Crash test Udinese, tutto ok

di Simone Borri

L'eroe di giornata Nikola Milenkovic

L’eroe di giornata Nikola Milenkovic

Lo spettacolo deve continuare, come ci insegnò anni fa un grande cantante che aveva scritto l’inno di una manifestazione sportiva a cui sapeva bene che non sarebbe vissuto abbastanza per assistere.

Nel suo giorno più triste, l’Italia si rituffa nel campionato di calcio. E’ Inter – Juventus, la prima chicane del vertice del torneo, ma è anche Fiorentina – Udinese, la prima reale prova della verità per una squadra partita tra mille perplessità e ritrovatasi ad essere la sorpresa di questa parte della stagione.

Il match di ieri dice che potrebbe continuare ad esserlo, almeno fintanto che il fiato dei giovani polmoni di Federico Chiesa e di quelli un po’ più usurati di Frank Ribery basterà a togliere tante castagne dal fuoco. Il mach di ieri, peraltro, dice che la Fiorentina non è solo Chiesa e Ribery, e per quanto al suo allenatore piaccia di continuare a vivere pericolosamente insistendo sul modulo senza punte di ruolo, la fortuna per ora aiuta gli audaci, ed alla Fiorentina molti si improvvisano goleador. Finché dura, va bene anche così.

L'episodio decisivo del match

L’episodio decisivo del match

Ieri la Fiorentina era attesa, come detto, da un test assai probante. E si può dire senza mezzi termini che in valore assoluto la vittoria contro l’Udinese è assai più significativa, se non importante, di quella conseguita contro il Milan a San Siro, o di quelle sfiorate contro la Juventus in casa e l’Atalanta in trasferta, o mancata ma senza grossi demeriti contro il Napoli.

L’Udinese, infatti, inaugura la serie delle squadre che verranno a giocare a Firenze o comunque affronteranno la Fiorentina chiudendosi. Addio gioco a viso aperto, Ribery e Chiesa se hanno spazio ti affettano. Nessuno ce ne concederà più a buon mercato, a costo di parcheggiare il pullman della società davanti alla propria porta.

Di queste squadre, l’Udinese è uno degli esemplari più consistenti, più tosti. Lo si sapeva e i fatti l’hanno dimostrato. Con questo assetto tattico, i coltelli affilati della Fiorentina rischiano di perdere il filo. Va a finire che passi soltanto grazie ad un episodio, un calcio da fermo, e per fortuna che i viola hanno uomini in grado di metterli a frutto. Come questo Milenkovic che per ora, almeno nelle proiezioni offensive non fa rimpiangere Gonzalo Rodriguez. In difesa, per raggiungere l’eccellenza c’é strada da fare, per lui e per il reparto nel suo complesso. Ma intanto cresce un Caceres che sta ampiamente ripagando il costo dell’investimento. E si conferma Dragowski, che salva il risultato di misura e consegna alla Fiorentina una domenica sera da finora impronosticabile sesto posto.

Se proprio vogliamo esprimere una critica a tanto ben di Dio, ribadiamo che in queste situazioni buttare dentro anche una punta di ruolo, che magari si chiama Vlahovic e ne ha la stazza e la classe, può essere una risorsa in più. Se devi sfondare una fortificazione come quella friulana, un carro armato agile come il serbo è meglio di un falso nueve. Parere personale nostro, ovviamente.

Chi vince ha sempre ragione. Soprattutto quando il Var fa il suo dovere, e gliela dà. Rimontare un’Udinese in vantaggio sarebbe stato ancora più complicato di uno 0-0 da sbloccare.

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Montella si gode il ritrovato favore di opinione pubblica ed addetti ai lavori, e promette che «il bello ha ancora da venire». Siamo sesti in classifica a pari merito con Lazio e Cagliari, e con i due punti sfumati a Parma per pochi secondi e qualche cambio un po’ azzardato adesso saremmo quarti a pari merito con un Napoli che nella prima giornata ci era stato tutt’altro che superiore e ad un punto da un’Atalanta che ne avrebbe due in meno, giustappunto.

E’ anche vero che in un’annata di rifondazione complessiva come questa le classifiche hanno lo stesso valore dei voli di fantasia. Quello che viene è tutto trovato. La Fiorentina gioca bene e vince. Speriamo continui. E’ un calcio non da poco alla tristezza che la vita di tutti i giorni ci mantiene sempre in agguato.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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