La Fiorentina valuta il suo mercato

di Patrizia Iannicelli

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A poche ore dalla chiusura del calcio mercato estivo, conferenza stampa all’Artemio Franchi dove nella sala M. Righini la proprietà e i dirigenti viola hanno fatto un primo bilancio sul periodo. Il patron e presidente Rocco Commisso apre la conferenza con la sua cordiale simpatia e sintetizza la prima fase dal suo arrivo sulle sponde dell’Arno.

Tutto doveva svolgersi in breve tempo, «fast, fast, fast!», (il motto ormai di Rocco), ha aggiunto che non aveva fatto promesse, di aver ingaggiato Daniele Pradè come prima mossa e confermato Vincenzo Montella in America. Il mister che resta alla guida della squadra, e commenta come fake news la notizia del possibile esonero.

Continua la sua analisi affermando che il passaggio di proprietà è stato fatto a giugno, in due settimane, per evitare di trovarsi senza nessuna squadra. Si dice contento delle persone (il 95%) che apprezzano il suo operato, del trattamento ricevuto a Firenze, non solo tra i tifosi ma anche da tutti coloro che lavorano all’interno della società. Il numero di abbonati che ad oggi arriva a 25.700, un dato importante che gratifica il lavoro svolto, lo rende contento in prospettiva di poter far crescere il calcio italiano per riportarlo ai vertici.

Su Chiesa si è soffermato dicendo che la promessa di non cederlo è stata mantenuta, che potrebbe diventare la bandiera viola, e che lui vorrebbe costruire una squadra intorno al campione. Sullo stadio, prosegue, le opzioni sono diverse, il Franchi è vincolato come monumento e non si può demolire. Anche Wembley e lo Yankee Stadium lo erano, eppure sono stati rifatti. Ma in Italia è più complicato. Con il tempo l’intenzione sarebbe però comunque di lasciare qualcosa che renda i fiorentini orgogliosi, per ora resta più fattibile il restyling del Franchi che la costruzione di un impianto nuovo.

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Allo stesso tempo Commisso parla di un centro sportivo, meglio realizzabile, fuori da Campo di Marte, per permettere a tutte le squadre di allenarsi nello stesso posto. Prima del rientro in America ha in programma un incontro con la squadra Primavera e subito dopo con le ragazze della Fiorentina Women’s. Parla dell’aumento del monte ingaggi del 21% (il ds Pradè aggiunge ridendo che va oltre il 21% ,ndr), per questo motivo tra gli sponsor della squadra si è inserito Mediacom, per permettere l’aumento.

Sull’ufficio Lega Serie A a New York niente è stato concordato, tutto da discutere. Grande rispetto dalle altre società sia per il presidente così come per Joe Barone, nell’ambiente parole di apprezzamento per non aver creato polemiche dopo la gara contro il Napoli, con gli stessi arbitri che hanno ammesso l’errore. Si augura di non ripetere la stagione dello scorso anno, dove vorrebbe arrivare preferisce tenerlo per sé, anche se afferma che tutti vorrebbero vincere e avere successo.

Elogi per il lavoro di Pradè e Barone, e ammette che non si può competere con Inter che ha 250 milioni di incassi e con Juve che ne ha 450. Vorrebbe che i giocatori rimanessero a lungo termine nella stessa squadra e non solo un anno, ma il mercato e i procuratori hanno ben altre leggi per avere le commissioni. Nello stesso tempo non si comprende come mai i giocatori che non giocano bene non vanno a chiedere la riduzione dello stipendio, mentre quelli che giocano meglio pretendono l’aumento.

Le stesse domande vengono rivolte anche al consigliere delegato e braccio destro Joe Barone, che ringrazia il ds Pradè per il lavoro svolto, i tanti viaggi fatti a Milano, l’aver incontrato agenti di ogni parte del mondo, la sinergia creata con tutto lo staff tecnico: Antognoni, Dainelli, Montella. Le molte operazioni di mercato fatte, riducendo da 70 a 28 tesserati la rosa.

