Una corona che parla italiano

di Barbara Chiarini

Il sommo poeta Dante Alighieri incoronato di alloro

Il sommo poeta Dante Alighieri incoronato di alloro

Da che mondo è mondo, l’uomo ha sempre ambito al confronto, alla competizione: mettersi in gioco, per migliorarsi e possibilmente …per vincere. 

Niente di stupefacente dunque se oggi vi raccontassi di un particolare concorso dallo strano nome: il Certame Coronario.

Ben oltre 500 anni fa, di fatto, era già una consuetudine indire gare non soltanto per coloro che erano inclini alle attitudini sportive, ma anche per tutti coloro che amavano cimentarsi in ambito letterario o artistico: addirittura, esattamente come è consuetudine fare al giorno d’oggi, per quelli che venivano considerati i concorsi più importanti, c’ era pure chi si proponeva come sponsor dell’iniziativa.

Leon Battista Alberti, Genova 1404- Firenze, Roma 1472.

Leon Battista Alberti, Genova 1404- Firenze, Roma 1472.

Tra le gare letterarie ve ne era una di vasta fama e dunque particolarmente rinomata e prestigiosa: la città che ospitava il concorso? Neanche a farlo apposta, la nostra amata Firenze ! 

Questa bellissima competizione di poesia aulica, vide sua prima edizione nell’anno 1441 e – incredibile ma vero – niente meno che la Famiglia dei Medici,  impegnata come finanziatrice!

Ebbene, per chi non ne fosse mai venuto a conoscenza prima d’ora, Il Certame era una vera e propria gara di poesia o per meglio intenderci, un concorso di poesia pubblica in lingua volgare;  l’ideatore e promotore di tanta iniziativa, fu, niente meno che il sommo Leon Battista Alberti, con il patrocinio di Piero de’ Medici in persona.

La competizione  nacque con  l’intenzione di  volere dimostrare la dignità letterale della lingua volgare: alcuni eruditi sostenevano infatti che non occorresse scrivere in latino per affrontare temi complessi di tradizione classica, sebbene l’uso della lingua italica antica fosse in forte ripresa, per via del fiorire delle nuove correnti umanistiche.

Alla gara, che aveva come premio una Corona d’Alloro in argento (da ciò il nome), in quell’anno parteciparono sia noti letterati dell’epoca, sia rimatori popolari: tutti quanti dovettero comporre un testo ispirato al  tema della vera amicizia.

Il concorso si svolse il  22 ottobre del 1441 nella cattedrale di Santa Maria del Fiore e vi assistette un pubblico numeroso, nonché un considerevole gruppo di autorità civili e religiose della città.

La scultura bronzea del David ad opera di Donatello.

La scultura bronzea del David ad opera di Donatello.

Purtroppo, a causa di quella puntigliosità tipica da sempre di noi fiorentini, il premio non venne assegnato a nessuno dei poeti dicitori: dunque nessuna delle opere in gara venne ritenuta degna. 

Non avendo un capo vincente su cui essere posata, la corona d’alloro fu infine consegnata dai dieci segretari apostolici del Papa Eugenio IV direttamente alla chiesa dove si era svolta la gara ed, in questo modo, la sfida si concluse: ovviamente, come possiamo ben immaginare, non mancarono le polemiche ma la decisione della giuria fu irremovibile.

Il fatto che la corona non venisse assegnata ad alcuno dei poeti in gara, era comunque una testimonianza tangibile di come la riabilitazione del volgare non fosse ancora del tutto matura; tuttavia il Certame Coronario fu indicativo  di una tendenza che ormai era in atto e che sarebbe divenuta, di li a poco, irreversibile. 

Del resto, Firenze  aveva già alle spalle una forte tradizione letteraria in lingua volgare: non soltanto forte, ma oserei dire, illustre e prestigiosa, annoverando  sommi poeti  del calibro di Dante, Petrarca e Boccaccio! 

Nel concludere la nostra storia di oggi, non possiamo però omettere di raccontarvi un’ altra piccola curiosità: fonti certe ci riferiscono che in occasione del Certame, in nostro mecenate Piero de’ Medici, non rimase a mani vuote.

Anzi, fu l’unico a ricevere qualcosa; sicuramente non  un  premio, bensì un dono ( peraltro assai  prezioso!):  la scultura bronzea del David, ad opera del grande artista Niccolò di Betto Bardi, a tutti noto come Donatello.

Il perché di tale omaggio rimase un mistero, ma a molti sorse il dubbio: sarà stato forse per via del tema che fu assegnato per il concorso?  

Che dire:  a volte, la vera amicizia davvero non ha prezzo!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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