Notte prima degli esami

di Simone Borri

Nicola Vaporidis, Chiara Capotondi ed il compianto Giorgio Faletti in Notte prima degli esami

Nicola Vaporidis, Chiara Capotondi ed il compianto Giorgio Faletti in Notte prima degli esami

Notte prima degli esami. Si rinnova il rito di passaggio più importante della nostra società: quello che mette ogni anno all’inizio dell’estate i ragazzi giunti alla fine dell’adolescenza di fronte alla madre ed al padre di tutti gli esami: la Maturità.

Non date retta, ragazzi, a chi vi dice che gli esami andrebbero tutti aboliti. Che si tratta di roba vecchia, inutile, non più adeguata ai tempi. Non è vero. Quello che vi accingete a fare, alla fine delle medie superiori così come avete fatto alla fine di quelle inferiori (gli esami delle elementari sono caduti vittime da tempo della nuova pedagogia simil-progressista), farà – o contribuirà a fare di voi – uomini e donne. Entrerete ragazzi in quelle aule dove il caldo è ormai soffocante e la tensione si taglia con il coltello. E dopo qualche ora, comunque sia andata, ne uscirete adulti.

Quello che adesso maledite un giorno lo ricorderete con nostalgia. Lo risognerete, certo, per quanto vi resta da vivere, e magari a volte saranno brutti sogni. Ma è quello che darà un senso alla vostra vita, che l’avrà resa degna di essere vissuta. Un esame superato – un esame poi come questo, come la Maturità -, è uno step di crescita che niente può sostituire.

AntonelloVenditti190620-001La risognamo tutti la Maturità. La generazione pre-68, che portava tutte le materie. Quella post, che ne portava solo due all’orale, salvo trovarsi sottoposta alla roulette russa del cambio della seconda a poche ore dalla prova. Quella dopo ancora, arrivata in fondo Dio solo sa come malgrado le innumerevoli riforme, tutte peggiorative. Cosicché non c’é più stato tempo per preoccuparsi per l’esame finale, è tutta la scuola, il ciclo didattico, che non si sa più a cosa serva, cosa insegni, a ragazzi che nascono già nel futuro e a due anni già maneggiano tablet e cellulari. Figli per di più di genitori che la loro maturità l’hanno smarrita da tempo, che si arrabbiano al posto dei figli per votacci e bocciature per le quali loro avrebbero trovato ad aspettarli a casa qualche salutare ceffone.

Comunque sia, comunque vada, sarà veramente una prova che vi renderà maturi. E poi fatene l’uso che meglio credete, di questa vostra maturità in arrivo. Magari ricordatevi cosa vi è costata, che prezzi avete pagato, nel bene e nel male, quando tra una ventina d’anni toccherà ai vostri figli. E’ l’unica riforma scolastica che possiamo augurarci, e che – da tempo immemorabile – funziona.

Il brano di oggi lo canta Antonello Venditti, ex ragazzo della maturità del ‘68, che accompagna questo film delizioso a proposito della maturità degli anni 2000. Non è cambiato niente, o comunque è cambiato assai meno di quanto certe dannose riforme scolastiche avevano inteso che cambiasse.

In bocca al lupo, ragazzi.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


Visualizza gli altri articoli di Simone Borri

Commenta l'articolo