Moulin Rouge! Lady Marmalade, voulez-vous…..

di Simone Borri

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Il 6 ottobre 1891 fu inaugurato uno strano locale, dove si tenevano spettacoli ancora più strani. Da fuori, sembrava un mulino a vento rosso, e infatti quello era il suo nome. Dentro, era un covo di trasgressione, anche per i tempi che si preannunciavano volutamente trasgressivi e per la città che sarebbe stata eletta a pieno titolo capitale della trasgressione: Parigi, il centro mondiale della Belle Epoque.

Posto nel quartiere – già allora considerato a luci rosse – di Pigalle, XVIII Arondissement, a due passi dal quartiere degli artisti, Montmartre, il Moulin Rouge richiamò da subito tutti coloro che nella notte parigina cercavano il piacere e finirono per prediligerne la sua forma più raffinata. Fu il luogo di consacrazione del can-can, la danza con cui le cortigiane richiamavano i clienti nei cabaret disseminati per i quartieri della capitale.

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Nel 2001, quando uscì Moulin Rouge! dell’australiano Baz Luhrmann, il mulino a vento rosso era sempre al suo posto, e lo è ancora, a Boulevard de Clichy. Simbolo inossidabile di Parigi (magari ormai un po’ sorpassato da ben altre suggestioni e trasgressioni) quanto la Tour Eiffel, è tutt’ora associato dai provinciali di tutto il mondo ad una immagine della capitale francese che non esiste più, anche se la musica del can-can è tutt’ora viva e vegeta.

Anche il genere cinematografico denominato musical non esisteva praticamente più. Fu riportato in vita proprio da questo film di Luhrmann che mescolava il sacro al profano, la storia del mulino più famoso del mondo alle musiche storiche del pop interpretate da attori e cantanti della nouvelle vague più recente. Da Toulouse-Lautrec a Ewan McGregor, da Harold Zidler (fondatore del Mulino) a Nicole Kidman, dal pianista Erik Satie a Christina Aguilera, l’arte del diciannovesimo secolo e quella del ventesimo si mescolano piacevolmente, se proprio vogliamo dirlo.

Labelle

Labelle

Del resto, siamo o non siamo al Moulin Rouge? E allora, che piacere sia.

Abbiamo scelto l’ipertrasgressiva Lady Marmalade, successo pruriginoso delle Labelle (Patti LaBelle & the Bluebelles), anno di grazia 1974, gli albori della disco music, l’odierno can-can.

La frase ritornello Voulez-vous coucher avec moi (ce soir)? risale nientemeno che a Tennessee Williams, Un tram chiamato desiderio.

Christina Aguilera ha antenati nobili, ma non sfigura affatto.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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