Die Walküre

di Simone Borri

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Il 26 giugno 1870 a Monaco di Baviera per espressa volontà di re Ludwig II andò in scena il dramma musicale Die Walküre (La Walchiria), penultimo capitolo della tetralogia intitolata l’Anello del Nibelungo del compositore Wilhelm Richard Wagner. L’opera si componeva di quattro parti, che Wagner stava scrivendo a ritroso cominciando dall’ultima, la Terza Giornata intitolata il Crepuscolo degli Dei e terminata nel 1853, fino al Prologo, L’oro del Reno ultimato nel 1876. Completa la tetralogia il dramma Sigfrido, che narrativamente corrisponde alla Seconda Giornata, mentre la Valchiria corrisponde alla Prima.

Wilhelm Richard Wagner

Wilhelm Richard Wagner

La Tetralogia è un compendio musicale della mitologia nordica, con influenze di Schopenhauer e Nietzsche nonché dei fermenti rivoluzionari che a partire dal 1848 avevano infiammato l’Europa, Germania compresa, facendo pensare che l’Ancien Régime restaurato dal Congresso di Vienna ed in generale tutta la civiltà occidentale in cui si stava affermando il capitalismo borghese fossero sul punto di soccombere ad un enorme ed inarrestabile cataclisma rivoluzionario, un Armageddon, o per meglio dire restando in tema, un Ragnarok. Una fine del mondo, di un vecchio mondo che avrebbe dato origine ad un nuovo ordine.

RichardWagner190626-002La musica di Wagner avrebbe ispirato tutte le correnti filosofiche ed i movimenti politici che si sarebbero proposti di sovvertire l’ordine costituito nel secolo successivo, il ventesimo. Non c’é dubbio tuttavia che il principale fautore della colonna sonora wagneriana applicata alla politica fu il Nazionalsocialismo. Leggenda vuole che mentre aspettava notizie dalla Polonia invasa dalla Wehrmacht il 1° settembre 1939, Adolf Hitler ascoltasse proprio la Cavalcata delle Valchirie, in una sorta di tripudio privato per la sua personale versione della fine del mondo appena scatenata. Di lì a considerare Wagner, come del resto il suo amico Nietzsche, precursori del Nazismo, il passo fu breve.

Anche Francis Ford Coppola associava le Valchirie ad un militarismo che alla fine degli anni sessanta l’opinione pubblica del mondo occidentale sbilanciata a sinistra tendeva a vedere in modo non troppo dissimile da quello sconfitto trent’anni prima. Quando si trattò di portare sul grande schermo la celebre opera di Joseph Conrad, quel Cuore di tenebra che era diventato il manifesto anticolonialista del ventesimo secolo, per la scena madre del suo Apocalypse Now il regista americano volle come colonna sonora proprio la Cavalcata. Si può sorridere oggi – tragicamente sorridere, con il senno di poi – di una certa visione naif della politica e del mondo che all’epoca assegnava agli americani il ruolo di cattivi ed ai vietcong quello di buoni. Ma una cosa è certa, quella degli elicotteri che partono per la loro missione distruttiva sulle note della Cavalcata è una delle scene più magistrali della storia del cinema.

Chissà che cosa pensa Wagner dal suo Walhalla di tutti questi omaggi tributatigli. Forse è lecito pensare che l’unico che gli abbia fatto veramente piacere sia quello di J. R. R. Tolkien. Non c’é dubbio che senza la Tetralogia e la rivisitazione delle antiche saghe nordiche da essa operata, non ci sarebbe stata nemmeno la doppia Trilogia dello Hobbit e del Signore degli Anelli.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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