The Piano Man

di Barbara Chiarini

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Oggi non potevo certo mancare di fare gli auguri ad uno dei miei due artisti musicali preferiti , il grande Billy Joel!

Suppongo vi sia  dunque facile immaginare quale sia il mio altro favorito, considerato il fatto che si sta parlando del più caro amico del protagonista di questo mio articolo : il grande Elton John ( di cui certamente non mancherò di scrivere al più presto!)

In tutto questo vi è una logica , poiché entrambi sono considerati  cantanti di pari valore, protagonisti assoluti  della musica degli anni settanta e ottanta  in entrambi i paesi anglosassoni che gli hanno dato i natali: Stati Uniti d’America e Inghilterra. 1D15FE05-54C3-4753-8618-322D0BC495F1

Billy Joel, cantante e compositore tra i più amati negli USA, dove ha venduto oltre 60 milioni di album,   è divenuto una grande  star del pop tra gli anni Settanta e Ottanta.

Secondo il mio punto di vista,  egli è stato  un  po più sottovalutato dalla critica  rispetto a quanto non lo sia  mai stato  un personaggio  come Elton .

Spesso definito proprio come l’Elton John americano, Joel è  certamente sempre apparso meno trasgressivo ed eccentrico del suo collega, ma rimane di fatto un artista di grande e raffinata sensibilità musicale. 

La sua passione per la musica classica si intuisce facilmente dal suo repertorio, dove ben si amalgama la musica folk, con il country ed il rock. Billy Joel è un genio romantico  del piano, un ex pianista da night club che è passato anche dalla boxe prima di diventare uno degli artisti più amati dal pubblico americano.

Infatti, Billy Joel è da sempre  considerato nell’immaginario musicale, il Piano man, come  si intitola la sua canzone più famosa, quella che dà il nome  all’album del 1973, il secondo della sua carriera. Oggi forse un tipo di percorso del genere non sarebbe più possibile perché, sebbene Piano man gli abbia dato credibilità e un primo accesso alle classifiche (top 30), a Billy Joel ci vollero  ben 5 anni e altrettanti dischi per arrivare ad ottenere quel  successo! 

Ma possiamo dirlo forte…. fu davvero un grande successo:  con The stranger, il suo album del 1977, arriverà ad essere addirittura certificato 10 volte Album di Platino (ovvero 10 milioni di copie vendute), solo negli Stati Uniti: un risultato che Joel supererà solo un’ altra volta, nel 1985 e non con un album di inediti, ma con  Greatest Hits Volume I & Volume II.9769B1EE-8D01-4262-AEDA-2E0D4B2B90BE

Con la canzone Just the Way You Are arriva al terzo posto della classifica dei singoli e vince due premi Grammy come canzone dell’anno e registrazione dell’anno.Subito dopo inanella altri  due singoli da top 20: Movin’ put e She’s always a woman e poi a seguire  Only the good die young: infine una canzone che sarà considerata una delle migliori del suo repertorio, Scenes from an Italian restaurant.

Il Billy Joel del 1977 diventa sempre più  maturo, musicalmente parlando: ha certamente avuto il tempo di farlo dal tempo degli  esordi, e ha finalmente trovato il suo suono, meno introverso dei primi dischi, seppure non ancora dichiaratamente pop come si realizzerà  negli anni ’80.

E’ comunque da considerarsi un cantautore dall’enorme successo per una trentina di anni, dagli inizi degli anni settanta fino al 1993 quando pubblica il suo ultimo album River of dreams.

Sapevate   che Billy, da bambino  non voleva  assolutamente  studiare pianoforte? Forse perché il padre, Howard (vero nome Helmuth, di origine tedesca), era un pianista classico e William Martin Joel era più interessato a imparare la boxe,  disciplina che più si addiceva per difendersi nelle strade del Bronx, in cui era nato. 

Sarebbero  invece stati i Beatles a far accendere in Billy la passione per la musica: il loro passaggio all’Ed Sullivan Show nel ’64 gli avrebbe fatto capire che voleva diventare un musicista o meglio un Piano Man!

Assieme a Piano Man, The Strangers è forse il suo disco migliore. E’ un lavoro dove si mischia la vocazione classico-romantica a quella folk-rock (più di tendenza in quegli anni). Just The Way You Are, è invece  considerato il pezzo più celebre dell’artista, una ballata soffice, permeata di un  immenso romanticismo, come una  serata speciale , da vivere soltanto al  lume di candela, in  assoluta intimità con la persona che si ama:  la bellissima voce di Billy  si accompagna alla strumentalizzazione leggera degli accordi eseguiti al pianoforte  e degli interventi  eseguiti al sax (che sono davvero struggenti )…. da ascoltare e riascoltare mille volte!684F1EFF-35F5-4CC0-B639-82D26B787C81

She’s Always A Woman è  invece considerato  dalla critica, il brano non più famoso ma sicuramente  il pezzo Joeliano per eccellenza: romantico e malinconico, con quella sua  voce bellissima che galleggia sulle note di un  pianoforte. Una canzone d’amore da far affiorare le lacrime agli occhi per chiunque abbia qualcosa da ricordare… vale a dire più o meno tutti a questo mondo…

Nel 1983 Billy Joel non era più semplicemente il Piano man, il cantautore arrivato dal Bronx: era  una superstar  che vendeva  decine di milioni di copie, da almeno 10 anni, ma che  non aveva mai perso la voglia di sperimentare e giocare con le canzoni.

Infatti quando è la volta di scrivere il singolo  Tell her about it, si ispira al passato  offrendo  con la sua canzone un vero tributo al pop nero: il risultato è un altro successo con  un ritmo trascinante e coinvolgente  derivato dalle canzoni dei Temptations e delle Supremes.

