Notturno op.9 No.2

di Simone Borri

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Fryderyk Chopin si spense a Parigi alle 2 del mattino del 17 ottobre 1849, stroncato all’età di 39 anni dalla tubercolosi congenita aggravata dallo stato di depressione in cui versava da tempo. Esule polacco, tormentato dalla stessa sensibilità personale che lo avrebbe reso uno dei più grandi compositori e pianisti di tutti i tempi, pare che fosse la rottura con George Sand – conosciuta durante il suo esilio parigino – la goccia che fece traboccare il vaso della sua esistenza.

Il brano di oggi è suo di diritto, anche se è difficile sceglierlo in mezzo alla sua vastissima produzione. Di sicuro un notturno. Come scrisse Hector Berlioz nel suo necrologio: «In genere era sulla mezzanotte che lui si abbandonava, quando i grandi cravattoni se n’erano andati, quando l’argomento politico del movimento era stato esaurientemente dibattuto, quando tutti i maldicenti avevano dato fondo ai loro aneddoti, tutte le insidie erano state tese, tutte le perfidie consumate, solo allora, obbedendo alla muta richiesta di due occhi intelligenti, diveniva poeta e cantava gli ossianici amori degli eroi dei suoi sogni… i dolori della patria lontana, la sua cara Polonia, sempre pronta a vincere e sempre battuta».

E Notturno sia. Ma quale? Speriamo di avere scelto bene. E’ ritenuto il suo brano più famoso.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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