Il balcone a testa in giù

di Barbara Chiarini

BalconeRovesciato190325-001

 

«Ciò che è singolare, è che codesta terrazza ha tutte le sue parti costruttive e decorative collocate nel senso inverso a quello normale: così le mensole di sostegno hanno la parte destinata ordinariamente a servire di appoggio inferiore addossata alla terrazza, i pilastrini del parapetto capovolti ed ogni altra parte collocata alla rovescia! »  (Guido Carocci in Illustratore Fiorentino)

Borgo Ognissanti è una lunga strada che si trova nella zona ovest del centro di Firenze, dove una volta si trovavano anche le antiche botteghe dei produttori di lana. Deve il suo nome alla Chiesa di Ognissanti che risale al 1250 e che si affaccia sulla piazza. Ma non è di questo pur bellissimo edificio che oggi voglio raccontarvi: dalla testa pietrificata della signora Berta, alla finestra sempre aperta di Piazza Santissima Annunziata, dallo scrigno delle tante curiosità di Firenze, estraiamo questa volta un aneddoto che mescola storia, leggende ed una bella dose del simpatico e caparbio spirito toscano.

Torniamo in Borgo Ognissanti, al numero 12: alzando la testa noterete un balcone davvero singolare. Guardatelo bene: tutti i suoi elementi, ad eccezione del pavimento, sono costruiti al contrario: gli altissimi mensoloni, le piccole colonne della balaustra e tutte le decorazioni. Qual è il motivo di tanta bizzarria? Siamo nel ‘500 ed il Duca Alessandro De Medici aveva emesso un’ordinanza che limitava la costruzione di strutture aggettanti come balconi e mensole. Voleva evitare di rendere ancora più angusti i passaggi delle strette vie e, forse, scoraggiare anche la poco piacevole usanza di gettare liquami in strada. 

Alesssandro dei Medici, duca di Firenze, detto il Moro (22.07.1510 -6.01.1537)

Alesssandro dei Medici, duca di Firenze, detto il Moro (22.07.1510 -6.01.1537)

Messer Baldovinetti, proprietario dell’elegante palazzo in oggetto,  voleva invece ristrutturarlo per renderlo ancora più signorile e magnifico. Soprattutto voleva dotarlo di un bel balcone e per questo diede incarico all’architetto di famiglia di redigere il progetto.

Una volta che furono preparati i disegni tecnici il nobile si recò dal Duca per sottoporgli la sua proposta, convinto che sarebbe stata certamente  accettata visto che la strada dove si affacciava il proprio immobile era piuttosto ampia. 

Ma si sbagliava, tanto che il Duca non accettò. Egli però non si perse d’animo e praticamente tutti i giorni torno’ a sottoporre un nuovo progetto ad Alessandro De Medici il quale, probabilmente infastidito ed esasperato dall’insistente richiesta di costruire questo benedetto balcone, rispose negandogli per l’ennesima volta e con molta ironia, la licenza di poterlo costruire.

Quindi, esasperato, esclamò : «Sì, ma alla rovescia!» Anche per Messer Baldovinetti fu sicuramente palese che la risposta, seppure ambigua ed un poco bizzarra, era intesa a scoraggiarlo, in quanto non era altro che un ennesimo no .

Ma questa volta , il nostro arguto nobiluomo non si lasciò sfuggire l’occasione del contrattacco ad una risposta che suonava molto sibillina, lasciando un discreto margine di iniziativa e quindi, cogliendo tutti impreparati, fece costruire  il proprio balcone  “a testa in giù” (come si suol dire a  Firenze)!

Non sto scherzando; sottosopra sono infatti, tutti gli elementi che compongono il balcone, dai mensoloni di sosegno, alle volute, financo alle  colonnine della balaustra. 

Quando il Duca vide lo strano terrazzo a lavori conclusi,  rimase divertito dalla scherzosa disobbedienza di Messer Baldovinetti  ed apprezzò la presenza di spirito del costruttore al punto tale da desistere dal farlo demolire, stabilendo di lasciarlo così come era stato realizzato.  E così è rimasto fino si nostri giorni.

Firenze, Borgo Ognissanti 12

Firenze, Borgo Ognissanti 12

Il nostro applauso va al  Baldovinetti, il classico esempio di uomo fiorentino vero, un po’ burlone , ma anche sagace e soprattutto determinato,  il quale riuscì a dare vita ad una struttura che ancora oggi fa parlare di lui!

Firenze, conosciuta da tutti per i suoi monumenti e le opere d’arte, mantiene ancora molto del suo antico fascino. Al di fuori dei percorsi turistici più famosi ancora oggi, si possono trovare angoli di città che hanno mantenuto il loro carattere inalterato nel tempo. Nel nostro caso abbiamo trovato una curiosità, una piccola cosa da vedere, ma che mette in risalto il tipico carattere di noi fiorentini: un po’ burloni, forse è vero, ma anche sagaci e soprattutto sempre molto determinati!  

E allora: viva la nostra bella città ed evviva i fiorentini!

N.B:  Per onor di cronaca c’ è da dire che non abbiamo assoluta certezza che il fatto si sia svolto realmente come viene tramandato dalla tradizione in quanto i fatti non sono mai stati suffragati da documenti certi : infatti, il palazzo non è dei primi del Cinquecento, bensì di un periodo più tardo.

L’edificio presenta, in effetti,  caratteri seicenteschi legati quindi al tempo in cui non era più duca Alessandro bensì Ferdinando I dei Medici  e la proprietà dell’ immobile era passata al tempo ad un certo Cristofano Baldovinetti. I suoi discendenti la vendettero nel 1691 alla famiglia Cappelli, la quale  ne rimase proprietaria fino al 1807 (si veda comunque quanto annotato da Carocci sia per la storia sia per le successioni).

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


Visualizza gli altri articoli di Barbara Chiarini

Potrebbe interessarti anche ...

Commenta l'articolo