Il sasso di Dante

di Barbara Chiarini

La lapide ottocentesca che reca scritto “Il Sasso di Dante”.

La lapide ottocentesca che reca scritto “Il Sasso di Dante”.

A Firenze, in Piazza del Duomo, non tutti sanno che guardando nella parte bassa della facciata di una casa posta fra Piazza delle Pallottole (nome derivato dal gioco delle bocce che qui, un tempo, si usava molto praticare) e Via dello Studio (toponimo originato dall’antica Università fiorentina, istituita nel 1321 e chiamata appunto Lo Studio), si trova una lapide: di origine ottocentesca, realizzata in  marmo rosa e incorniciata da un riquadro di marmo grigio, reca su l’ incisione IL SASSO DI di DANTE.

Tale targa fu posta infatti dai fiorentini, a ricordo del luogo dove Dante Alighieri, prima di venir esiliato, soleva sedersi, appoggiato ad un vecchio sasso, per poter meglio osservare i lavori edili che in quel tempo fervevano intorno alla neonata  Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Si narra che un giorno, verso l’ora del pasto di mezzogiorno (detto allora desinare e ora nobilitato a pranzo, seppur direi consumato in maniera molto più frugale di allora), mentre il sommo poeta se ne stava tranquillamente seduto sul suo sasso intento a guardare il procedere dei lavori, sia passato di lì un suo conoscente. 

A bruciapelo, il tale si rivolse al Maestro, chiedendogli: «O Dante, qual è il cibo che più ti piace?».

Altrettanto concisa e subitanea  fu la sua risposta dell’ Alighieri: «L’ ovo!».

Le leggende fiorentine narrano poi che, trascorso un anno o forse più dalla strano episodio, lo stesso compare, passando dal solito crocevia, incontrasse nuovamente il sommo  poeta, seduto a frescheggiare sul medesimo sasso: sicuro di coglierlo alla sprovvista, impudentemente, stavolta gli chiese: «Con che cosa?». E Dante, a sua volta,  senza assolutamente scomporsi: «Con il sale »!

Il poeta fiorentino Dante Alighieri

Il poeta fiorentino Dante Alighieri

Ebbene, è  altamente probabile che quel tale non  avesse chiarezza della portata del personaggio con cui si era voluto mettere alla pari, poiché è a tutti noto che Dante Alighieri  fu un uomo non soltanto dotato di  grande intelligenza  e cultura, ma anche, sfortunatamente per il malcapitato, di un’impeccabile memoria!  

Difficile dunque, farsi beffe di lui, con puerili giochetti!

Nessuno però ha mai capito se, in tutto il suo conoscereDante Alighieri sapesse pure che cosa recita un antico proverbio tosceno, che, a dirla tra noi, in quella circostanza, sarebbe  davvero calzato a pennello: «Chi siede sulla nuda pietra fa due danni: si infredda l’ ossa e ghiaccia i panni»!

Vuoi vedere che certi fiorentini ne sapevano almeno una più di Dante? 

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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