Non solo Ribery

di Simone Borri

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Dolcetto o scherzetto? Di un dolcetto ne aveva gran bisogno la Fiorentina, dopo l’amara sconfitta casalinga con la Lazio. Lo scherzetto andava fatto a domicilio (come del resto prevede la liturgia di Halloween) a questo Sassuolo che da quando è orfano dello storico patron Squinzi è ripiombato nella dimensione di provinciale, per quanto tosta e, se in condizione, anche temibile.

Poteva essere tranquillamente una serata horror per la Fiorentina che squalifiche ed infortuni avevano costretto il mister Montella a rimaneggiare. Costretto è la parola giusta, perché l’emergenza ha sempre la meglio sulle convinzioni tecnico-tattiche, per quanto radicate. Ecco dunque un 4-3-3 che alla corte di Montella sa tanto di eresia, ma che i malanni fisici di Caceres e Lirola e la bravata di Frank Ribery rendono indispensabile.

Dentro dunque Lorenzo Venuti, fresco di rinnovo, e Riccardo Sottil, che lo sarà presto. Dentro anche il redivivo Benassi, già capocannoniere nella scorsa strampalatissima stagione e sicuramente più dinamico del Badelj visto all’opera nelle ultime gare. Dentro infine Kevin Prince Boateng a fare quel falso nueve che è un po’ la firma in calce ad ogni formazione che Montella mette in campo. Di Vlahovic, sembra dire il mister parafrasando Lorenzo il Magnifico, non v’é certezza.

E’ una Fiorentina che verosimilmente non rivedremo tanto spesso, almeno finché il tecnico di Pomigliano d’Arco siederà sulla sua panchina. E’ una Fiorentina che comunque si rivella all’altezza del compito di giornata. Vuoi perché ad assisterla c’é il padrone, Rocco Commisso, con tanto di famiglia. E si sa, l’occhio del padrone fa tanto, era ciò che rimproveravamo maggiormente al padrone vecchio, nella passata gestione: il fatto di non esserci quasi mai. Vuoi perché la squadra stasera un certo assetto a suo modo equilibrato ce l’ha, per quanto raggiunto per vie traverse.

Nei primi dieci minuti addirittura la Fiorentina mette indietro i neroverdi, creando occasioni che culminano nel palo di Boateng. Stai a vedere che la fortuna aiuta gli audaci anche stasera?

No, la fortuna stasera va guadagnata. Quando Boga segna il vantaggio dei padroni di casa con uno splendido gol a giro al 24°, gli emiliani hanno preso il pallino del gioco già da un quarto d’ora. Si profila una serata di sofferenza per il colore viola.

La Fiorentina però accetta la sfida, e si ributta in avanti creando altre occasioni da gol. Uno lo segnerebbe anche, su angolo di Benassi, ma l’arbitro annulla per fuorigioco determinante di Pulgar. Boateng a quel punto ha già mancato un’altra occasione clamorosa. Ma anche il Sassuolo ha le sue chances di raddoppiare. Si va al riposo senza aver capito bene se il risultato è giusto o meno, ma sta di fatto che la Fiorentina è sotto.

Nella ripresa, si vede molto più viola, e gli ospiti raggiungono il meritato pareggio al quarto d’ora, con una incornata di Castrovilli su cross di Venuti dalla destra. Il difensore nobilita così la sua prestazione, il centrocampista certifica di essere la rivelazione non solo della Fiorentina ma di tutta la Serie A 2019-20. Presto per fare paragoni, ma l’istinto è quello di riprendere e riadattare un vecchio commento di quasi cinquant’anni fa: stiamo vedendo esordire un campione.

Il Sassuolo non ce la fa più a rendersi pericoloso, e perfino i cambi di Montella (Ghezzal per Sottil, Vlahovic per Boateng e Badelj per Benassi) e De Zerbi sembrano lasciare il tempo che trovano. La Fiorentina però sembra crederci un po’ di più. All’80° già potrebbe far saltare tutti su di gioia: cross di Pulgar, testa di Milenkovic e il portiere Consigli fa un miracolo deviando in angolo.

La festa è rimandata di poco. Tocca ad un goleador altrettanto impronosticabile alla vigilia di quanto lo fu Benassi l’anno scorso, dare inizio alla festa. Nikola Milenkovic ha tenuto botta dietro e ha ancora il fiato di farsi trovare avanti, nell’ennesima ripartenza viola innescata dal sempre più stratosferico Castrovilli, che crossa rasoterra dalla destra mettendola sull’altro palo. Milenkovic è lì, il suo piatto non perdona, e la Fiorentina si ritrova in mano i tre punti lasciati alla Lazio pochi giorni prima.

C’é tempo per un sospirone di sollievo su ciccata del neroverde Marlon al novantesimo e per un altro tiro ad effetto di Boga vanificato da fuorigioco. La difesa stasera non può essere granché registrata per le assenze pesanti, a cui nella prossima partita si aggiungerà anche quella di Pezzella, che si fa ammonire nel primo tempo nel tentativo di contenere l’incontenibile Boga.

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Un problema in più per Montella, che con il Parma al Franchi dovrà inventarsi qualcos’altro. Nel frattempo la Fiorentina ha mostrato di avere buon sangue, e di meritare sia la vittoria al Mapei Stadium che l’ottavo posto in classifica. Un ottavo posto che con un po’ più d’attenzione da parte di tutti, tecnico e giocatori, avrebbe potuto essere anche qualcosa di più. E non sarebbe stata una eresia.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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