Nel 1983  Joel torna alla musica delle sue origini, agli anni dell’infanzia, agli anni dell’innocenza, agli  anni in cui era un giovane uomo innocente e nasce l’album The innocente man. Nel disco le canzoni  sono ciascuna  un omaggio al passato: a seguire l’uno dietro l’altro, James Brown e Wilson Pickett nell’iniziale Easy money, il soul confidenziale di  Ben E. King nella track, il doo-woop di The Longest Time, la vocalità di Sam Cooke in Careless Talk, il rock ’n’ roll pianistico di Little Richard in Christie Lee, il suono British anni ’50 di Keeping the Faith.

Quel che rese grande questo disco è il suono autentico e fuori dal tempo: le canzoni non sembrano cover, ma suonano come brani originali che rispettano lo stile dell’autore, pur riconoscendo le fonti della sua ispirazione; un disco terribilmente legato alla contemporaneità di quel periodo. Essendo uscito negli anni di MTV, Joel colse l’idea al volo e cosi si inventò una serie di videoclip spettacolari e un po’ retrò, sfruttando appieno il concetto  di  una  nuova vetrina, quella  televisiva. 

Joel arrivò  a scalare le classifiche  con Tell her about it e  con Uptown girl, ma non fu tutto : grazie al video di quest’ultima canzone, Joel iniziò anche una relazione con la supermodella Christie Brinkley, la  strepitosa  star del clip.  Dovendole insegnare i passi del balletto, accadde tra loro quello che a volte succede  solo nelle belle  favole:  fu amore a prima vista per entrambi e   i due innamorati convolarono  a nozze  poco tempo dopo nel 1985  : una bella  unione destinata  però tristemente  a finire quasi dieci anni dopo, nel 1994.

UNITED STATES - MARCH 01: Christie Brinkley and Billy Joel (Photo by The LIFE Picture Collection/Getty Images)

Gossip a parte(perdonatemi , ma non ho saputo resistere !), An innocent man rimane uno dei dischi più fortunati e belli della carriera di Joel, carriera  che, da  quel momento,  sarebbe proseguita a fasi alterne: un greatest hits, un album live e tre album di inediti tra l’86 e il 93, prima di ritirarsi definitivamente non dai concerti, ma dalla scrittura di nuove canzoni.

Joel non pubblica musica nuova da  almeno 25 anni, ovvero dal suo ultimo disco  River of dreams, l’ultimo grande album da solista  della sua carriera. In questi ultimi anni si è unicamente dedicato a fare  musica dal vivo , esibendosi da solo oppure ospitando sul suo palco  grandi star come Brian Adams, Elton John, Ray Charles, Cindy Lauper, mettendo in scena dei magnifici concerti.

Dopo avere pubblicato, nel 2000, un concerto tenuto al Madison Square Garden il 31 dicembre 1999  (The Millennium Concert), ha poi  pubblicato altre raccolte di successi (Greatest Hits Volume III, Complete Hits Collection e Piano Man-The Very Best of Billy Joel), seguite da importanti vendite.

087FC4B2-D024-44B5-8B11-19290282581CNel 2006 raggiunge il nuovo record di tutto esaurito al Madison Square Garden con dodici concerti, superando quello stabilito in passato da Bruce Springsteen, e per il quale fa uscire la raccolta celebrativa dal vivo 12 Gardens (live).

Infine, qualche anno fa,  la casa editrice Harper Collins lo contatta per invitarlo a scrivere un libro autobiografia. Pare che per raccontare  dei  suoi lati  oscuri, dei sui  momenti inediti nell’ambito  della  sfera privata, dei  tanti retroscena che si celano comunque dietro al  mondo dello spettacolo,   l’artista avesse  ricevuto  un’ interessantissima offerta pari  alla cifra di un milione e 800mila dollari, solo  come  anticipo.  Joel sembra che  accetti, inizia a scrivere di se’ ma  poi  semplicemente  ci ripensa.

Forse Billy  avrebbe voluto spiegare a tutti come era andata la sua esistenza straordinaria e  allo stesso tempo maledetta , avrebbe voluto parlare del suo lungo viaggio tra il denaro, l’alcol, il successo, il matrimonio con la donna più bella del mondo, i tre divorzi, un tentativo di suicidio, la riabilitazione e la profonda amicizia con Elton John. 

Doveva intitolarsi The Book of Joel,  non un grande titolo per un libro, ma tutto sommato non occorre certo un grande titolo quando si ha una grande storia da raccontare, ricca  soprattutto di elementi  che Joel non aveva mai avuto il coraggio di condividere con nessuno, forse neppure con se stesso.

Pare però, che quando  la casa editrice gli abbia  detto: «Billy, ci siamo, lo facciamo uscire il 14 giugno», lui, a 61 anni suonati, abbia  risposto cosi: «Non mi sembra più il caso. Le cose più importanti che avevo da dire le ho scritte nelle mie canzoni!  Non ho altro da aggiungere !”

Inutile dirvi quanto io condivida a pieno   questa sua scelta. Billy Joel ci ha lasciato già moltissimo con le sue canzoni,  una fusione  di melodie e storie,  sempre meravigliosamente riuscite: storie  di casa basse , degli angoli più malfamati dello Bronx, storie che riflettono la sua adolescenza , bella e povera durante la quale aveva persino tentato la via della Boxe (ricavandone  addirittura un naso fratturato), storie di amicizie interrotte e disperate, storie  di onestà, storie di amori intensi,  sofferti , storie di donne che sanno piacere  esattamente per quello che sono ….. per me  è abbastanza e per  voi ? 

 

 

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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