Una storia tutta al femminile

di Barbara Chiarini

La casa di Luise May Alcott, l’autrice del romanzo Piccole Donne. Dipinto.

La casa di Luise May Alcott, l’autrice del romanzo Piccole Donne.
Dipinto.

Era il 30 settembre 1868; soltanto due mesi e mezzo prima l’autrice Luise May Alcott aveva consegnato all’ editore delle bozze su cui aveva lavorato incessantemente per dieci settimane, senza praticamente trovare il tempo ne’ di mangiare, ne’ di bere e tanto meno di dormire.

Ma fu allora che Piccole Donne venne dato per la prima volta alle stampe. Un romanzo che diventerà  il romanzo al femminile.

Oggi dunque vogliamo festeggiare questa importante ricorrenza, anche perché è di questi giorni la notizia della produzione cinematografica di una nuova edizione tratta dal romanzo, per celebrarne il suo 150esimo genetliaco.

La scrittrice Luise May Alcott ( Germantown, 29.11.1832- Boston, 6.04.1888)

La scrittrice Luise May Alcott ( Germantown, 29.11.1832- Boston, 6.04.1888)

Come accaduto precedentemente, anche per questo film sono stati ingaggiati attrici e attori di classe e di successo.

Si parla infatti di Emma Watson nel ruolo della sorella maggiore Megdi Saoirse Ronan che interpreterà Jo, la sorella scontrosa e ribelle, carismatica e forse più amata dal pubblico dei lettori; Eliza Scanlen sarà invece Beth, la sorella dal destino più tragico; Florence Pugh interpreterà la più giovane della famiglia  e impersonerà Amy. Am Timothèe Chalamet sarà il vicino di Casa March, vale a dire  il bel Laurie; e infine vedremo recitare  la grande, intramontabile Meryl Streep nel ruolo della rigida zia March, e Laura Dern in  Marmee.

Insomma, il livello delle attrici e anche degli attori (perché, in fin dei conti, in questa storia tutta al femminile, qualche uomo c’è!) del cast lascia ben presagire e di sicuro siamo tutti curiosissimi di vedere un nuovo adattamento cinematografico dopo le ultime versioni di Piccole Donne, realizzate per il piccolo schermo che risalgono al 2017 (una miniserie prodotta dalla BBC con Angela Lansbury) e al 1994 (il film con Winona Ryder, Kirsten Dunst e Susan Sarandon).

Per vedere se il cast sarà all’altezza della trama di Piccole Donne si dovrà però attendere ancora un po’, dal momento che il film non arriverà prima del prossimo anno in Italia. Negli Stati Uniti l’uscita del film è prevista per il prossimo Natale, esattamente il 25 dicembre 2019 ma, per il nostro Paese, non arriverà nelle sale prima del 2020. In Italia infatti è stato annunciato che la pellicola arriverà nelle sala il 30 gennaio e quindi l’attesa è ancora lunga. 

La tentazione di riaprire le pagine di quel libro e ricominciare a leggerlo per la ventesima volta (giuro che non sto scherzando!), adesso che ne sento nuovamente parlare, è sempre grande ma, in fin dei conti,  il perché è piuttosto palese: alzi la mano chi tra voi, belle signore che, come me, avete velleità di scrittura, non si sia mai identificata quando era giovane, con la ribelle Jo, autrice in erba di chissà quale capolavoro della letteratura!

E Louisa non fece niente di molto diverso da quel che tutte quante abbiamo visto fare alla nostra amata Jo: un bel giorno, anche la  giovanissima Alcott si sedette al suo scrittoio e iniziò ad adoperarsi per creare virtualmente quattro sorelle, ciascuna diversa dall’altra,  eppure tutte legate tra loro; potremmo meglio dire, quattro idee di femminilità in cui ogni donna, di ogni epoca, ha potuto trovare la sua  identificazione: Meg, la maggiore, elegante e saggia; Jo, la donna ribelle e appassionata; Beth, l’anima pura, riservata e  perennemente buona; infine Amy, l’ artista, capricciosa e generosa allo stesso tempo.

