I get around

di Simone Borri

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Difficile dire quale sia stato il suo film più bello, anche se – come raccontiamo in altra parte del giornale – per la verità una preferenza l’abbiamo. Difficile dunque anche stabilire quale sia la colonna sonora più adatta a fare da brano del giorno, in questo quinto anniversario della sua scomparsa.

Robin Williams, cinematograficamente parlando, è stato tutto ed il contrario di tutto. Serio e faceto, divertente e drammatico, travolgente e malinconico, adatto all’infanzia spensierata ed alla maturità più consapevole e nostalgica.

Facciamo così, prendiamo quella delle sue pellicole che racconta la storia più significativa, almeno per le generazioni che l’hanno vissuta. Good morning Vietnam racconta la storia (vera) di Adrian Cronauer, l’aviere prestato alla radio delle Forze Armate per tirar su con la sua verve da disc jockey il morale della truppa. Impantanata in quella guerra del Vietnam che, a prescindere da qualsiasi considerazione personale e collettiva e da qualunque giudizio storico, mantiene forse a tutt’oggi il primato di guerra più impopolare della storia.

GuerradelVietnam190812-002La guerra degli ananas, la sporca guerra, il Vietnam fu tante cose per i ragazzi di tutto il mondo negli anni sessanta e settanta. Fu soprattutto una gigantesca assurdità, con il senno di poi fatta apposta per testimoniare l’assurdità della guerra come nessun’altra mai prima e dopo di essa. Gravida di conseguenze, carica di contraddizioni, a cominciare da quella che possiamo constatare ogni volta che ci scorrono davanti le immagini di film e documentari d’epoca. Le immagini più drammatiche con la colonna sonora in sottofondo della musica forse più bella di sempre. I ragazzi americani che pattugliano fiumi e giungle, i vietcong che sbucano fuori dal nulla, i vietnamiti – vecchi e bambini – che piangono disperati, e quella musica, il rock degli anni sessanta e settanta, un sound mai più eguagliato per qualità e quantità.

The Beach Boys

The Beach Boys

Scegliamo questa I get around, quintessenza della musica spensierata del più spensierato dei complessi americani dell’epoca in cui ancora il mondo sorrideva all’America. Cronauer/Williams la mette su per rallegrare i commilitoni, che magari in quel momento sono sotto il fuoco dei charlie nella giungla o saltano per aria per lo scoppio di bombe recapitate da vietcong ragazzini, o addirittura bambini.

Robin Williams. Beach Boys. Vietnam. America. Rock’n’roll. Anni sessanta. Capolavori e storie epiche che viaggiano in parallelo, a fianco gli uni degli altri.

Gooooooooood morning!

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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