I “Visacci” che ci osservano da secoli!

di Barbara Chiarini

Il Palazzo dei Visacci, Borgo Albizi 18 - Firenze

Il Palazzo dei Visacci, Borgo Albizi 18 – Firenze

Vi è mai capitato di passeggiare lungo Borgo Albizi e sentirvi, tutto d’un tratto, molto osservati?

Ebbene, sappiate allora che siete appena passati di fronte a Palazzo Valori Altoviti !

Al numero 18 di Borgo Albizi si erge, infatti, un antico palazzo in stile fiorentino. Appartenuto in primo luogo alla famiglia degli Albizi, poi a quella dei Valori, nonché  ai Guicciardi ed infine agli Altoviti, è  stato da secoli soprannominato dai fiorentini il Palazzo dei Visacci, e noi fiorentini lo riconosciamo con questo nome ancora oggi!

Ma perché mai lo chiamiamo cosi? 

Dovete sapere che in questo bellissimo edificio si trovano ben 15 volti incastonati sulla facciata principale: sguardi severi e illustri, che osservano i passanti dall’alto da circa 400 anni… dei Visacci, insomma!

I personaggi rappresentati, furono realizzati con una tecnica molta raffinata di basso rilievo e  ciascuno di loro fu rappresentato, secondo gli stilemi dell’arte ellenistica, come un Erma: l’erma è un pilastrino di sezione quadrangolare, sormontato da una testa scolpita a tutto tondo, che nell’Antica Grecia, raffigurava il dio Hermes (Mercurio per i romani), figlio di Zeus e della Pleiade Maia.

Solitamente poste ai bordi delle strade, le erme avevano lo scopo di salvaguardare e proteggere i viandanti lungo il cammino: Hermes infatti, oltre che messaggero degli dèi olimpici, era considerato il protettore dei viaggiatori. 

Baccio Valori, il Giovane, colui che modificò il palazzo, così come oggi appare, nel ‘600

Baccio Valori, il Giovane, colui che modificò il palazzo, così come oggi appare, nel ‘600

Il palazzo venne costruito intorno al ‘400 per conto della storica famiglia degli Albizi. Quando Rinaldo degli Albizi, strenuo oppositore di Cosimo il Vecchio e della sua politica, venne esiliato ad Ancona, l’edificio passò in mano ai Valori, altra potente casata fiorentina.

Fu soltanto nel Seicento che  Baccio Valori il Giovane, umanista, politico e mecenate,  commissionò allo scultore Giovan Battista Caccini la realizzazione di quei 15 volti sulla facciata del palazzo, al fine di onorare Firenze ed i suoi concittadini.

In particolare, le erme del Palazzo dei Visacci furono realizzate secondo la tecnica scultorea dello stiacciato: un abile gioco di prospettive, che dà all’osservatore l’illusione di una maggiore profondità.

Baccio il Giovane, scelse personalmente i personaggi da ritrarre, e lo fece selezionandoli  tra coloro che erano definiti al tempo i rappresentanti più illustri della città, gli uomini che con la loro opera avevano contribuito a rendere grande Fiorenza.

Lo scultore Giovan Battista Caccini, busto.

Lo scultore Giovan Battista Caccini, busto.

La ricerca avvenne ovviamente all’interno di  quell’ambito  culturale d’élite, non certamente accessibile al popolino. 

Disposti in gruppi di 5 per ciascun piano, i volti raffigurano: da Dante a Giovanni Boccaccio, da Francesco Petrarca a Francesco Guicciardini, da  Amerigo Vespucci a Lorenzo il Magnifico.

Nomi e volti ormai noti a noi i tutti, ma a quei tempi l’effige di molti di essi  risultava sconosciuta alla massa.

Fu cosi che proprio gli stessi nostri concittadini del tempo, un po’ per spregio, un po’ per ignoranza, incominciarono a chiamarlo il Palazzo dei Visacci.

Ancora oggi questo bellissimo palazzo, icona di una Firenze che fu, indossa questo nome: il tono dispregiativo si è dissolto nei secoli; rimane invece il ricordo di un’altra bella  storia fiorentina, effige dell’ arte e del nostro terribile caratteraccio toscano!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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