Il bandito ed il campione

di Simone Borri

GIMONDI

Il brano del giorno quasi sempre te lo suggerisce l’attualità. Eventi gioiosi, eventi tristi, ricorrenze, riflessioni, addii. Eroi di una generazione che se ne vanno, perché hanno fatto il loro tempo. E se ci pensi bene, è segno che anche quella generazione – la tua – sta per fare il suo.

Sulla mia biglia c’era Felice Gimondi. Sui quella di mio padre, Gino Bartali. Su quella di mio figlio, Marco Pantani. Generazioni che passano. Il ciclismo, finché non è diventato un affare di chimica e di medicinali, era uno sport che sembrava fatto apposta per trasmettere l’epica da una generazione all’altra.

Da ragazzi, in bicicletta ci siamo andati tutti. La fatica di pedalare ed il vento in faccia, sono sensazioni che abbiamo provato tutti. E come i nostri eroi abbiamo avuto giornate in cui ci sembrava di volare invincibili verso il traguardo ed altre in cui la salita sembrava non dovesse finire mai.

Come le imprese di certi campioni, certe canzoni sembrano fatte apposta per fare da colonna sonora ai sogni, ai ricordi, alle imprese. Al tempo che passa ed alla tristezza che si lascia dietro. Francesco De Gregori queste canzoni le ha sempre sapute cantare.

Dedicata a Felice Gimondi ed a tutti i campioni che non ci sono più. Ai ragazzini che sono diventati grandi, ma quelle biglie non le hanno scordate. Ce le hanno ancora, da qualche parte.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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