Chi ci ha incastrati con Roger Rabbit?

di Barbara Chiarini

Richard Williams, l’ideatore dei personaggi del lungometraggio “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”

Richard Williams, l’ideatore dei personaggi del lungometraggio “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”

«Una risata può essere una cosa molto potente. A volte nella vita, è l’unica cosa che ci rimane!»

(Roger Rabbit)

È dello scorso 16 agosto la notizia che Richard Williams, l’animatore del coniglio Roger Rabbit, è venuto a mancare: un grande artista dell’animazione, che è stato vincitore di ben tre  Premi Oscar e di tre Bafta. Nei suoi 86 anni di vita aveva dedicato tutto al mondo dell’animazione cinematografica, lavorando  anche a La Pantera Rosa colpisce ancora (1975), La Pantera Rosa sfida l’ispettore Clouseau (1976), ma anche a molti altri film, ta cui pellicole del calibro di James Bond 007 Casino Royale (1967)

In un’ intervista che aveva rilasciato recentemente Williams aveva sottolineato che, fondamentale per la sua professione, era stata la visione quando aveva appena 5 anni di Biancaneve e i sette Nani, il capolavoro del 1937 diretto da David Hand e  prodotto da Walt Disney: «Da bambino ho sempre voluto andare alla Disney: ero un tizio intelligente così portai i miei disegni e alla fine ci entrai. Scrissero addirittura un articolo su di me, visto che negli Studio ci rimasi per due giorni, e potete solo immaginare che cosa rappresentò per me, un bimbo».

Il consiglio che ricevette fu quello di disegnare in modo corretto: tuttavia, proprio quel parere, gli fece perdere l’interesse per l’animazione, almeno fino a quando non raggiunse i 23 anni. 

Da allora, però, Williams non smise più  di far muovere le immagini e, con il suo primo film diretto, prodotto e animato, The Little Island (1958), vinse il primo Bafta seguito, nel 1971, dall’Oscar per l’adattamento de Il canto di Natale di Charles Dickens.

Ma la sua realizzazione più importante è stata senza dubbio Chi ha incastrato Roger Rabbit? (Who Framed Roger Rabbit?).

Chi ha incastrato Roger Rabbit  venne prodotto da Steven Spielberg e diretto da Robert Zemeckis, dalla cui collaborazione aveva già visto la luce il primo capitolo della trilogia di Ritorno al futuro. 

Il film fu accolto con reazioni entusiastiche, vincendo quattro premi Oscar ed entrando di diritto tra i capolavori più rinomati del cinema d’ogni tempo. 

I due protagonisti Eddie Valiant ed il coniglio Roger Rabbit

I due protagonisti Eddie Valiant ed il coniglio Roger Rabbit

Girato con tecnica mista, la pellicola univa per la prima volta, attori con cartoni animati, realizzati con l’ausilio di straordinari effetti speciali, il tutto in un clima capace di stuzzicare la fantasia dei più piccoli e soddisfare i desideri degli adulti, con una trama accattivante e per nulla prevedibile. E veramente i personaggi d’animazione si coniugarono perfettamente ai personaggi in carne e ossa: dalla sinuosa Jessica Rabbit, la donna più sexy dei cartoon, al simpatico e distratto coniglio Roger Rabbit, suo sposo, fino al detective spiantato Eddie Valiant, interpretato da un bravissimo Bob Hoskins.

Insomma, davvero una pellicola particolare, che ha quasi il sapore di un noir, una storia in cui la cruda realtà si mescola con la fantasia più sferzante, in un dualismo tra uomo e creazione artistica che costituisce il paradigma di base dell’investigazione dei due protagonisti, Eddie e Roger.

Chi ha incastrato Roger Rabbit sembra tracciare una linea immaginaria secondo la quale gli uomini sono i depositari del dolore e i cartoni, invece, sono coloro che riescono ad alleviare questa condizione. Roger si prefigge così l’obiettivo di restituire ad Eddie la fiducia nel prossimo e permettergli di ritrovare quel senso di umorismo che sembra essere naufragato nel mare d’alcool che è diventata la sua mente. Tale rapportarsi tra i due protagonisti del lungometraggio permetterà il superamento del dolore e il ritrovamento della speranza per Eddy.

Il detective Eddie Valiant e Jessica Rabbit, moglie di Roger.

Il detective Eddie Valiant e Jessica Rabbit, moglie di Roger.

Nel disegnare Roger Rabbit, Williams volle incorporare molti degli elementi appartenenti all’animazione classica: voleva che Roger avesse in sé il livello della Disney, il design dei personaggi dei Looney Tunes di Warner Bros, la personalità e il senso dell’umorismo dell’animatore Tex Avery, creatore di Bugs Bunny e Daffy Duck: in effetti, a guardare bene, la sua tuta richiama un po’ Pippo, i suoi guanti Topolino, ed il volto ha un notevole richiamo ai Looney Tunes.

Per il personaggio cartoon al femminile, la procace Jessica Rabbit, Richard  si ispirò alla protagonista del cortometraggio Red Hot Riding Hood ovvero Cappuccetto Rosso a Hollywood di Avery, un lungometraggio datato 1943:  le influenze umane, invece, Rita Hayworth, Lauren Bacall e Veronica Lake.

La cura e l’attenzione che il nostro disegnatore ebbe per ogni minimo particolare, fu definita addirittura maniacale.

Infatti, subito dopo la conclusione delle riprese del film, si diffuse tra gli animatori americani l’espressione bumping the lamp, ovvero sbattere nella lampada: un modo di dire che si riferisce alla scena in cui Hoskins urta più volte con il capo una lampada bassa nel soffitto e la fa oscillare, mentre tiene Roger per le orecchie: non tutti sanno che gli animatori fecero un grande lavoro, paziente e meticoloso, per disegnare addosso al coniglio, in maniera coerente, luci e ombre, in base all’illuminazione fluttuante della stanza. Il team era però consapevole del fatto che questo grande lavoro sarebbe stato notato probabilmente da pochissimi e che l’assenza dell’effetto non avrebbe assolutamente disturbato la maggior parte del pubblico.

Da allora è nata l’espressione bunping the lamp, che allude a quando si tiene molto alle cose che si crea, tanto da essere pronti a tutto per farlo nel modo più giusto, anche se probabilmente nessuno se ne accorgerà: contrariamente ad ogni previsione, però in molti tra addetti al settore e pubblico se ne accorsero ed apprezzarono!

Adesso Richard Williams, avrà  a disposizione un mondo nuovo in cui fantasticare: e chissà se continuerà a far muovere le immagini, anche da lassù. Noi siamo certi di si!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


Visualizza gli altri articoli di Barbara Chiarini

Potrebbe interessarti anche ...

Commenta l'articolo