Amazing Grace

di Simone Borri

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E’ una musica adatta al Giorno della Rimembranza? O per una nazione come la nostra che ha da poco celebrato l’ennesimo dei suoi strazianti funerali? Crediamo di sì.

Quante volte l’abbiamo ascoltata? E’ la musica che sentiamo in tutti i film americani, al momento in cui il plotone spara la salva, la bandiera viene ripiegata e viene consegnata nelle mani della moglie del fireman, del policeman o del marine caduto in servizio. Mentre gli altri, colleghi, amici, parenti, cercano disperatamente, non sempre riuscendoci, di trattenere le lacrime.

Da dove viene? Non lo credereste. E’ una delle più antiche canzoni irlandesi trapiantate nel Nordamerica. Parla della grazia del Signore, i suoi versi risalgono addirittura a San Paolo, le parole e la melodia sono quelle del Cristianesimo celtico, sia esso confluito con il tempo nell’evangelismo protestante britannico o nel cattolicesimo dei figli d’Irlanda in fuga dalla loro terra martoriata verso il Nuovo Mondo.

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John H. Newton

La compose nella seconda metà del Settecento, un pastore protestante, John Henry Newton. Era stato uno schiavista, finì la sua vita infondendo coraggio e rinvigorendo la fede a coloro che si battevano nelle Isole Britanniche affinché lo schiavismo fosse alla fine abolito. Il suo pupillo, William Wilberforce, parlamentare whig, non ebbe pace finché il Regno Unito di Gran Bretagna abolì quell’infamia, il 26 luglio 1833, tre giorni prima della sua morte. Trenta anni prima che la stessa cosa fosse legiferata dagli Stati Uniti d’America, e a prezzo di una spaventosa guerra civile.

Anche Newton ebbe la soddisfazione di chiudere per l’ultima volta gli occhi, ormai stanchi e velati dall’età, pochi giorni dopo che il suo paese aveva compiuto il primo passo verso la strada dell’umanità e della giustizia. Nel 1807 l’Inghilterra proibì la tratta degli schiavi africani e la loro vendita in tutti i territori del suo impero transoceanico. Un colpo duro e decisivo per il commercio di carne umana.

William Wilberforce

William Wilberforce

Amazing Grace rimase da allora come uno dei più suggestivi inni religiosi che la nostra tradizione occidentale ricordi. Passò in America con i profughi irlandesi, che a loro volta passarono in tutti i corpi civili e militari del paese che li ospitava. E ogni volta che ci fu da affidare al cielo l’anima di qualche compagno o congiunto caduto, ecco le cornamuse e le note struggenti della grazia incredibile risuonare di nuovo.

«La mia memoria è quasi del tutto svanita, ma ricordo due cose: che io sono un grande peccatore e che Cristo è un grande salvatore»

(John Henry Newton)

«Se si rende migliore il mondo anche in un solo senso, diventa migliore in tutti i sensi»

(dal film Amazing Grace di Michael Apted, 2006)

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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