Un architetto di frontiera

di Barbara Chiarini

ll’architetto italiano Renzo Piano

L’architetto italiano Renzo Piano

«Personalmente trovo che la mia voglia di esplorare sentieri non battuti vada perfettamente d’accordo con la mia riconoscenza nei confronti della tradizione. Forse questo è un tratto europeo, forse è specificatamente italiano. Certamente è l’eredità di una cultura umanista. Quando mi chiedono come sarà la città del futuro, io rispondo: spero come quella del passato»

(Renzo Piano)

Si festeggia oggi il compleanno di uno tra i più noti e rinomati architetti dell’epoca contemporanea: un protagonista dell’arte ma anche un uomo di scienza, che attraverso l’esercizio della  professione, rappresenta nel mondo la cultura e la tradizione italiana; un uomo che con le sue opere ha contribuito all’evoluzione, o meglio, alla sperimentazione dell’architettura, con esiti del tutto originali.

Renzo Piano nasce a Genova il 14 Settembre del 1937, da una famiglia di imprenditori edili. Laureatosi al Politecnico di Milano nel 1964, dopo aver fatto esperienze presso alcuni studi di architettura  assai affermati, come  quello di Franco Albini e di  Marco Zanuso, inizia a dedicarsi allo sviluppo di strutture spaziali realizzate con sistemi costruttivi innovativi.

La risonanza internazionale di questi lavori e’ da subito enorme. Il suo nome si impone immediatamente nell’ambiente dell’arte, al punto che alcune riviste specializzate quali Domus e  Casabella, gli dedicano ampi servizi.

Il Centro Nazionale d’ Arte e di Cultura Georges Pompidou, a Parigi.

Il Centro Nazionale d’ Arte e di Cultura Georges Pompidou, a Parigi.

Grazie a questa affermazione pubblica e condivisa, già nel 1968 Piano realizza un padiglione per la 14esima edizione della Triennale di Milano e nel 1969 gli viene dato incarico di costruire il padiglione per l’industria italiana all’Esposizione Universale di Osaka dell’anno successivo.

Ma la fama internazionale arriva nel 1971, quando vince, insieme agli architetti Gianfranco Franchini e Richard Rogers, il concorso internazionale per la realizzazione del

Il progetto di Piano e colleghi porta infatti alla nascita del celeberrimo Centre Pompidou, detto anche Beaubourg: cento mila metri quadrati nel cuore della capitale francese, un progetto dall’impianto architettonico ardito, una costruzione realizzata in assoluto e per la prima volta, con materiali inusuali. 

London Bridge Tower, anche detto Shard of Glass , Londra

London Bridge Tower, anche detto Shard of Glass , Londra

Un progetto talmente innovativo che non mancherà di suscitare innumerevoli commenti, tanto favorevoli quanto contrari: ancora oggi è oggetto di fervide discussioni tra gli addetti ai lavori.

Questo audace e rivoluzionario progetto di architettura visionaria gli apre, di fatto, la strada ad un successo internazionale senza fine, un successo che prosegue  immutato ancora ai nostri giorni.

L’ architettura di Piano non è riconducibile ad alcuna scuola, corrente o stile: la sua idea progettuale «non appoggia su una teoria, bensì su una maniera di porsi rispetto al progetto», e questo è stato riconosciuto unanimemente dalla critica come un fattore assolutamente singolare.

Quelle di Renzo Piano sono architetture belle non solamente da vedere ma anche  e soprattutto da vivere, perché  tutto è studiato in funzione delle persone e del rapporto con il contesto.

Un concetto rafforzato dall’affermazione di Piano stesso, sostenendo sempre che: «nella professione forse non si cambia il mondo, ma si cambia la vita di qualche persona, e questo succede perché quello dell’architetto è un lavoro serio

Auditorium Parco della Musica, Roma

Auditorium Parco della Musica, Roma

A partire dal 1981 apre uffici di architettura a Genova, Parigi e New York, dando vita al Renzo Piano Building Workshop, un progetto lavorativo che mira all’uso di materiali e tecnologie sempre più all’avanguardia, con l’intento di progredire nella capacità di realizzare edifici e complessi urbani in tutto il mondo. 

Tra i suoi progetti più famosi ricordiamo la Biosfera, l’Acquario e la riqualificazione del Porto Antico di Genova, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, la Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, il Nemo ad Amsterdam, l’Aeroporto Internazionale del Kansai in Giappone, il Zentrum Paul Klee di Berna , il London Bridge Tower, meglio conosciuto come Shard of Glass a Londra, il Central St. Giles sempre a Londra e la New York Times Tower di New York, sede dell’omonimo quotidiano statunitense.

New York Times Building, New York

New York Times Building, New York

Nominato senatore a vita e ambasciatore dell’ Unesco, nel  2006 è stato inserito dal prestigioso settimanale americano TIME nell’elenco delle cento personalità più influenti del mondo, diventando così il primo italiano a far parte di questa classifica. 

Tra i premi più prestigiosi vinti dall’architetto italiano ricordiamo il Pritzker Architecture Prize  vinto nel 1998 ( una sorta di Premio Nobel per l’architettura, che viene consegnato ogni anno a quei progettisti ritenuti meritevoli di aver prodotto contributi significativi per l’umanità e l’ambiente).

 Questo è solamente uno dei tanti elogi ricevuti dal nostro connazionale, in più di trent’anni di lavoro: un’ esperienza che egli continua a vivere con immutato entusiasmo, paragonando con semplicità e maestria la sua professione ad un’eterna avventura.

«L’architetto è un mestiere di frontiera,  in bilico tra arte e scienza. Al confine tra invenzione e memoria, sospeso tra il coraggio della modernità e la prudenza della tradizione. L’architetto fa il mestiere più bello del mondo perché su un piccolo pianeta dove tutto è già stato scoperto, progettare è ancora una delle più grandi avventure possibili».

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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