Ancora con rabbia, ancora con orgoglio

di Barbara Chiarini

Oriana Fallaci

Oriana Fallaci

«Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo.»

Oriana Fallaci

Era la fine di settembre, quando sul Corriere della Sera, uscì un lungo articolo scritto dalla indimenticabile  penna di Oriana Fallaci.

Un articolo scritto di getto, cosa che a lei non era mai capitato fare; senza badare troppo alla forma, Oriana diede vita a degli appunti che poi divennero La Rabbia e l’Orgoglio, un piccolo libro di pensieri su ciò che accadde quell’ormai lontano 11 settembre 2001, un piccolo libro in cui la nostra giornalista affrontò grandi temi, su cui tutti dovremmo ancora molto riflettere, ora come allora.

Se adesso vi chiedessi che cosa stavate facendo quell’11 settembre, data storica che ha segnato indelebilmente le vite di tutti noi con quell’attacco terroristico che fece crollare le Torri Gemelle a New York mietendo le sue 3000 vittime, sareste in grado di ricordarlo? 

Quella data ci dette la consapevolezza di ciò che per tanto tempo aveva agito quasi in silenzio, nonostante fosse davanti agli occhi di tutti, presentandosi tutto d’un tratto con il suo rumore assordante, esattamente quel giorno.

E, quella data dette nuovamente voce anche alla Fallaci, che si era chiusa nella sua casa di New York a scrivere un nuovo libro che nulla aveva a che vedere con quella storia, perché lei, giornalista d’assalto infaticabile per troppi anni,  non aveva più voglia di affrontare certi argomenti. 

Fu cosi che, dopo dieci anni, Oriana ruppe il silenzio e ritornò a parlare.

La copertina del libro La Rabbia e l’Orgoglio

La copertina del libro La Rabbia e l’Orgoglio

La Rabbia e l’Orgoglio doveva diventare un articolo di poco più di due colonne sul Corriere: per quanto la Fallaci cercò di  limare per rendere quelle parole un testo adatto al giornale, non riuscì. Ma il capo redattore Enrico Rondoni capì e le concesse tutto lo spazio  che fu necessario per gridare la sua rabbia. Ne uscì un articolo da lasciare senza fiato, ipnotico e profetico, in cui la Fallaci  volle assolutamente mostraci il suo punto di vista, condivisibile o meno, ma pur sempre arguto.

Quello stesso testo, nella versione integrale, è poi divenuto il libro che ogni persona, ancora oggi, avrebbe l’obbligo morale di leggere, soprattutto se italiano: un libro che ha suscitato critiche, polemiche, disaccordi profondi, ma anche una maggiore consapevolezza ed il risveglio di interesse da parte di alcuni, a proposito di argomenti che si cerca spesso di non affrontare, per paura, pudore, a volte anche per vigliaccheria.

Oriana Fallaci è stata e resta un esempio che in molti che ritengono di fare giornalismo dovrebbero assolutamente cercare di emulare; una scrittrice, una giornalista vera, che ha sempre avuto la grinta e la forza, di guardare chiunque al mondo dritto in faccia,  a testa alta,  davvero chiunque. 

Una donna eccezionale, che in questo libro mise tutta se stessa, tutta la passione, il suo grido, la sua rabbia, per una società in cui non credeva più, ma in cui sperava sempre. E non smise mai di sperare. 

Ruppe il suo silenzio per gridare, e lo fece con la convinzione che , anche se il suo era soltanto un singolo grido,  sarebbe stato sufficiente a scuotere le coscienze collettive; in effetti, fu proprio così.

Una scrittura splendida, viva, graffiante, come tutte le sue opere, una riflessione profonda sul nostro mondo, su quello che ognuno di noi dovrebbe fare (o perlomeno cercare di fare) ogni giorno per cambiarlo e renderlo migliore, al fine di onorare chi prima di noi si è battuto e sacrificato, con orgoglio, con rabbia e grande coraggio, affinché  noi avessimo oggi tutto quello che abbiamo.

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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