Rebel Rebel

di Simone Borri

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Le piazze di Roma tornano a riempirsi di gente che ha voglia – e motivi – di protestare. E’ una musica ribelle quella che serve, ma non più una musica preconfezionata da chi ha scordato la ribellione e le sue ragioni (se mai le ha conosciute) e ora sta dall’altra parte.

DavidBowie191019-002Serve la musica di chi è nato ribelle, è vissuto da ribelle, e c’é morto. La musica che piaceva – e piace ancora – a chi è invecchiato insieme a lui. A chi ritorna giovane, vivo e arrabbiato quando la risente. Con la stessa voglia di spaccare il mondo, a cominciare da quello che sta dall’altra parte della piazza.

Nel novembre 1973, quando la compose, David Bowie sapeva soltanto una cosa: da dove se ne stava andando, ma non verso dove. Il tempo di Ziggy Stardust e del glam rock era finito. Era tempo di roba più hard, più pesante. Più ribelle, ancora di più, giustappunto.

DavidBowie191019-003David Bowie non sapeva cosa sarebbe diventato, ma sapeva bene a chi doveva le sue ispirazioni. Al primo posto, Mick Jagger ed i Rolling Stones. Il riff di chitarra che sarebbe rimasto inconfondibile, leggendario, sembra l’attacco di uno dei pezzi degli Stones. E invece è l’attacco della leggenda definitiva del Duca Bianco.

E’ il brano che vi proponiamo oggi, sperando che risvegli la vostra rabbia, là, in quelle piazze di Roma. Se ce n’é bisogno.

Ribelle ribelle, hai il vestito strappato.
Ribelle ribelle, la tua faccia è un casino.
Ribelle ribelle, ma che ne possono sapere gli altri?

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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