Bandiera gialla

di Simone Borri

ArboreBoncompagni191119-001

Capannina chiama, Piper risponde. Ieri abbiamo celebrato l’epopea della Versilia che contendeva alla Riviera Romagnola il titolo di stessa spiaggia stesso mare nei ruggenti anni sessanta (e precedenti e seguenti). Oggi tocca ad un’altra epopea, partita dalla capitale, da quel Piper che si impose alle notti romane e finì per imporre a tutta l’Italia il modo di essere giovani allora.

Luciano Rispoli

Luciano Rispoli

In principio erano, una volta di più Renzo Arbore e Gianni Boncompagni. Che avevano in mente un programma radiofonico innovativo in un’epoca in cui la RAI, monopolista dell’etere, le innovazioni le digeriva male. Il programma doveva occuparsi delle novità musicali e discografiche, sdoganando nella radio pubblica i nuovi eroi del rock e del pop e dando soddisfazione ad un pubblico giovanile sempre più insofferente dei vecchi palinsesti.

Piper191119-001Se quel programma ci fu, e se ne seguì tutto quel che ne è seguito, lo si deve all’intelligenza del compianto Luciano Rispoli, giornalista e conduttore televisivo di larghe vedute e di ancor più larghe capacità mediatorie. Rispoli la buttò su quell’ironia che sarebbe stata l’arma principale – insieme alla simpatia ed alla competenza – del duo Arbore – Boncompagni. Battezzò il nuovo programma Bandiera gialla, facendo proprio il simbolo marinaro della quarantena per epidemia. Cioé a dire, il trattamento a cui era stata sottoposta fino a quel momento la nuova musica che piaceva tanto ai giovani.

La trovata riuscì, convincendo i vertici di Viale Mazzini e soprattutto il pubblico giovanile, che Arbore e Boncompagni reclutavano tra le file dei militanti del Piper romano. Nel loro studio cominciarono a passare le grandi canzoni ed i grandi cantanti che nel mondo anglosassone stavano facendo la storia.

GianniPettenati191119-001Venne il momento di fare di tutta questa vicenda un film, un musicarello, come usava allora. Il regista Mariano Laurenti ebbe vita facile facendo recitare nella parte di se stessi Patty Pravo, Marisa Sannia, Rocky Roberts e tanti altri. Le musiche vennero commissionate a chi se ne intendeva, lo stesso Gianni Boncompagni. La canzone principale fu affidata al protagonista del film, l’astro emergente (e dopo quella volta rimasto tale) Gianni Pettenati.

La sua canzone era in realtà una cover di The Pied Piper, dell’ancor più sconosciuto gruppo inglese dei Crispian St. Peters. Divenne l’inno di una generazione. E grazie a quello one shot only, Gianni Pettenati è nella storia della musica italiana.

Sai

quelli che non ci voglion bene

è perché non si ricordano

di esser stati ragazzi giovani

o di aver avuto già

la nostra età…

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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