The Longest Day March

di Simone Borri

TheLongestDay190606-001

Non so nemmeno io quante volte ho rivisto questo film, o quante ne ho riascoltato la colonna sonora. Oppure quante volte ho riletto i versi di Paul Verlaine, la Chanson d’automne: «i lunghi singhiozzi dei violini d’autunno/feriscono il mio cuore con monotono languore». Era il segnale dato da Radio Londra alla Resistenza francese, il Maquis, per avvertirla che gli Alleati sarebbero sbarcati di lì a 24 ore.

Com’é successo in altre giornate fortemente rievocative, il brano di oggi per quanto mi riguarda è obbligato. Il film e la colonna sonora possono piacere o non piacere, ma nessuno di noi sarebbe qui adesso se la storia che raccontano fosse andata diversamente.

American World War II Cemetery, Falciani, Firenze

American World War II Cemetery, Falciani, Firenze

Neanche questa riflessione è obbligata, anche se la ripropongo ad ogni ricorrenza storica, dal 6 giugno all’11 settembre: capita a tutti di avere dei dubbi, a volte, a proposito delle persone o delle cose a cui si vuole bene o si deve comunque affetto. Personalmente, quando mi capita a proposito degli U.S.A., risolvo la cosa facendomi un giro al World War II Cemetery di Falciani, alle porte di Firenze, che ripete nello stile quello di Arlington in Virginia o quello in Normandia, sulle scogliere che sovrastano le spiagge dove il destino di migliaia di ragazzi americani si compì.

E come ogni volta, mi basta poco a ritrovare me stesso e gli amici a cui voglio bene (e ne vorrò sempre loro in questa vita), osservando con l’immancabile groppo alla gola quella distesa di croci bianche. Al di sotto delle quali dormono per sempre quei ragazzi che 75 anni fa, poco prima che io nascessi, vennero fino a qui per permettere a me e a tutti noi altri di nascere in un mondo migliore.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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