Nell’ora di sconforto o di vittoria

di Simone Borri

Fiorentina 1968-69, un'ottima annata

Fiorentina 1968-69, un’ottima annata

50 anni fa, Firenze era in festa per la vittoria dello scudetto da parte della sua squadra, la Fiorentina. Non c’era finestra o balcone che non avessero esposte le loro bandiere viola, listate di bianco, rosso e verde.

50 anni dopo, c’è di nuovo euforia in città, anche se di tipo diverso. Dopo una lunga stagione in cui è sembrato che la parola vincere fosse addirittura bandita dal vernacolo fiorentino, è cominciato un nuovo capitolo che si richiama ad una storia ancora più lunga, e per la gran parte gloriosa.

Il calcio, raccontavamo ieri, è nato a Firenze. Il calcio moderno il prossimo 26 agosto vi compirà 93 anni (anche se qualcuno opta per il giorno 29, quello dell’atto notorio).

E’ una storia fatta di alterni momenti di sconforto e di vittoria, come recita l’inno cantato tanto tempo fa da Narciso Parigi. Negli ultimi anni sembrava ci fosse rimasto spazio soltanto per lo sconforto, ma questo è un altro discorso, è un capitolo chiuso. Abbiamo voltato pagina, e adesso – come si è detto – ne comincia un altro, che delle parole come vittoria e vincere sembra non aver paura.

Vittoria e sconfitta, diceva Kipling, sono due impostori che bisogna imparare a trattare allo stesso modo, con nonchalance. Ma intanto, che torni a divampare l’amore dei sostenitori viola (dopo la famiglia, per ogni fiorentino c’è la Fiorentina e basta) ed il sentimento orgoglioso che essi hanno a buon diritto della diversità propria e della loro squadra.

Nei prossimi giorni cercheremo di raccontarla nuovamente, la storia della Fiorentina. E che sia di buon augurio.

Restate con noi, e forza viola.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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