo ricordarlo con uno dei suoi più grandi successi,  Hey Joe: buon ascolto !

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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