Sapore di sale e di malinconia !

di Barbara Chiarini

Il cantautore Gino Paoli insieme all’attrice Stefania Sandrelli

Il cantautore Gino Paoli insieme all’attrice Stefania Sandrelli

Che bellezza gli anni Sessanta!

L’Italia approdava al benessere e gli italiani iniziavano a superare i gravi problemi affrontati durante la fase di ricostruzione dell’intera nazione, dopo che una Seconda Guerra Mondiale aveva lasciato devastazione ovunque.

Che dire di più: la voglia di ricominciare a divertirsi, di buttarsi dietro le spalle le tragedie personali e le molte macerie, era insita da anni nell’animo del popolo italico, ma solo con la fine degli anni Cinquanta questo desiderio si era potuto concretizzare, finalmente, quasi per tutti.

Anni particolari questi, anni in cui le abitudini, gli usi ed i costumi nazionali stavano velocemente ed inesorabilmente cambiando.

Molte erano le novità che facevano presagire il progresso: la tecnologia era in continua evoluzione e nuovi generi di comfort iniziavano a contribuire al  miglioramento della qualità della vita: nelle case dei nostri connazionali facevano ingresso i primi piccoli e grandi elettrodomestici e la possibilità di comprare un’ autovettura, per portare l’ intera famiglia in vacanza al mare o ai monti, divenne un’eventualità alla portata di molti, se non di tutti.

Il consumismo  si stava facendo spazio, sgomitando di qua e di la’ e, così facendo, lasciava  intravedere a molti i suoi benefici: il sogno di tutti era vivere la realtà americana, come quelle famiglie perfette, ritratte a colori pastello, protagoniste delle pellicole cinematografiche!

Rilassarsi sotto l’ombrellone, ascoltando e canticchiando le canzoni con le radio portatili, diventò una consuetudine: nacquero proprio in quegli anni i primi tormentoni estivi, brani che duravano il tempo di una stagione ma che segnavano in maniera indelebile il ricordo di una torrida estate, trascorsa in riva al mare.

Gino Paoli all’epoca era uno dei cantautori italiani più conosciuti e importanti; con Il cielo in una stanza, La Gatta e Senza fine, aveva già fatto sfoggio delle sue capacità creative, ma fu con la canzone Sapore di sale che raggiunse l’ apice dell’ appeal commerciale, nonché del successo personale.

Il brano, che apparentemente sembra una canzone spensierata, adatta al clima rilassato delle vacanze, al contrario racchiude in sé i segnali di un’imminente fine di una storia d’amore, bella quanto irripetibile, ormai giunta tristemente al capolinea.

Contraddistinta da pochi accordi arrangiati dal grande maestro Ennio Morricone e dal sinuoso sax di Gato Barbieri, Sapore di sale rapisce il cuore e l’anima di chiunque l’ascolti, fin dalle sue prime note.

La copertina del disco Sapore di Sale, 1961

La copertina del disco Sapore di Sale, 1961

E gli italiani l’amarono, tutti!

Probabilmente, qualcuno la considerò una bella canzone d’amore e nulla più, forse qualcun’altro avvertì quella malinconia che è insita nella melodia come nelle parole del testo: in qualche modo però, ne sono certa, i giovani italiani intuirono che così bene, come all’inizio degli anni Sessanta, non sarebbero più stati.

In quegli anni, Gino Paoli stava vivendo una relazione con la giovanissima attrice Stefania Sandrelli; della loro scabrosa storia, scrissero  le riviste di gossip e di cronaca rosa  e fu universalmente riconosciuto che la canzone regina di quell’estate, altro non era che una dedica d’amore plateale del cantautore alla sua nuova fiamma.

In effetti, quella voglia di vedersi e di dimenticare tutti i problemi che li circondavano, quel desiderio di stare «lontano da noi, dove il mondo è diverso, diverso da qui» descrive, come meglio non si può, la situazione che si era venuta a creare tra il cantante e la giovane Stefania.

Sapore di sale parla d’amore, in ogni sua strofa si percepisce la bramosia di assaporare questa passione proibita,  un  sentimento intenso ma assai difficile da vivere per due innamorati, vincolati dalle costrizioni, dal perbenismo, da un radicato moralismo, insito nella società di quel tempo.

Sta di fatto che, superando le molte critiche e le relative difficoltà, l’amore tra Paoli e la Sandrelli  vinse su tutto: la loro fu una lunga storia d’amore e insieme, come a molti di voi sarà noto, concepirono anche una figlia, Amanda.

In pochi invece sanno che, proprio in quell’estate del 1963, quando la canzone suonava da tutte le radio, da tutti i  juke-box lungo le spiagge d’Italia, Gino Paoli tentò il suicidio: con un estremo e drammatico gesto d’amore si sparò un colpo di pistola, dritto al cuore. Un delicatissimo intervento chirurgico gli salvò la vita ma la pallottola non fu mai estratta, rimanendogli per sempre conficcata nel petto.

Con quel suo tono malinconico, presagio della fine della relazione tra l’attrice ed il cantautore, Sapore di sale non sembrava certo adatta a diventare La Canzone  più rappresentativa di quell’estate italiana, spensierata e festante. Neanche  il suo  compositore lo credette: ma, innegabilmente, ci riuscì!

Un primato assoluto, ancora da battere!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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