La finestra murata

di Barbara Chiarini

Palazzo Pucci, particolare dello stemma della famiglia

Palazzo Pucci, particolare dello stemma della famiglia

Anche quest’oggi mi accingo a raccontarvi un’altra curiosità fiorentina che fa parte del nostro passato, della storia di Firenze e delle sue famiglie più potenti ed onorevoli: protagonista, ancora una volta, la finestra di uno dei nostri palazzi più belli del centro storico: ma questa volta non c’e nessuna storia d’amore, al contrario una congiura spietata; una storia di morte e di sangue .

Dunque, sono a domandarvi  se vi sia mai capitato di notare l’esistenza di una finestra completamente murata presso Via de’ Pucci.

Sebbene non si tratti certo di un elemento inusuale in cui imbattersi (una finestra murata può essere ormai un fatto comune nella nostra città!), dietro agli infissi, oscurati da secoli, si nasconde un pezzo di storia del nostro capoluogo.

La finestra in questione fa parte del sontuoso palazzo della nobile Famiglia dei Pucci (tra gli ultimi eredi anche il famoso stilista Emilio Pucci), famiglia che diede anche il nome alla via su cui si affaccia il palazzo, occupando quasi un intero isolato tra le centralissima Via Ricasoli e Via dei Servi.

La famiglia Pucci fu storicamente molto fedele alla signoria dei Medici e questa cieca dedizione ebbe i suoi vantaggi, soprattutto economici: ma la fortuna della casata svanì quando nel 1559, Pandolfo de’ Pucci fu allontanato dalla corte medicea per via del suo comportamento immorale. 

Particolare d’angolo della facciata di Palazzo Pucci, da cui di vede la finestra murata

Particolare d’angolo della facciata di Palazzo Pucci, da cui di vede la finestra murata

Il figlio del Cardinale, colpito nell’orgoglio, gridò assoluta vendetta contro Cosimo I. 

Sentitosi oltremodo oltraggiato, intese ordire una congiura ai danni del futuro Granduca di Toscana: così, con lo scopo di vendicarsi dell’onta subita, ingaggiò due sicari perché lo uccidessero .

L’attentato sarebbe stato mosso con un archibugio che avrebbe dovuto sparare dalla finestra d’angolo del Palazzo Pucci per colpire a morte Cosimo I mentre, come era sua consuetudine quotidiana fare, egli si sarebbe recato alla basilica della Santissima Annunziata per prendere messa, transitando proprio sotto le finestre del  suo palazzo.

Ma come era accaduto nel lontano 1478  ad un’altra nota famiglia fiorentina, in una celeberrima congiura (vale a dire la Congiura dei Pazzi, di cui tutti voi senz’altro conoscerete la storia),  anche questa volta, il complotto venne svelato ancor prima che i congiurati potessero metterlo in atto.

Ritratto di Cosimo I dei Medici

Ritratto di Cosimo I dei Medici

Era ormai il 1560  e la giustizia seguì il suo corso.

Pandolfo, i due sicari ed alcuni nobili fiorentini che avevano aderito alla congiura, furono tutti condannati a morte. Come era usanza fare, Pandolfo de’ Pucci venne impiccato ad una delle finestre del carcere del Bargello, mentre i suoi complici furono decapitati.

Non contento,  Cosimo I decise di impartire un ultimo ordine, in ricordo del suo mancato attentato e volle fare murare la finestra da cui sarebbe stato mosso l’attentato.

Ancora oggi tale ordine è rispettato!

Da allora, infatti, nessuno ha più osato riaprire l’antica finestra dalla quale i tiratori scelti avrebbero potuto cambiare per sempre le sorti della città. Una decisione dettata forse dalla scaramanzia e dalla superstizione, ma che certo rappresenta ancora oggi un forte monito contro chi osò sfidare il potere!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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