Immagine tratta dal film Piccole donne, edito nel 1949

Immagine tratta dal film Piccole donne, edito nel 1949

Per costruire i suoi personaggi , la Alcott si ispirò ai i suoi familiari e alle donne di successo del tempo: Meg è sicuramente ispirata alla sorella Anna, che s’innamorò del marito mentre si esibiva per lei in una commedia; nella figura di Beth ravvisiamo l’altra sorella, Lizzie (stesso anche il nome),  la sorella che nella vita reale morì di scarlattina a 23 anni; Amy, infine, era basata su Abigail May May (di cui Amy è un anagramma, infatti), un’ artista nota per essere stata la prima donna ad aver esposto nel Salone di Parigi.

Un romanzo corale tutto al femminile, in cui nessuna delle donne facenti parte della trama è da sottovalutare: ad esempio, mamma Margaret che fa da capofamiglia quando il marito parte per la Guerra di Secessione, insegna alle figlie a guadagnarsi la propria indipendenza anche a costo di grandi sacrifici, senza mancare mai di invitarle a riflettere sulle proprie azioni; poi c’è la governante Hannah, molto affezionata alla famiglia, analfabeta ma saggia. Infine, la zia March, una vecchia ricca e solitaria, che critica il modello educativo proposto alle quattro sorelle, ma non manca mai di fornire loro il suo appoggio, anche economico.

Immagine tratta dal film Piccole Donne nell’edizione dell’anno 1994

Immagine tratta dal film Piccole Donne nell’edizione dell’anno 1994

Seppur relegati sullo sfondo e assai più diafani, nell’opera sono presenti anche alcuni personaggi maschili che fanno da contraltare a tutto questo esplodere di ferormoni: Robert March, il padre (che poi nella realtà dei fatti altri non era che la trasposizione del patriarca Alcott) pressoché assente nel primo libro perché al fronte ma più  presente invece nel secondo, il bello e ricco vicino di casa Theodore Laurence,  e John Brooke,colui che diverrà il marito di Meg.

Immagine tratta dal film Piccole Donne nell’edizione dell’anno 1994

Data l’importanza e l’eco di successo che questo romanzo ha da sempre portato con se’, non stupisce che Piccole Donne abbia, in diverse epoche, destato l’interesse di arti come il cinema e il teatro.

Sul piccolo schermo in particolare, dopo la prima antelucana versione del 1918, la prima trasposizione degna di nota è quella firmata nel 1933 dal regista George Cukor, che vide niente meno che Katharine Hepburn nel ruolo di Jo e Joan Bennet in quello di Amy.

Ma molte altre amatissime attrici, nel corso della loro carriera, hanno incrociato il proprio cammino con quello delle sorelle March: Liz Taylor fu Amy nel 1949 nello stesso film in cui June Allyson interpretava Jo, che invece, nel 1994,  ebbe appunto il volto di Wynona Ryder.

Louisa May Alcott con il suo capolavoro è riuscita a raccontare una storia che sembra essere rimasta indelebile nel cuore e nella mente dei lettori, o forse meglio dire delle lettrici, di tutto il mondo per  150 anni,  segnando più generazioni con la sua storia.

Le quattro sorelle protagoniste del libro non solo fanno commuovere e sognare, ma spingono a credere nelle possibilità di cambiamento e soprattutto mostrano come i legami e i sentimenti veri possano cambiare le sorti e alleggerire persino i dolori più insopportabili.

Un romanzo che  certamente va letto da adolescenti e che, a maggior ragione,  andrebbe riletto da grandi , proprio per poter cogliere tutte quelle sfumature che da giovani è assai difficile comprendere.

Io sono gia andata a rispolverarlo dalla libreria: e voi… che cosa state aspettando ??

Immagine tratta dall’ultima versione cinematografica del romanzo Piccole Donne, in uscita prossimamente

Immagine tratta dall’ultima versione cinematografica del romanzo Piccole Donne, in uscita prossimamente

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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