Fiorentina190904-003Ha raccontato della trattativa più difficile quella di Ribery, per le diverse richieste che aveva il francese da altre squadre. Conferma le parole del patron su Montella, su Chiesa cerca di chiudere i soliti discorsi in quanto è stato confermato giocatore della Fiorentina, sul mercato parla di esperienza positiva, con la Fiorentina società rispettata in Italia e fuori.

A parlare e spiegare le scelte di mercato entrando nel merito di acquisti e cessioni, tocca al Direttore Sportivo Daniele Pradè, che si mette a completa disposizione della platea. Come premessa si assume tutte le responsabilità anche se le scelte le ha condivise con Montella e Barone. Dopo la pazienza chiesta nelle conferenze precedenti chiede di avere comprensione, per una squadra di giovani in fase di crescita. Prende l’esempio dell’errore fatto da Ranieri la scorsa domenica, che non deve essere rimarcato, ma compreso per quel momento e che non deve essere ripetuto la prossima volta.

Il direttore evidenzia la giovane età della squadra, prima o seconda in Europa per media, e di aver messo accanto ai giovani dei giocatori esperti per favorire la loro crescita. Si parla di saldo in negativo di 5 milioni di euro, il budget di spesa era maggiore ma spendere senza motivo era inutile.

Nessuna delusione per gli acquisti mancati, il ds afferma che come non hanno dichiarato Chiesa sul mercato, cosi le altre squadra hanno fatto con i loro giocatori: Udinese, Inter, Sassuolo, Milan. L’unico al quale si è dovuto rinunciare per il prezzo alto è stato Raphinha. Ghezzal è stato preso per esperienza e caratteristiche tecniche. Non si sono ceduti alcuni giocatori in esubero (Dabo, Thereau, Eysseric), in quanto con contratti in essere e quindi a disposizione del mister.

Vin‌cenzoMontella190904-001Grande supporto al mister ci sarà da parte della società, per non aver potuto lavorare con il gruppo, di fatto un cantiere aperto, che avrà il difficile compito di assemblare i vari reparti. Su Pedro, l’ultimo arrivo last minute, Pradè ha affermato di aver chiuso la trattativa a meno dei 20 milioni di partenza, una punta che come tutti i brasiliani avrà bisogno di adattamento, il suo arrivo è stato legato alla partenza di Simeone che ha deciso senza pressioni. Grandi aspettative del brasiliano che potrà crescere insieme a Vlahovic.

Ancora domande su giocatori accostati ai viola e non arrivati, da Tonali a De Paul, le rispettive società non avevano l’intenzione di vendere. Cosi come i vari Nainggolan e De Rossi che hanno fatto scelte personali. Sul centrocampo formato da Badelj e Pulgar, il ds ha lasciato intendere che le scelte saranno del mister anche se dalla società avrà il massimo supporto. Non si è programmato nessun acquisto per gennaio, sperando di non dover riparare.

Si è parlato di trovare una figura che si occuperà dei tanti club sul territorio in quanto in futuro si vuole rafforzare un vivaio di giovani italiani. L’arrivo di Bobby Duncan è legato alla Primavera anche se potrebbe essere utilizzato dalla prima squadra. Il monte ingaggi è di circa 60 milioni. Per il mercato attuale la soddisfazione è all’80%, forse è mancato un altro colpo, in futuro si spera di migliorare.

Insomma un fiume di domande ai quali dal patron ai dirigenti nessuno si è sottratto e con la consueta chiarezza (almeno sembra) si è archiviata la prima campagna del calcio mercato dell’era Commisso. Dopo meno di tre mesi dal cambio societario, la Firenze del calcio è stata completamente modificata e rinnovata. Il rapporto con i tifosi e l’entusiasmo ritrovato, testimoniato da un record di abbonamenti, la capacità di discutere il perché di un mancato acquisto, la cessione di un altro, l’aumento del monte ingaggi, sono presupposti che portano a far credere che qualcosa è davvero cambiato.

Con la consapevolezza che ancora molto ci sarà da fare e migliorare, intanto sono state messe le basi per poter programmare un futuro, dallo stadio, al centro sportivo, con campioni da tutelare, con ragazzi da far crescere, senza proclami e promesse, cose scontate e normali, che un tempo erano inimmaginabili, ed ora ci portano a credere che si può scrivere e raccontare una nuova pagina di storia viola.

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