Cesarini dice no alla Fiorentina

di Simone Borri

Ribery protesta, Calvarese annulla il gol di Aye dopo il Var

Ribery protesta, Calvarese annulla il gol di Aye dopo il Var

Al Rigamonti di Brescia va in scena l’ennesimo spot per la serie A a 16 squadre, massimo 18. La squadra di Corini è stata allestita per conquistare la salvezza il prima possibile, con le buone o con le cattive. Corre e lotta su ogni pallone, creando in ogni zona del campo situazioni asfittiche come quelle di un ascensore all’ora di punta. La classica squadra che se la incontri prima di Natale ti fa dannare l’anima, se la incontri dopo – a fiato calato e punteggio raggiunto – ti fa volentieri da sparring partner.

Le rondinelle sono prive di Balotelli nel primo tempo, e non è detto che sia un male. Squadra insidiosa, recita uno dei tanti luoghi comuni di questo sport. Il Brescia è una pattuglia tosta e compatta, e Aye la mette dentro che non sono passati neanche quattro minuti. Grazie a Dio per il Var, che mostra un netto fallo di mano sull’assist di Tonali, e grazie a Dio per Calvarese che non si fa pregare a ricorrervi.

Poche emozioni fino alla fine, se si eccettuano i colpi di testa del subentrato Balotelli e di Pezzella. Fai fatica a dire se è la Fiorentina che controlla il Brescia o il Brescia che controlla la Fiorentina. I viola costringono indietro i padroni di casa per buona parte del match, anche se le punte di diamante Chiesa e Ribery oggi hanno veramente lo spazio della capocchia di un ago per scatenarsi.

Chiesa mostra di non gradire la sostituzione disposta da Montella in suo sfavore per far subentrare Vlahovic nella ripresa. Non la gradiamo nemmeno noi, se proprio dobbiamo dirlo. Come già detto altre volte, Chiesa per noi rimane in campo fino alla fine (a meno che non abbia risentimento per il recente infortunio, ma dalla sua reazione al cambio non sembra questo il caso) e Vlahovic entra prima, per giocare in mezzo a lui e Ribery e provare a scardinare l’arcigna difesa bresciana. Poi magari non ci riesci lo stesso, ma le occasioni avute nel finale anche in questo caso ci consentono almeno il beneficio del dubbio.

Certo, finché i risultati danno ragione a Montella, viva Montella. Anche se in zona Cesarini, la Fiorentina i tre punti potrebbe agguantarli comunque se l’ottimo Castrovilli fosse più fortunato sul tiro quasi a botta sicura e Vlahovic non si sostituisse al portiere Joronen, anche lui distintosi in precedenza, in quella tonnara che è l’area di rigore bresciana.

Castrovilli quasi match winner al 97°

Castrovilli quasi match winner al 97°

Va anche detto che questa Fiorentina è una squadra che sta scoprendo se stessa giorno dopo giorno. Parlare come fa qualcuno stamattina di occasione persa per il salto di qualità ci sembra francamente eccessivo. Semmai è il caso di pronosticare che per la qualità dei suoi uomini e la predisposizione tattica quella viola è una squadra che contro avversari chiusi a saracinesca come quelli di ieri sera avrà sempre vita difficile. Si ritorna al punto di partenza, queste squadre fanno rimpiangere la vecchia serie A a 16 squadre. Parere nostro, s’intende.

Si ritorna anche all’altro punto: noi Vlahovic in campo lo mettiamo dal primo minuto, e se come obbietta qualcuno si tratta ancora di un ragazzo (di un metro e novanta di stazza e di notevole classe ed agilità, peraltro) vorrà dire che diventerà uomo e campione anche attraverso partite come queste.

Anche questo è parere nostro. Poi magari alla fine avrà avuto ragione il mister. Finché muove la classifica, il mister ha sempre ragione.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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